#SergioBonelliEditore / Mercurio Loi #1 – Roma dei pazzi – Recensione

Mirko Tommasino

Dal 23 maggio approderà in edicola un nuovo personaggio in casa Sergio Bonelli Editore: Mercurio Loi. Dopo aver fatto il suo esordio due anni fa in un volume della collana “Le Storie” a lui dedicato, Mercurio Loi torna con l’omonima testata mensile, tutta a colori.

Mercurio Loi è un professore di storia estroso e stravagante che finisce coinvolto in vicende più o meno misteriose, agisce in una Roma che vive un’epoca di grandi stranezze, districandosi tra cospiratori, sette segrete, personaggi bizzarri e insoliti.

Il personaggio, scritto da Alessandro Bilotta, è un eroe atipico rispetto allo standard bonelliano. Il primo volume delle sue avventure è un manifesto perfetto, un episodio pilota che presenta chiaramente il personaggio e il mondo in cui cammina.

Perché usare questo termine? Perché il Professor Loi davvero cammina, riprendendo l’antica usanza della Scuola Peripatetica. Avanza nella Roma ottocentesca come nei misteri, accompagnato dal suo assistente, Ottone, di giorno studente del professore e di notte compagno d’avventure.

L’autore si prende del tempo per presentare il protagonista della testata. Lascia che siano gli altri personaggi a presentarlo attraverso le parole (un po’ come accadde con Valter Buio e il suo ingresso tardivo nel primo volume della testata, altro personaggio firmato da Bilotta), instaurando fin da subito una narrazione molto teatrale, messinscena fondata sulla parola che ha reso grande il teatro tradizionale all’italiana.

Gli altri comprimari discutono tra loro, introducendo Mercurio Loi in un alone di mistero durante la sua assenza. Si preoccupano del suo fato non solo le persone a lui più vicine, ma anche i personaggi di spicco della Roma di quel tempo, posizionando immediatamente il protagonista in un determinato status sociale. In un fumetto così legato alla parola, la narrazione interna delle azioni è l’aspetto che porta avanti la storia, senza mai cadere nel didascalico.

Mercurio continua a nascondersi tra le pagine, mandando avanti il suo assistente, Ottone. In quanto a carisma, il ragazzo biondo dai metodi sbrigativi e poco riflessivi basterebbe a sé stesso per tenere la scena. Sembra il classico protagonista belloccio delle avventure eroiche, con una personalità riservata che, probabilmente, nasconde qualcosa. Dopo aver fatto la sua conoscenza, i suoi metodi poco ortodossi portano il lettore dal protagonista.

Mercurio Loi ci viene presentato in antitesi rispetto ai presupposti del personaggio, rivelando anche qui la massima padronanza della storia da parte dell’autore. Non è il Professore che vedremo nel resto delle pagine: è in crisi e non nel pieno delle sue facoltà mentali. Tant’è che il primo scontro con il suo nemico giurato (definizione utilizzata non a caso, sempre in linea con la tendenza al supereroe) vedrà coinvolto il suo assistente, sotto gli occhi impotenti del Professore.

Tarcisio, questo il nome della nemesi del protagonista, ha un retaggio archetipico nel genere: ex assistente di Mercurio Loi, ha preso una strada diversa dal suo mentore, ritrovandosi suo nemico. Proprio grazie a lui, Bilotta mostra esplicitamente il tema di fondo della testata, il dualismo, facendo indossare a Tarcisio una maschera. Nessun personaggio corrisponde a come si mostra nella società, tutti hanno qualcosa da nascondere. Tutti hanno una vita ordinaria e una vita straordinaria,  cambiando maschera a seconda delle necessità, come accadeva nella commedia dell’arte in teatro.

La scenografia di questo palcoscenico è la Roma di fine ottocento, agli inizi di quello che sarà definito il secolo lungo della modernità. Ci sono le sue osterie, i coprifuoco e le società segrete. Una città che cambia faccia tra giorno e notte, confermando ancora una volta l’aspetto duale della questione. Il cammino di Mercurio Loi nella città è forma di conoscenza, figlia del vagare senza meta. I personaggi citano passi da libri antichi, in riferimento a quanto accade nel loro presente, sfruttando il passato come schema di riferimento per gli eventi futuri. Da questi presupposti, il motivo per cui viene Roma è definita “dei pazzi” è ben giustificato all’interno della storia.

Il volume prosegue, mostrando una serie di colpi di scena e riferimenti che amplificano ancor di più la profondità dei personaggi (sempre meno d’intorno e sempre più comprimari indispensabili) e dell’ambiente (meno sfondo e più spazio vivo). Senza fare spoiler sulla vicenda, possiamo affermare che il volume, per quanto verticale ed autoconclusivo, inserisce riferimenti orizzontali sulla caratterizzazione del mondo che sicuramente torneranno a fare capolino nei prossimi numeri della testata.

Il primo episodio di questa nuova testata vede all’opera Matteo Mosca ai disegni, già firmatario del volume omonimo de “Le Storie”. La sua linea definita e chiara si sposa perfettamente ai colori di Francesca Piscitelli, con un risultato di notevole drammaticità nelle espressioni dei personaggi e negli ambienti cittadini (dai più luminosi ai più oscuri). I colori cangianti e le inquadrature leggermente oblique attribuiscono un peso destabilizzante all’intera storia, volta a minare le certezze del protagonista. Copertinista della testata è Manuele Fior, che opta per uno stile pittorico per questo numero uno, dove i personaggi sono mostrati troneggianti, come (nuovamente) dei supereroi pronti all’azione, con la città da proteggere sullo sfondo (simboleggiata da Castel Sant’Angelo manifesto del potere, da cui si da il via al coprifuoco).

Mercurio Loi non è un personaggio facile con cui avere a che fare. È supponente, ama ascoltarsi parlare ed è difficile star dietro al ritmo di lavoro del suo cervello. Però, con questi presupposti, difficile stare in disparte quando intraprende il suo cammino in vicende interessanti. Tra curiosità storica, indagini in ambienti loschi e dialoghi teatrali, la nuova serie targata Sergio Bonelli Editore si impone su un piano diverso rispetto alle altre testate della casa editrice, spostando l’indagine sul piano degli uomini e delle loro debolezze, prima ancora dell’analisi degli eventi che si succedono.

Mercurio Loi #1 – “Roma dei pazzi
di Alessandro Bilotta (storia), Matteo Mosca (disegni), Francesca Piscitelli (colori), Manuele Fior (Copertina)
Sergio Bonelli Editore, 23 maggio 2017 – 96 pagine, brossurato, colori – 4,90 €


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