#SergioBonelliEditore / Mercurio Loi 2 – La legge del Contrappasso – Recensione

Redazione Geek Area

Raccontare un’indagine è una scelta azzeccata per tenere il lettore incollato alla serie. Questa considerazione, legata esclusivamente al genere narrativo, vale a prescindere dai contenuti raccontati. Se l’indagine è interessante, il prodotto difficilmente risulterà pesante o di scarsa qualità. Con Mercurio Loi, Alessandro Bilotta compie una scelta ben definita: raccontare indagini lontane nel tempo, per raccontare in qualche modo la realtà di tutti i giorni. Le sue indagini, però, non sono autoreferenziali, perché il vero centro della narrazione è rappresentato dei personaggi.

Con La legge del Contrappasso, l’idea legata al personaggio al centro dell’azione raggiunge un punto d’alta qualità, perché i protagonisti vivono una vicenda che è chiaramente cucita su di essi, svelando ognuno il proprio doppio. Proprio il concetto di doppio rappresenta il fulcro dell’intero albo. In una città dove avere una doppia natura è consuetudine quotidiana, questa scelta porta uomini a donne a vivere circostanze che oggi sembrano straordinarie come naturali e ricorrenti. Il travestimento, l’intrigo, la morte e l’inganno, ognuno veste da parata in un mondo costantemente in mostra, dove l’apparenza è tutto, nel bene e nel male.

Le tavole, come i personaggi rappresentati, sono impostate con rappresentazioni simmetriche e sequenze doppie, come fossero uno specchio in cui i personaggi si perdono, immaginando per sé stessi una vita diversa. La vicenda di Mercurio Loi, in questo caso specifico, è il nodo attorno cui si svolge il crimine di questo mese. Come lui deve sciogliere un nodo della sua vita privata, anche il suo antagonista porterà, con il suo agire, altri personaggi verso delle scelte, tra una maschera o l’altra.

Come già visto nel primo numero, la Roma dei papi respira, viva e vegeta, in un ambiente vernacolare, con personaggi legati strettamente alla realtà di quartiere di quel tempo (basti pensare al celeberrimo Mastro Titta). Nelle splendide vedute romane rappresentate da Giampiero Casertano e Stefano Simeone, arti e mestieri condividono le stesse strade, incrociandosi ancora ed ancora sulle assi del palcoscenico cittadino. Mercurio e Ottone continuano a muoversi, dietro le quinte e al centro della scena, indagando con modi poco ortodossi, che li porteranno a compiere più di un errore. Il loro nemico, Contrappasso (di ispirazione dantesca), indossa un maschera che, nel riflettere al suo interno le sue vittime, le divide idealmente in due, come la giustizia divide il bene dal male. Appare chiaro fin da subito che, in realtà, sia quella la sua vera natura, con una maschera “giornaliera” diversa. Gli altri personaggi, non secondari allo svolgersi della storia, a loro modo nascondono verità, mentendo (a sé stessi e agli altri), Il meccanismo del doppio diventa un inside joke all’interno dell’albo, con un chiaro (e divertente) riferimento a Batman e Robin (doppio, anch’esso: con il mezzo di locomozione di Mercurio e la maschera indossata da entrambi durante il carnevale).

Con questo secondo numero, Mercurio Loi continua a convincere, offrendo una lettura (e diverse riletture) ricca di contenuti, destinata ad una fruizione ripetibile nel tempo, grazie ad una continuity che, seppur presente, lascia il degno respiro verticale ad ogni albo. Una scommessa che si sta dimostrando vincente per la Sergio Bonelli Editore, che propone in edicola un personaggio decisamente fuori dagli schemi.

Mercurio Loi – La legge del Contrappasso è in edicola dal 22 giugno a 4.90€.


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