#SergioBonelliEditore / Orfani: Sam – Stella cadente – Recensione in anteprima

Mirko Tommasino

Con questo avvio di sesta stagione, Orfani conferma nuovamente uno degli aspetti su cui si fonda il suo successo: la dinamica dei rapporti tra i personaggi in gioco. La testata è un prodotto seriale di qualità che, grazie alla suddivisione in stagioni e in conseguenti archi narrativi, mostra ai lettori il progresso della macrostoria (che macina al suo interno le vicende dei temporanei protagonisti) ed enfatizza con grande attenzione ogni vicenda personale degli individui coinvolti.

Se il tema dell’intera testata edita da Sergio Bonelli Editore è strettamente legato agli Orfani (che rappresentano l’intera umanità nelle sue molteplici sfaccettature), la declinazione di quest’ultimo è mutata nel corso delle stagioni: la contrapposizione di due ideologie, il road movie come scoperta di sé stessi, l’inseguimento e la fuga. Le risposte alla domanda principale riguardo il futuro di un mondo e di un popolo destinato a morire sono differenti a seconda della chiave di lettura scelta, mantenendo chiara questa linea anche nell’indagine biografica della quarta stagione e nella lotta all’ultimo sangue di chi non ha più nulla da perdere della quinta.

Con Orfani: Sam  il modello narrativo procede nuovamente sul dualismo protagonista-antagonista con predatori e prede, cardine delle precedenti stagioni, inserendo attorno ad esso tanti altri meccanismi duali orbitanti attorno allo stesso nucleo. In quanto stagione conclusiva, i vari aspetti che già in passato sono emersi appaiono nuovamente sotto una nuova luce, la fuga di Sam e dei bambini è il motore che fa avanzare gli eventi collaterali: la lotta di potere che ha caratterizzato da sempre il rapporto tra stato ed esercito con un nuovo equilibrio tutto da trovare; il rapporto in stile buddy-movie tra il clone di Ringo -un po’ Han Solo– e il suo Barattolo, sviluppato diversamente rispetto a quanto già visto tra Rosa e Host.

Nel secondo numero – Stella Cadente (qui alcune tavole in anteprima)- tutti questi contenuti sono, come sempre, strettamente legati alle azioni dei personaggi. Le sequenze spettacolari non mancano, tenendo fede a quanto annunciato dalla scoppiettante copertina di Carmine Di Giandomenico (colorata da Giovanna Niro), tributo alla scena più celebre de “Il dottor Stranamore”, che anticipa uno degli eventi tra i più folli visti sulla testata, e contribuisce a delineare ancor di più la personalità del clone di Ringo. Durante la lettura, le talky pages si alternano armoniosamente alle sequenze più movimentate svelando nuovi dettagli sul mondo di Orfani, senza mai far calare il ritmo. Ritroviamo inoltre una vecchia conoscenza (introdotta dalle parole di Sam nello scorso numero) in nuove vesti, dopo i recenti eventi che hanno scosso l’equilibrio tra gli abitanti di Itaca e quelli della Luna Rossa, che si vedrà nuovamente coinvolto in prima persona nella lotta e nel rapporto con il nuovo Pistolero. La quotidianità è ai limiti delle possibilità di sopravvivenza dove chi non uccide viene ucciso e, come al solito, nessuno può sentirsi davvero al sicuro nella sua posizione attuale.

La storia, scritta da Roberto Recchioni e Michele Monteleone, si dimostra ancora una volta solida e fluida, con alcuni dialoghi particolarmente brillanti. I disegni, firmati da Daniele Di Nicuolo, Jacopo Starace e Davide Gianfelice (con i colori di Giovanna Niro e Adele Matera) si succedono con altrettanta armonia nonostante la differenza di stili, trovando forza nella loro marcata diversità fedele alla porzione di storia rappresentata da ognuno.

L’eterna guerra degli Orfani prosegue.

Le parole sono inutili, conta solamente l’azione


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