#SergioBonelliEditore / Orfani: Terra – Dalla Cenere – Recensione

Redazione Geek Area

C’è un aspetto di Orfani che mi ha sempre colpito molto: i personaggi non basano le loro azioni sulla misericordia di un improbabile Deus ex machina, preferiscono convogliare le loro forze e le loro speranze in azioni pratiche, anche sconsiderate, che tendenzialmente ripagano in egual misura con successo e morte il loro ardire. La realtà di Orfani è pesantemente incastonata in un sistema oligarchico a più livelli, dai presidenti ai caporali. Ognuno di loro ha la sua porzione di potere più o meno grande da esercitare, esercitando (a piramide) il proprio volere sui sottoposti. È una realtà cristallizzata, con uno scheletro resistente che poggia su solide basi. Puntualmente però, in ogni stagione di Orfani i protagonisti provano in qualche modo a ribaltare lo status quo, attraverso un’anabasi irta di ostacoli.

Parimenti, in Orfani: Terra i protagonisti della quinta stagione hanno la precisa volontà di andare oltre l’ordine costituito, oltrepassando un muro (simbolico e reale) che divide chi vive da chi muore. La storia ci insegna che le migrazioni attraverso simili confini sono sempre univoche, e che il lato fortunato della barricata non ha mai avuto nessun interesse nell’approfondire scambi e rapporti con chi vive sull’altra sponda. Con questi presupposti, un gruppo di ragazzi (Cain, Max, Fango, Rat e Bug) si oppone con la forza della disperazione ad un destino che li lega a quello del pianeta morente, che condanna le loro esistenze. Lavorano in condizioni di schiavitù, scambiano rottami di un mondo che non esiste più con negrieri senza scrupoli in cambio di cibo. In un deserto dove non c’è traccia di vita coltivabile o cacciabile, per guadagnarti la razione giornaliera devi dissotterrare e smontare ogni rifiuto della vecchia terra, generando ricchezza dal consumismo che ha condannato il mondo. Simpatico, in questo frangente, l’easter egg legato al racconto dei giochi Atari seppelliti nel deserto.

I caporali dividono un folto gruppo di ragazzini in squadre di recupero, con un settore di ricerca assegnato ad ognuna di esse. Questa è l’occasione in cui Cain (in fuga con suo fratello Abe) incontra il resto del gruppo. I due fratelli hanno il destino scritto nei loro stessi nomi: prevedibilmente la morte di uno porterà alla sopravvivenza dell’altro, che da ladro/cacciatore nomade diventerà fattore sedentario, coltivando i frutti della terra arida. Per un istrione come Cain, abituato ad una vita libera (nonostante già scambiasse i suoi tesori per compenso), sottostare alle regole del branco e difficile, come lo sarà guadagnarsi la fiducia degli altri ragazzi. Durante la permanenza con loro avrà conferma di quanto immaginato dal defunto fratello: esiste davvero un posto nel mondo che non muore, la Città Nuova. Da questo momento, dopo una fase iniziale di presentazione dei personaggi, ogni pagina del volume sarà un passo dei ragazzi verso la ricerca di una nuova vita. Simbolicamente, il primo ostacolo da superare in un percorso tortuoso è la paura: prendersi dei rischi per ottenere ricompense più grandi. Se Cain continua a rappresentare il rischio, l’adrenalina e l’avventatezza, Max rappresenta il suo contraltare: la cautela e la responsabilità, essendo il capo del piccolo gruppo di ragazzi. Ogni azione fuori dalle righe di un membro della banda ha ripercussioni sull’intero gruppo, e questo è ciò che crea affiatamento e fiducia tra i cercatori. Sul percorso verso il superamento del primo grande scoglio, Cain conoscerà una ragazza (Miranda) che con le sue azioni si rivelerà essere una figura chiave nell’evoluzione del volume.

In Orfani: Terra – Dalla cenere, primo volume della quinta stagione della testata pubblicata da Sergio Bonelli Editore, i temi classici della testata vengono visti sotto una nuova luce. Viene esplicitato il motivo per cui nelle precedenti stagioni sono stati addestrati dei bambini come soldati e viene enfatizzato maggiormente come sia stato rubato alle nuove generazioni il loro unico grande tesoro: il futuro. Considerando l’età dei protagonisti e le avventure che vivranno, questa nuova stagione viene proposta in particolar modo ad un pubblico affine ai racconti di scontri tra bande e avventure che li renderanno uomini. Tra la caccia al tesoro dei Goonies, il Signore delle Mosche e i Ragazzi della Via Paal, Orfani: Terra parla (sempre con toni maturi) al pubblico più giovane, favorendo un ricambio generazionale forte tra i lettori della casa editrice milanese.

Sceneggiato da Emiliano e Matteo Mammucari, con i disegni di Alessio Avallone e i colori di Giovanna Niro, Dalla Cenere (in edicola e in fumetteria dal 14 gennaio) è un albo fresco, dinamico e dal ritmo di lettura serrato, in linea con precedenti stagioni della testata. La copertina di Gipi impreziosisce il tutto, calando perfettamente il lettore nei toni crudi dell’albo.


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