#Sherlock / 04×01 – The Six Thatchers – Recensione

Mirko Tommasino

Tra le più attese di sempre, la quarta stagione di Sherlock inizia col botto e non delude affatto le aspettative.

Per chi non lo conoscesse, nella serie televisiva di Steven Moffat, Mark Gatiss e Stephen Tomphson, il personaggio dell’indagatore più famoso della storia viene rivisto in chiave moderna, immerso in una Londra contemporanea estremamente convincente e caratterizzata, con intrighi che, seppur ricalcati sulle storie originali di Doyle, non perdono di fascino nella loro trasposizione televisiva.

The Six Thatchers è un episodio atipico, che si discosta violentemente dallo standard delle stagioni precedenti. Numerosi teaser usciti nei mesi passati si basavano su un assunto: Non è più un gioco, e così è stato. La quarta stagione inizia mettendo in crisi i dogmi su cui si è fondata la serie fino ad oggi: Moriarty ha costituito per molto tempo la nemesi di Sherlock, mostrandosi come una sorta di ideale doppelganger del protagonista, rappresentando la negazione di ogni principio portato avanti dall’indagatore di Baker Street. Ora le carte in tavola sono cambiate, Sherlock combatte contro un nuovo nemico, portando alle estreme conseguenze la sua ossessione per il defunto Jim (che, ad ogni modo, resta una presenza immanente nella storia). Il mantra ridondante con cui si è chiusa la passata stagione (Ti sono mancato?) diventa, minuto dopo minuto, una forma di ossessione, che farà deragliare irrimediabilmente la concezione che Holmes ha di sé stesso.

Tutto l’episodio gira attorno ad un concetto semplice quanto efficace: l’ineluttabilità del destino. Sherlock racconta la storia di un mercante che pensava fosse possibile fuggire dalla morte, e questo sarà il filo conduttore di tutta la narrazione. Come tutti sappiamo, i protagonisti della serie hanno un legame costante con l’oscura mietitrice e ognuno di loro ha conti in sospeso con il proprio passato, che prima o poi dovranno essere saldati.

Impegnato ad osservare un fantasma che si muove nell’ombra, Holmes perde di vista un altro fantasma che per anni ha tessuto vite altrui in completa libertà, con un’acume ed una risolutezza insospettabile, in grado di ingannare tutti, tranne Sherlock Holmes. L’imprevedibile finale di puntata scuote definitivamente l’ego del protagonista, aprendo gli sviluppi a nuovi spazi mai esplorati finora, mettendo in discussione una volta per tutte, senza se e senza ma, l’infallibilità del più grande detective della storia. I toni si fanno più cupi e violenti, e le conseguenze per i protagonisti della serie diventano irreparabili. Se Sherlock ha mostrato in passato di poter ingannare la morte ed utilizzarla a suo vantaggio per risolvere situazioni complesse, ciò che accade durante il primo episodio della quarta stagione rivolta completamente questo punto di vista, rimettendo ognuno al proprio posto nell’immenso disegno del destino (o almeno così sembra al momento).

Il mercante non può sfuggire alla morte, ma Sherlock (quando da bambino ripeteva quella storiella) ne inventò un finale alternativo, in cui l’uomo riusciva a salvarsi grazie alla sua astuzia. Così, egli stesso immagina di poter salvare la vita di chi ha giurato di proteggere, esclusivamente grazie al proprio acume. Ovviamente le cose non sono così semplici, e la risposta che la puntata da’ alla domanda: È possibile aggirare il proprio destino? è inequivocabile.

In apertura di puntata Mycroft cambia il destino del suo fratello minore, sollevandolo dalla colpevolezza nell’omicidio che lo ha costretto all’esilio più breve della storia, mentre Sherlock, in chiusura di puntata, non riesce a salvare chi aveva giurato di proteggere. Questo aspetto ciclico della narrazione conferma una scrittura estremamente ordinata e godibile, base di ogni detective story appassionante.

Holmes si ritrova improvvisamente umano, fallibile e vittima delle proprie emozioni. Non conserva la sua lucidità e viene colto di sorpresa dagli eventi come qualsiasi altro essere umano, nel momento in cui credeva di aver imposto la sua volontà sul destino di altri individui. Sherlock perde, e con lui perdono tutti i protagonisti della storia. Non è più un gioco, saltano le regole scritte finora e ne vengono scritte altre. I nuovi equilibri sono sconosciuti, perché ora che la morte ha preso il mercante ha dimostrato che nessuno scappa dal proprio passato, facendo pagare le conseguenze delle scelte compiute durante il proprio passato a chi resta, con ripercussioni dure da accettare sui legami interpersonali.

Non resta che aspettare nuovi sviluppi, in attesa delle prossime due puntate, disponibili su Netflix a partire dal 9 e dal 16 gennaio.


Comments are closed.