#Sherlock / 04×02 – The Lying Detective – Recensione

Redazione Geek Area

Nella scrittura seriale bisogna confrontarsi spesso con un fattore che non esiste nella narrazione autoconclusiva: la fidelizzazione del pubblico. Un pubblico fidelizzato conosce il protagonista delle storie che gli vengono raccontate e pretende che esse rispondano sempre alla stessa domanda attraverso la medesima risposta. In questo modo, i personaggi che hanno una particolare longevità, diventano vittime del morbo della vita eterna, che se da un lato moltiplica il numero delle avventure che essi vivono, dall’altro li condanna a conoscere sempre e solo gli stessi ostacoli e le stesse soluzioni. Per questo motivo, quando Sir Arthur Conan Doyle decise di ammazzare Sherlock Holmes, i fan più accaniti del personaggio minacciarono di morte l’autore, affinché egli ricominciasse a scrivere le avventure del loro beniamino, nonostante Doyle avesse provato a regalargli la più grande crescita possible per un personaggio: la morte.

Allo stesso modo, assistendo alle nuove avventure televisive del detective del 221B Baker Street i seguaci più affezionati di Sherlock hanno storto il naso dopo aver visto il primo episodio della quarta stagione. Perché? Perché il personaggio ha portato a compimento nell’unico modo possibile il ciclo di novità iniziato con il matriminoio di John e Mary Watson, chiudendo il cerchio narrativo del nuovo personaggio in modo circolare. Questo non è andato giù ai fan, perché è stata alterata la formula tipica dei casi affrontati da Holmes, trasformando lo show in qualcosa di diverso.

Con la seconda puntata della stagione (The Lying Detective) gli autori della serie rimettono la storia sul solido binario protagonista e spalla che ha portato al successo la serie, senza rinunciare però alla struttura a tre voci. Mary continua ad essere presente nella testa di John, affinché egli possa rientrare nel circolo vizioso dell’assistente del detective prodigio. Cosa può mai andar storto? Al di là dell’andamento del caso che rappresenta l’ossatura della puntata, c’è una questione di fondo che non funziona: la serie non può tornare sui suoi passi. Gli equilibri che si devono trovare non vanno cercati sulle solide orme già percorse, ma su una strada mai battuta. Per questo motivo, i colpi di scena dell’episodio conducono ad un epilogo inaspettato ma, allo stesso tempo, auspicabile: un nemico sconosciuto che porterà i vecchi equilibri ad essere messi in discussione.

Da questo momento in poi, nella recensione sono presenti spoiler.

Che cosa resta, dunque, delle novità introdotte dalla prima puntata? Sherlock è vittima delle sue emozioni e solo dopo aver ricevuto il perdono di John riesce a metabolizzare diversamente quanto vissuto con la morte di Mary, leggendo finalmente il messaggio in filigrana dell’intera vicenda, rivolto esclusivamente alla sua attenzione. Non un fratello, ma una sorella che, a quanto pare, stando alle parole di Mycroft si è rivelata particolarmente pericolosa in passato. Moriarty ha avuto la grande capacità di eguagliare in acume Sherlock, creando un legame emotivo con lui attraverso la similitudine delle loro personalità. Cosa accadrà ora che il coninvolgimento emotivo va ad intaccare i legami famigliari?

Tornando al discorso fatto ad inizio analisi, è probabile che la caratterizzazione sella signorina Holmes non sarà troppo dissimile dal fratello di mezzo, ma allo stesso tempo dovrà in qualche modo essere differente da Moriarty per offrire allo spettatore l’esperienza di visto ma non visto che tanto cerca. Se i punti cardine saranno (come tutto fa immaginare) gli stessi, cosa possiamo aspettarci dal filone narrativo di Euros? Staremo a vedere. Probabilmente l’ultima puntata della stagione introdurrà solide basi per la prossima, caratterizzando al meglio un nemico che, fino ad oggi, è stato solo accennato. Non resta che aspettare lunedì prossimo, per vedere su Netflix la puntata conclusiva di questa stagione.


Comments are closed.

Caricando...