#Shockdom / #Like4Like – Recensione

Redazione Geek Area

ATTENZIONE: Si avvisa il gentile pubblico che questo scritto potrebbe urtare la sensibilità dei discepoli del Grande Like. Anche se sappiamo perfettamente che, in fondo, ciò che è trasgressivo e ribelle attira molto più di un video di gattini… o no?

Mi piace. Commenta. Condividi. In media una persona, durante la giornata, passa più tempo sui social che a vivere la propria vita… quella reale. Quasi tutti sanno perfettamente quanto spesso sia nociva questa condotta, eppure non ci importa. Ci siamo troppo dentro ormai, tornare indietro è quasi impossibile. Bombardati giorno e notte, da vittime siamo passati a promotori di un sistema malato e potenzialmente fatale. La ricompensa è troppo gustosa. Un like, un apprezzamento. Perchè uscire, mettersi in gioco nella realtà, quando da un qualsivolgia dispositivo che abbia una connessione internet è possibile ricevere la scarica di dopamina necessaria per arrivare a fine giornata?

Una volta qualcuno disse

Nessuno può colpire duro come fa la vita.  Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti.

Ecco. Noi abbiamo smesso di rialzarci tanto tempo fa. Ci piace stare con il capo chino. I social hanno dato il colpo definitivo al mondo delle relazioni sociali, alla civiltà umana. La rapida escalation con cui si sono prepotentemente intromessi nelle vite di tutti i giorni ci ha catapultato in una realtà a prova di click. Rapida e apparentemente indolore. Sono cresciute l’avidità, l’egoismo e la cattiveria gratuita. Prima ci si chiedeva come si stesse, ora siamo passati al “quanti follower hai?“. In una stanza siamo in grado di essere contemporaneamente con migliaia di persone, eppure siamo soli.

Il concetto del like ci priva della volontà di essere noi stessi, di esprimere le nostre idee. Non scriviamo ciò che ci piace ma ciò che piace. Si attiva dunque un processo di inevitabile spersonalizzazione, che ci uniforma all’identità collettiva, idea ben espressa in Nosedive, prima puntata della terza stagione di Black Mirror. Status imbarazzanti dai caratteri vomitevoli e disgustosamente politically correct per entrare nel circolo del like. Per essere qualcuno. La paura di venire relegati negli angoli bui dei social network è immensa. No like, no life.

Su queste premesse si fonda #Like4Like, graphic novel scritto da Marco Rincione ed illustrato da Prenzy. Un esperimento sicuramente interessante che, quando venne annunciato, mi creò grandi aspettative e curiosità. Una tematica così scottante ed intellettualmente anticonformista che sbatte in faccia la realtà per quello che è. Ci vado a nozze. Rincione, ed è forse questo l’aspetto più terrificante, fa un copia e incolla della nostra società, con i valori che la compongono, aggiungendo qualche elemento estremo qui e lì. Inventa un dio onnipotente, il Grande Like. Per il resto rappresenta le persone per quello che sono. Vuote. Persino nei sentimenti. L’amore, così decantato dai poeti, così forte e prezioso, è ridotto ad un mero strumento di appagamento virtuale. Aggiorniamo i nostri sentimenti come un qualsiasi programma da computer, li condividiamo con il mondo, eppure non siamo felici. Il sentimento diventa un bisogno da esternare con tutti. L’intimità è perduta. Se fate fatica a capire se stia parlando del novel o della realtà, beh, questo dovrebbe già rispondere alla vostra domanda.

Tre racconti. Tre finestre. Prenzy utilizza magnificamente il tratto grottesco regalando tavole di grande impatto da ammirare nella sua interezza. I colori contribuiscono nettamente a regalare intensità alle vicende. Nel primo episodio soprattutto, il contrasto tra le scelte cromatiche prima e dopo il reato commesso, è determinante per la trasmissione del messaggio.

Personalmente avrei osato ancora di più, non so bene come ad essere sincero. Mi rendo conto sia una tematica attualmente molto inflazionata e difficile da trattare. Essere originali diventa sempre più complesso e la paura di cadere in un intellettualismo becero è dietro l’angolo. Forse avrei aumentato il numero di episodi, dando la possibilità di sbizzarrirsi fino all’estremo. Sicuramente un like lo merita!

#Like4Like è disponibile in libreria, fumetteria e sullo Shockdom store a partire dal 15 Settembre.


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