#Shockdom / Paperpaolo di Marco e Giulio Rincione

Mirko Tommasino

Dopo aver assistito in Paperugo alla violenza (psicologica e non) verso se stessi, in Paperpaolo si passa alla rappresentazione della violenza verso il prossimo. Dal secondo girone del settimo cerchio dell’inferno dantesco, si passa al primo girone del medesimo cerchio.

Questo rappresentano i paperi di Marco e Giulio Rincione, una reiterazione cieca e sorda di peccati.

Paperpaolo un tempo è stato un padre e un marito modello. Oggi è un ammasso cinico di esistenza, tenuto insieme solo dal dolore. Vive nel terrore che i pensieri tornino a fluire liberi nella sua mente, per questo motivo ripete a se stesso che fermarsi è inutile e che pensare a quello che sarebbe potuto essere è un errore.

Anche questo volume di Paperi (edito da Shockdom) è pieno di silenzi sporcati da didascalie tronche, pensieri vergognosi lasciati a metà e paura che striscia indisturbata tra le piume.

Non è successo niente, nulla è mai accaduto.

Paperpaolo è una mente totalmente alienata che abita in un corpo ormai incancrenito da rimorsi e violenza domestica. Bagna le mutande, terrorizza moglie e figli solo aprendo la porta di casa. Come Paperugo, Paperpaolo è un’altra maschera del fallimentodell’uomo che, solo a leggerla, ci fa tremare le ginocchia.


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