#Shockdom / Il Piccolo Führer di Adolf Hitler

Il Piccolo Führer
Fabrizio Mancini

Dopo il successo del Mein Kampf, 8 anni dopo Adolf Hitler scrive e illustra Il Piccolo Führer.

Siamo agli albori della Germania Nazista, Hitler è diventato Cancelliere, ma non basta, la propaganda deve estendersi anche ai più piccini. Joseph Goebbels spinge il suo autore di punta a realizzare un’estensione del Mein Kampf per i giovanissimi. Nel ’33 esce Der Kleine Führer, ovvero il Piccolo Führer, un’opera dagli echi profondi, non per niente 10 anni dopo Antoine de Saint-Exupéry, scrittore e avversario militare, utilizzerà tantissimo di questa opera per il suo Il Piccolo Principe. Pensate solo al fatto che qualcuno usi l’opera del suo maggior nemico per farne una sua, vi fa capire la grandezza di questo testo.

Spero sia chiaro che qui non si discute dell’ideologia politica espressa, è fin troppo evidente, ma analizzare le capacità narrative e illustrative di Hitler, questo è lo scopo di questa recensione.

Il racconto si apre con un giovanissimo Adolf che sta passando delle pessime giornate dopo la Prima Guerra Mondiale, il suo sogno di diventare un vero pittore viene continuamente accartocciato dagli altri. Uno di questi giorni incontra il Piccolo Führer, descritto così :

Vidi questa figura affascinante e luminosa, che mi infondeva sicurezza e fiducia nel futuro, tanto che istintivamente sperai di poterlo votare, prima o poi.

Lui e il Piccolo Führer da quel momento stringono amicizia, e quest’ultimo inizia a raccontare le sue incredibili avventure.

Ovviamente tutti gli italiani troveranno grandi riscontri nel capitolo de Il Belpianeta, dedicato all’Italia, nel quale l’autore esprimerà tutta l’ammirazione per la sua controparte italiana.

Questa è un’opera che permetterà di riscoprire il talento di Hitler, un personaggio che per quanto possa essere continuamente condannato per le sue azioni, diventa un autore adatto ai nostri giorni. I disegni non ricalcano lo stile tipico dell’epoca, ma oggi risultano decisamente attuali. Il testo anche stupisce, scrivere per bambini non è facile, ma Hitler riesce a calibrare bene le sue intenzioni in questa fiaba, dove un piccolo uomo può essere un grande eroe.

È evidente che con il sennò di poi questo sottotesto è molto più facile da comprendere e condannare, ma voi dovete immaginarlo nella sua epoca e, con il sennò di poi, rendervi conto di quanto potesse essere importante la Propaganda. In fondo è risaputo che è stata questa una delle realtà che hanno reso la Germania tanto potente, ma anche pericolosa.

La lettura è comunque fresca e veloce, nonostante la densità dei significati. Il libro è impreziosito dai disegni dell’autore tedesco, restaurati e colorati digitalmente da Antonucci e Perrotta.

L’albo presenta una sovraccoperta:

 

La Cover de Il Piccolo Führer

 

Che nasconde quella effettiva del libro, esattamente l’originale disegnata da Hitler, attualmente conservata presso il MU. CO. (Museo d’Arte Contemporanea di Varese) dove sono presenti anche le altre opere.

Il Piccolo Führer

 

Un plauso quindi ad Antonucci, Fabbri e Perrotta che si sono spesi nel riproporre questa opera dimenticata, ricordando che l’Arte è un impegno che va oltre la politica.

 

In libreria dal 5 Ottobre. Qui potrete gustarne una breve anteprima.

 

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