#Shockdom / Vite di Carta di Marco e Giulio Rincione

Vite di Carta, l’ultima fatica dei fratelli Rincione edita da Shockdom, è un fumetto che confonde in senso buono. La storia parla di Carl, un uomo rinchiuso (sia metaforicamente che materialmente) in un piccolo mondo al sicuro dal resto dell’umanità. Purtroppo o per fortuna (come in tutte le storie) Carl verrà travolto dalla necessità di uscire e (come in tutte le belle storie) sarà costretto ad affrontare i motivi della sua reclusione e tutto quello che si è lasciato alle spalle
La prima cosa che leggiamo a pagina uno è l’incipit della serie “TIMED“, l’ennesimo progetto pseudo supereroistico all’italiana (niente che colpisca l’attenzione) ma appena passiamo alla seconda pagina BANG! Siamo letteralmente travolti dalle tavole di Giulio. L’artista, non ancora trentenne, mostra una continua evoluzione nel suo tratto, fatto di tecniche miste e stili diametralmente opposti che si fondono nei diversi piani narrativi senza farti mai perdere il senso delle vicende esposte.
Se pensate che questo sia facile dopo aver solo sfogliato il fumetto capirete che Giulio Rincione non ha semplicemente fatto il suo dovere, ma ha dato corpo ad una storia che sovrappone il piano onirico a quello materiale con una sicurezza che pochi autori (anche più navigati di lui) possiedono.
Tra tormenti, allucinazioni e paesaggi, che nella mia ignoranza pittorica lego ai preraffaelliti, diamo uno sguardo alla sceneggiatura. 
Marco Rincione sa scrivere, cosa che non va data per scontata di questi tempi. Leggo la sua prosa nel blog personale e leggo avidamente ogni fumetto che pubblica, come il distopico #Like4Like (sempre per Shokdom) che viaggia tra KafkaDostoevskij, ed anche questa volta posso dire che le aspettative che nutro in lui non sono state tradite.

La trama è solida e non si perde in chiacchiere inutili, il tema è ben esplicitato e il conflitto interno del protagonista emerge sempre di più diventando cruciale nel finale (cosa che personalmente apprezzo sempre). Se grazie a Giulio Vite di Carta si guadagna una veste grafica che “colpisce” è grazie a Marco, alla sua prosa ritmata e ai personaggi tridimensionali, se Vite di Carta è un fumetto che “cattura” nel vero senso della parola.

Per tirare le nostre consuete somme diciamo che il fumetto viaggia benissimo sulle sue gambe, anzi, forse la prefazione sul progetto TIMED (poco definita) che mi confondeva era inutile, visto che gli accenni nel fumetto sono rari ed estremamente blandi. Infatti non dovete assolutamente farvi confondere: Vite di Carta non è un fumetto supereroistico propriamente detto, ma bensì un altro gioiellino dei fratelli Rincione che sfruttano sapientemente il “superpotere” del protagonista per caricarlo di traumi e paure fondamentali alla trama e perfettamente rappresentate in tutto il loro grottesco fascino


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