#Shockdom / Nel sonno della ragione

Nel sonno della ragione di Claudio Cicciarelli è un romanzo?
Per certi versi sì.
Nel sonno della ragione di Claudio Cicciarelli è un fumetto?
Per certi versi sì.
Cos’è dunque Nel sonno della ragione?
Un prodotto ibrido, che potremmo definire romanzo sperimentale e illustrato.

Oltre alla storia, spiazzante e onirica, ciò che colpisce subito il fruitore è il comparto grafico.
Perché Nel sonno della ragione ha dei “capitoli” intervallati da immagini stranianti, che sono state assegnate ognuna a un diverso illustratore. Tutte le figure oscure che troverete nel testo, hanno dietro di sé una lunga chiacchierata fra l’autore e il disegnatore di turno, in cui il primo spiegava al secondo quali emozioni dovessero essere messe su carta.
Il risultato è visivamente calzante e tutte le immagini sono in armonia, con il testo a cui si riferiscono. Ma la parte squisitamente grafica non si ferma alle illustrazioni. Ci sono infatti una serie di trovate in quello che è il testo vero e proprio, che rendono questo prodotto davvero originale.
La prosa di Nel sonno della ragione è infatti viva.
Ci sono parole sbarrate, con a fianco la scelta lessicale definitiva dell’autore, come se questo volesse farci partecipare al processo creativo dell’opera.
Per non parlare poi di intere frasi cancellate con il nero, che lasciano spazio alla fantasia del lettore.

Nel sonno della ragione è un racconto vibrante e con queste scelte ardite l’autore ci permette di godere anche della genesi, oltre che del prodotto rifinito.
Ma di cosa parla il libro?
La risposta che do a bruciapelo è di psicologia, ma sarebbe riduttivo.
Nel sonno della ragione è la Divina Commedia delle malattie psicologiche dell’uomo moderno.
Il protagonista scende in un abisso, che è un’alternanza continua di allegorie e concretezze, come appunto l’Inferno di Dante.
Al posto delle anime, incontra però gli Interni, personificazioni dei disturbi psicologici, che a volte sono tetri mix di animali, alle altre esseri che rifuggono le regole della prospettiva.
Notevole l’Interno legato all’istrionismo che varia la propria grandezza in base al giudizio degli altri: ingrandisce se lodato, diminuisce se criticato.

Cosa resta dunque al lettore?
Un’ottima panoramica dei disagi psicologici del nostro tempo, che spesso rimangono esclusi dalle malattie tradizionali e di conseguenza sottovalutati.
Se vogliamo cercare una pecca in questo ottimo viaggio formativo, la possiamo trovare nell’espediente iniziale. Troppo abusato il ritrovamento di materiale altrui, anonimo e misterioso.
Ma ciò che viene dopo ci fa dimenticare completamente l’inizio, perché il viaggio fra gli Interni ci guarda dentro e ci incolla alle pagine.
La galleria dei disagi psicologici è così ampia, che chiunque si approccerà alla lettura, troverà di sicuro quello con cui ha avuto o ha ancora a che fare.
Dargli un volto vi aiuterà a esorcizzare.
Perché questo fa Cicciarelli nel testo: l’artificiere psicologico. Prima innesca e poi disinnesca le malattie della mente.

 


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