#SRF / Le creature di Giordano Saviotti – Intervista

Mirko Tommasino

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere via mail con Giordano Saviotti, docente di Creature Design della Scuola Romana dei Fumetti. Abbiamo parlato del suo lavoro di designer e del ruolo di docente all’interno della scuola. Buona lettura!

Buongiorno Giordano, grazie mille per aver accettato questa intervista. Partiamo dal principio, dall’essenza del tuo lavoro. Cosa significa realizzare il design di un personaggio?

Direi innanzi tutto rispettare le esigenze della commissione, nel risultato e nei tempi. Si tratta di una ricerca dedita e complessa, che implica innanzi tutto passione per la cultura. La realizzazione di un character va ben oltre l’esecuzione tecnica, lo definirei un viaggio concettuale.

Come imposti il tuo lavoro, una volta ricevuto un incarico?

Leggo con attenzione il soggetto, approfondendo tutte le varie tematiche correlate. Dopo una minuziosa documentazione ed aver sviluppato un’idea, procedo nella ricerca della forma tramite cinetiche, per poi definire ed approdare al colore. Ogni step del processo creativo implica ricerca e metodo, vale a dire consapevolezza nel proprio operato.

Ci sono tecniche o accorgimenti particolari che utilizzi durante le varie fasi del lavoro, di cui ci vuoi parlare?

Ci sarebbe molto da dire a riguardo. In sintesi la sperimentazione è sempre la chiave del successo.

Il metodo di lavoro che ho sviluppato è basato proprio sulla ricerca e la sperimentazione. Darsi un metodo serve a non suddividere l’attenzione su troppi fattori contemporaneamente, il che comporta insoddisfazione generale ed un inutile dilungarsi dei tempi di realizzazione.

Come ti interfacci con il committente quando gli proponi il lavoro durante i vari stati d’avanzamento?

Personalmente eseguo numerosi thumbnails, dalla selezione dei quali sviluppo due o tre bozzetti preliminari presentabili. Questi, comprensivi di note e suggestioni sul colore, rappresentano il primo contatto con il cliente. Mettere il committente in interazione con il progetto, gli da la possibilità di veicolare la realizzazione del definivo, evitando incomprensioni e successive perdite di tempo.

Quanto è importante la comunicazione tra chi il personaggio lo “pensa” e chi lo realizza (quando si tratta di due individui diversi)?

Fondamentale, direi. L’operato dovrà definire e concretizzare la fantasia del cliente, dare un volto ad idee ed emozioni talvolta vaghe o indefinite. Prima di tradurre il soggetto è importante capire chi si ha davanti.

C’è un personaggio in particolare a cui sei legato o la cui realizzazione ti ha soddisfatto particolarmente tanto?

Mentre realizzo i miei characters, ognuno di essi mi appassiona e assorbe completamente. Una volta realizzati, soddisfatto il cliente, mi sento immediatamente annoiato e desideroso di intraprendere una nuova avventura. Quindi come dire, tutti e nessuno è la mia risposta.

Quando ricopri il ruolo di docente, come ti poni con i tuoi allievi?

Considero la scuola come una bottega d’arte, dove la relazione tra mentore ed allievo è innanzitutto un percorso umano; un’occasione di crescita per entrambe le parti. Non vedo necessaria l’imposizione del ruolo, in un contesto così illuminato dall’interesse per l’arte e la comunicazione. Mi sento alla pari con i miei studenti, fiero di poterli guidare nel loro personale percorso umano ed artistico.

Com’è andato il corso di Creature Design di quest’anno presso la Scuola Romana Dei Fumetti?

Sono particolarmente soddisfatto di questa prima edizione del corso. I ragazzi hanno seguito con entusiasmo, approcciando al metodo professionale con serietà e dedizione. Abbiamo trattato numerosi argomenti nel tempo a disposizione e in saltuarie occasioni extrascolastiche. Sin dal principio nella classe ho percepito motivazione ed interesse: una squadra unita da un sano spirito competitivo.

Mi è stato chiesto più volte di sviluppare il corso nella didattica annuale, il che ovviamente mi ha fatto piacere.

Che consigli daresti a chi si avvicina al mondo del Creature Design per la prima volta?

La figura professionale del concept artist è al contempo tanto meravigliosa quanto complessa. È uno studio che ha un inizio, ma che si perpetua per tutta la carriera artistica dell’individuo. Veicolare la propria passione con metodo e temperanza, questa e la chiave.

Ringraziamo Giordano Saviotti per la disponibilità e la codialità, ed invitiamo i lettori ad ammirare qui i suoi lavori.


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