#Netflix / Star Trek Discovery s01e02-e03

Davide La Rosa

Salve a tutti sono sempre io, il trekker estremista della serie classica.

Oggi parliamo, come si evince dal titolo, degli episodi 2 e 3 della prima (e speriamo unica) stagione di “Star Trek” Discovery.

Abbiamo 3 episodi e possiamo sbilanciarci meglio sulla serie. Com’è la serie? Se non fosse Star Trek sarebbe qualcosa di QUASI accettabile: c’è conflitto; mistero; Raimondo Vianello; roba dark; viaggi nel cosmo e pure una dose di splatter (nell’episodio 3). Ecco, appunto, SE NON FOSSE Star Trek. Il problema è che nel titolo c’è scritto “Star Trek”. Ma con “Star Trek” non ci azzecca una mazza ferrata.  “Star Trek” è sempre stata una serie di fantascienza dove al centro c’è l’esplorazione. Sì, ok, ci sono state anche stagioni dove la guerra erano il fulcro delle vicende (vedi le ultime stagioni di DS9 e la terza stagione di “Enterprise”, quella degli Xindi) ma erano sempre inserite in un altro contesto, più ampio, dove c’era anche l’esplorazione (ok Deep Space 9, che odio, di esplorazione non ha nulla… “Deep Space 9” si riassume in “Il Ferengi fa casini”). In Discovery, per ora, si parla solo di guerra. La guerra con i Klingon. Non esplorano un fico secco… non è “Star Trek”, dicevo, ma una specie di Star Wars (infatti molti miei amici fan di “Star Wars” stanno apprezzando “Discovery”. I fan di “Star Wars” sono il migliore dei test per “Star Trek”: fategli vedere un episodio, o un film, della serie; se gli piace allora è uno “Star Trek” sbagliato).

Entriamo nel dettaglio su alcuni, pochi, elementi dei due episodi.

Nella seconda puntata:

-Scopriamo che Sarek (padre di Spock e mentore della protagonista) ha inventato una sorta di cellulare mentale: nei momenti di difficoltà si collega mentalmente con Burnham e le dà preziosi consigli. LOL.

-A un certo punto c’è un momento di raro imbarazzo: Burnham fa una discussione con il computer di bordo, riguardo l’etica su come trattare i prigionieri in pericolo di vita. Una roba che ricorda “Dark Star” di Carpenter (mi riferisco alla sena della discussione tra il protagonista e la bomba senziente, che non sa se esplodere o meno).

Nella terza puntata:

-Arriva l’astronave Discovery. A me piace: è credibile come nave costruita una decina di anni prima dell’Enterpirse (Quella vera: la NCC1701 “Senza nessuna maledetta A, B, C, o D.”).

-Come si riassume questo terzo episodio? Così:

Sì, l’episodio 3 è Alien, non “Star Trek”: ci sono loro che scappano da un mostro dentro una nave mezza distrutta e piena di cadaveri.

Per farci ricordare che siamo in Star Trek, gli sceneggiatori, hanno pensato bene di mettere un tribolo su un tavolo e uno scheletro di un Gorn in una teca (credo sia uno scheletro di un Gorn, magari mi sbaglio eh). Vai di strizzatine d’occhio per buttare fumo negli occhi ai fan della serie.

Insomma: questo “Discovery” per ora è un po’ “Star Wars”, un po’ “Dark Star” e un po’ “Alien”… e per nulla “Star Trek”. Magari nella quarta diventa pure “Spazio 1999”.

Due cose interessanti.

-T’Kuvma, il Klingon che fa scoppiare la guerra con la federazione, fa un discorso interessante. Ha paura della frase “Veniamo in pace”. Dice che è una minaccia. E in effetti è così: i Klingon sono un popolo guerriero, la pace è qualcosa che li snaturerebbe completamente. La pace, per quasi tutti noi umani è bella, ovvio, ma è quanto di più lontano dalla loro natura.

-Questa è la prima serie di “Star Trek” in cui il protagonista non è un capitano ma un sottoposto. Il capitano, addirittura, ha una natura subdola. Sembra, anzi sicuramente è, l’antagonista della storia. Solo che…

Solo che Michael Burnham (la protagonista): non si capisce cosa caspita sia, è un personaggio completamente sbagliato (per come ce lo hanno “Apparecchiato”): dovrebbe essere una terrestre allevata dai vulcaniani. Ma di Vulcaniano non ha nulla; ha fatto la rigida accademia su Vulcano. Mi sa che l’ha fatta con il CEPU: non si comporta da vulcaniana, in niente. Sembra la classica donna bella e dannata, preparata ma con un carattere peperino che le dà solo grattacapi e problemi con l’autorità: genio e sregolatezza, insomma (una specie di Kirk da giovane, in quella roba fatta da J.J.Abrams).

Per oggi basta così. Ciao.


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