#StarWars / Il Risveglio del Successo

Daniele D'urso

Sono passate due settimane e mezzo dall’uscita di Star Wars: Il Risveglio della Forza, settimo episodio della saga. Al di là dei contenuti della pellicola (che possono più o meno piacere) una cosa è ben chiara a tutti: il film targato J.J.Abrams sta battendo qualsiasi record al botteghino. Gli aggiornamenti degli ultimi giorni e le previsioni parlano della seria possibilità che diventi il film con il maggior incasso di sempre.

Da dove deriva tutta questa fama? Vi siete mai chiesti perché Star Wars sembri, ora più che mai, la saga cinematografica più famosa e prolifica di sempre?

Per quanto possa sembrare strano, la risposta non si trova solo nella pellicola appena uscita. Quest’ultimo episodio è un lavoro ben prodotto con numerosi spunti interessanti, che vive di una fortuna figlia di una generazione e mezzo precedente.

Episodio VII è la rivalutazione in chiave moderna del lavoro svolto da George Lucas 38 anni fa con il primo capitolo della saga, quello che in Italia si chiamava ancora Guerre Stellari.

La Disney con un incredibile e tartassante impianto pubblicitario senza precedenti ha convinto anche i più scettici ad andare al cinema, mentre la fama già avviata dei capitoli precedenti ha giovato ai meriti dell’ultimo capitolo (forse anche troppo).

Onestamente non ricordo un altro film con un ‘Hype’ derivato dall’attesa cosi alto.

Parafrasando una celebre pubblicità, forse: “l’attesa stessa di Star Wars è stata Star Wars”, dato che vista la sproporzionata voglia di vedere il film, probabilmente avrebbe deluso parti del pubblico in ogni caso.

Tutto questo può davvero bastare per dare a Star Wars la palma della saga più prolifica di sempre? Certamente no. Cosa la rende diversa da tutte le altre? Qual è la chiave di volta di questo successo senza tempo?

A differenze di tutte le altre grandi saghe cinematografiche Star Wars fu prodotta ex-novo, caso unico nel suo genere.

Se pensiamo ad altre saghe fantasy acclamate dal pubblico (Il Signore degli Anelli o il Marvel Cinematic Universe, solo per citarne un paio), anche se con sostanziali differenze derivano da romanzi o comics che per forza di cose mutano per una maggiore resa della pellicola (creando opinioni discordanti tra i fan).

Star Wars è la saga del e per il cinema, in cui è avvenuto il processo opposto: una volta lanciata la pellicola sono spuntate opere postume di scrittori legati agli eventi cinematografici o serie animate, espandendo il già enorme franchising derivato dal marchio: il cosiddetto Universo Espanso.

Il motivo centrale di questo successo senza precedenti è legato alla palese predisposizione di questo fenomeno di costume (dal debutto cinematografico) all’espansione infinita del proprio universo, senza intaccare prodotti già pubblicati in precedenza.

Star Wars non ha spoiler provenienti da nessun’altra opera o trasposizioni precedenti che possono differire con la parte cinematografica, perché per una volta il cinema ha determinato le regole dell’intero universo senza dover stare alle burocratiche imposizioni di eventuali opere di riferimento.

Questa qualità la rende, per distacco, la più appetibile resa su grande schermo di sempre.

Senza dimenticare che la vastità dell’universo creato da Lucas permetterebbe a questa macchina quasi perfetta di espandersi nel tempo con un’infinità di spunti e possibilità che, ad oggi, nessuno può vantare, risulta spontaneo affermare che, in fin dei conti: cosa c’è di più grande dell’universo stesso?


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