#SteamPiratesRailroad / All’arrembaggio

Fabrizio Mancini

Matteo Aversano ci apre le porte di un mondo molto particolare.

Non pensate di trovarvi bracci a vapore, vestiti assurdi o armi impossibili. Matteo usa lo steampunk con intelligenza senza essere troppo invasivo, limitandolo a poche cose essenziali, esattamente come lo steampunk dovrebbe essere usato.

La storia è tutta dei pirati. La trama di base è semplice, ma è l’approccio ad essere decisamente originale. Il ritmo incessante tiene la narrazione alta, anche in quei rari momenti in cui non siamo sulle rotaie, ma questo non significa che non ci sia spazio per simpatiche battute o per approfondire qualche personaggio.

Aleggia ovunque una certa serenità, di sangue non se ne vede. Nessuno sembra essere abbastanza cattivo, direi piuttosto onesto e a volte gli onesti sembrano brutali. Onesto con se stesso: un pirata onesto con gli altri sarebbe decisamente un ossimoro.

I disegni non li ho trovati al passo con il ritmo e con l’idea che uno si potrebbe aspettere da una storia di pirati steampunk, ma lo sono nell’intenzione, nel significato intrinseco dell’opera.

 

Complici di questa percezione, sono dei colori decisamente flat: sembra di vivere una favola con i pirati, un po’ come farebbe lo Studio Ghibli.

A muovere la storia non sono però solo le rotaie, viene fuori una tematica importante e sempre attuale: un sistema energetico pulito. Evidentissima un’importante critica al sistema energetico fossile, ottima da utilizzare in uno scenario steampunk.

Il finale ci lascia sospesi nel vuoto, pronti ad arrembare il secondo volume.

Steam Pirates’ Railroads è edito da ManFont al prezzo di 14 dobloni.


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