#BaoPublishing / The Wicked + The Divine Vol. 2 e 3 – Recensione

Matteo Gatta

The Wicked + The Divine è una saga a fumetti pubblicata in Italia dalla Bao Publishing, ideata dallo scrittore Kieron Gillen e dal disegnatore Jamie McKelvie. La serie è attualmente arrivata al suo terzo volume, pubblicato in occasione del Lucca Comics and Games 2017. Occasione in cui Gillen è stato ospite della casa editrice.  Il duo Gillen/McKelvie è già stato insieme su Phonogram, con un concept a tratti molto simile e pure su Young Avengers, recente serie Marvel con protagonisti dei giovanissimi eroi con tipici problemi adolescenziali.

“Ogni novant’anni dodici dei si incarnano in altrettanti ragazzi. Vengono amati. Vengono odiati. Nel giro di due anni, sono tutti morti. Sta succedendo ora. Sta succedendo di nuovo.”

Leggere The Wicked + The Divine è un’esperienza mistica. Gillen e McKelvie sono affezionati alla musica e lo ribadiscono con un altro racconto. Le dodici divinità rinate, peraltro provenienti da vari pantheon di diverse culture politeiste dell’Uomo, vivono come Pop-star ed usano i propri poteri per stregare il grande pubblico. Ma il bello non si ferma qui. Gli autori, infatti, ci riconsegnano su carta il più fedelmente e artisticamente possibile l’emozione magica-divina-musicale dei concerti cui la nostra protagonista, la giovane e comune Laura, assiste a dir poco e letteralmente estasiata.

Se desiderate riprodurre un concerto a fumetti con il ritmo e le sinestesie adatte,dovete prendere come esempio The Wicked + The Divine. Grazie ad un’iconografia estremamente potente da parte di McKelvie, a una suddivisione ritmica ma spesso anche fluida delle scene, di Gillen e alla colorazione lisergica di Matt Wilson, l’impresa riesce. Tanto che questo è la pietra fondamentale su cui poggia tutto il fumetto, il suo carattere distintivo e più grande pregio.

La caratterizzazione dei personaggi risulta molto precisa ed evidente. L’impresa non era facile, dato che alcune Divinità scelte hanno un tratto caratteriale molto difficile da costruire. Questa difficoltà è dovuta alle diverse interpretazioni del Dio di riferimento. Infatti, in base alla cultura d’appartenenza e della religione in questione, le varie interpretazioni differiscono. In particolare il Dio Baal. Ci sono diverse versioni e riproposizioni della divinità. Gillen stesso ribadisce la confusione che c’è dietro alcune di esse. In un dialogo, è lo stesso Baal a specificare di quale versione è la reincarnazione.

Riproporli quindi in chiave moderna ed in particolare associarli ad un genere musicale ha richiesto un grande studio.  Gli dei hanno una caratterizzazione originale. E anche gli archetipi sono rispettati appieno. Amaterasu è ripresa dalla cantante britannica Florance Welch (Florance + The Machine). Mentre Sakhmet è la versione cartacea di Rihanna. Woden non può non richiamare alla mente i Daft Punk. Bisogna dire però che associare Lucifero, archetipo della ribellione, al Duca Bianco (David Bowie) era stato già fatto un decennio fa da Neil Gaiman in Sandman. La versione di Gillen e McKelvie almeno si avvicina, per fisionomia, all’attrice Ruby Rose. Queste sono solo alcune delle chicche inserite dagli autori.

Arriviamo ora alla protagonista. Laura risulta il perfetto archetipo della fan sfegatata. E’ talmente ossessionata da queste icone, che arriva alla stregua della venerazione religiosa verso il proprio idolo. In questo modo, la caratterizzazione di Laura aiuta in modo essenziale anche le costruzioni degli altri personaggi. Li rende, infatti, delle vere e proprie Divinità irraggiungibili. Laura è anche perfettamente inserita nel suo contesto. E’ un’adolescente con i problemi tipici della sua età. Questi problemi non sono però affrontati in modo superficiale. Specialmente nel secondo volume, dove viene eseguita un’ottima analisi del personaggio.

Infatti con il primo volume ci eravamo lasciati con Laura che schiocca le dita e magicamente la sigaretta che ha in bocca si accende. Proprio come Lucifero si divertiva a fare con la protagonista. Laura si illude di essere stata scelta per sostituire l’amica come Divinità ma ben presto scopre che non è vero. Ed il secondo volume approfondisce il dilemma interiore di Laura: il desiderio di essere una Star e una Dea anche a costo di vivere solo per due anni. Un desiderio che sembrava essersi realizzato ma che si è piano piano reso un nulla di fatto.

 

Il terzo volume è qualcosa di leggermente diverso rispetto ai precedenti ma dimostra comunque di essere un successo. Esso esplora le backstories di alcuni personaggi che finora abbiamo visto in secondo piano. Abbiamo la storia del cinico edonista Woden, la nervosa Tara, la gotica Morrigan, l’amorevole Amaterasu e la seducente Sakhmet. Ognuna di queste storie è inserita in modo naturale con il proseguire delle vicende. E aggiustano alcuni problemi di ritmo intravisti nei numeri precedenti. Queste storie riescono a fornire all’opera un background più reale e vicino alla quotidianità, caratteristica non molto presente prima.

Rimane però un fondamentale problema della serie. Le leggi che regolano la mitologia sono un elemento centrale ma non sono mai chiarite in modo definitivo. Le regole per chi diventa un Dio, essere un Dio cosa comporta e quali sono le motivazioni  delle varie Pop-star. In parole povere, tralasciando lo stile artistico e la scorrevolezza dei dialoghi, cosa sta succedendo? In che direzione stiamo andando?

E’ qui che sorgono i primi dubbi sulla serie. Qual è il loro autentico obiettivo, sempre che ne abbiano uno al di fuori di divertirsi, divertire e rappresentare per gli uomini, concretamente, divinità scese in terra? Chi si cela dietro Ananke (che è la parola greca per “necessità/destino”, anticamente sinonimi), la vecchia signora che sembra governare questo ciclo di vita e morte divina? All’inizio non sappiamo niente, e dopo due volumi non abbiamo tante più notizie tra le mani.

Nel frattempo, poi, si sono aggiunti altri misteri riguardanti. Inoltre alla fine di ogni volume, e nel secondo capitolo ancor più drasticamente che nel primo, gli autori amano piazzare una combinazione letale di anticlimax e cliffhanger. Otterrete così una sensazione che è sì di attesa per i prossimi pezzi del puzzle, ma anche di frustrazione per il buio in cui continuiamo a brancolare e che, invece di schiarirsi, sembra solo infittirsi ulteriormente.

Autori: Kieron GillenJamie McKelvie

Genere: Teologia dell’ossessione

Pagine: 200

ISBN: 978-88-6543-909-8

Formato e rilegatura: Cartonato 17 x 26

Data di pubblicazione: 13/07/17

Stato: Disponibile

Prezzo: € 19,00

 

 

 

 

 

 

 

Autori: Kieron GillenJamie McKelvie

Genere: Whodunit divino

Pagine: 192

ISBN: 978-88-6543-926-5

Formato e rilegatura: Cartonato 17 x 26

Data di pubblicazione: 19/10/17

Stato: Disponibile

Prezzo: € 19,00

 

 

 


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