#TheGameAwards / Opinioni sui vincitori

Gabriele Mastrogiovanni

Si è conclusa intorno alle 6 di mattina (eh si) qui in italia la terza edizione deiThe Game Awards, evento dedicato ai migliori titoli dell’anno, che vede critica e utenti (per alcuni premi) decretare i vincitori delle rispettive categorie.
E come ogni anno, da bravo nerd appassionato di videogiochi, ho fatto nottata per poter esultare (o deprimermi) nel veder trionfare (o no) i miei giochi preferiti. Questa tradizione nel mio calendario da gamer si ripete da ben prima del 2014, anno che ha visto la prima edizione di questo evento, poichè, come forse non molti sapranno, i The Game Awards sono un restilyng di quello che un tempo erano i VideoGameAwards, forse più conosciuti come i VGA di Spike TV.

Un tempo show di tutto rispetto, nei suoi ultimi anni i VGA hanno visto un calo drastico della qualità dell’evento, in gran parte dovuto all’eccessiva presenza di sponsor e trovate commerciali che non solo toglievano molto spazio al cuore dell’evento, ma finivano a ridicolizzare il gaming in generale. Indimenticabile la premiazione sul palco dalle mani di Jenna Jameson (lo so che la conoscete!) e la categoria “Best game powered by Mountain Dew” e “Doritos”, per la serie: tocchiamo il fondo, tanto ci pagano!

Ma perchè questa lezione di storia? Beh, perchè sebbene Geoff Keighley abbia preso in mano i vecchi VGA e li abbia riplasmati nei The Game Awards, alzando sicuramente il livello di qualità ma soprattutto di decenza dello show, quest’ultimo ha comunque sofferto a mio avviso dell’eccessiva presenza di sponsor pubblicitari e ripetuti trailer facendo passare quasi in sordina quello che è appunto il nucleo dell’evento, ovvero le premiazioni. E’ stato abbastanza triste veder ripetere ad oltranza alcuni stessi trailer pubblicitari con in mezzo a questi delle effettive premiazioni, e sia chiaro, sono ben consapevole che una manifestazione indipendente del genere (senza il patrocinio di una rete televisiva) abbia bisogno di sponsor, sopratutto per poter mantenere alta la qualità della serata, ma alla fine della fiera, uno show di praticamente 3 ore dove a malapena 1 era dedicata alle effettive premiazioni è stato a dir poco logorante.

Ma, ovviamente, non tutto era da buttare, ho apprezzato molto la presenza di numerosi nuovi annunci, nulla di eccessivo spessore certo, ma un annuncio è sempre un annuncio! La serata poi ci ha donato alcuni splendidi momenti, come il sentito discorso di Geoff Keigley all’amico Hideo Kojima, illustre icona del mondo videoludico, oppure il commovente discorso di ringraziamento di Ryan Green, creatore di That Dragon, Cancer. Insomma, con alti e bassi, la serata è andata avanti e nel complesso ho comunque gradito lo spettacolo, ma passiamo al punto focale.

Quello che volevo analizzare qui con voi sono alcuni dei premi e di alcune premiazioni, perchè sebbene non pensi assolutamente che alcuni non abbiano meritato l’ambita statuetta, credo comunque che delle considerazioni andrebbero fatte.

Parto con quelle categorie che intendo ignorare, non perchè le reputi inutili ma semplicemente perchè non ho nulla di particolare da commentare come quelle relative alla scena eSport, al trending gamer o al gioco più atteso. Vi lascio la lista completa dei vincitori se voleste approfondire di persona.

Ora vediamo qualche premio insieme:

Best Sports/Racing game: Forza Horizon 3 – Nulla da dire sul vincitore, personalmente io sono più un tipo da racing simulativi e un grande appassionato di Gran Turismo, ma Forza Horizon 3 sembra a detta di tutti essere un gran gioco. Quello che mi lascia un po’ di amaro in bocca è veder accorpate le categorie Sports e Racing in un unico premio! Capisco che concettualmente le due cose possano andare insieme, capisco anche che i rappresentanti di queste due categorie non siano poi così numerosi, ma personalmente credo che siano due generi distinti e che meritino la giusta attenzione, sopratutto considerato quello che è stato fatto con…

Best eSport / Best Multiplayer: Overwatch – L’Hero Shooter Arena di Blizzard si è fatto valere in numerose categorie, e sì, merità probabilmente(!?) ogni premio vinto, ma sebbene trovi sensata e possa accettare la presenza delle singole categorie, eSport e Multiplayer, trovo tuttavia ridondante l’assegnazione del premio allo stesso gioco. Gli eSport sono per definizione giochi multiplayer, e quest’ultimo, non è un genere, è una caratteristica, e considerato questo, senza entrare in sillogismi, trovo abbastanza scorretto consegnare entrambi i premi allo stesso gioco, quando poi d’altra parte esistono Racing e Sports games che vengono raggruppati.

Best Mobile / Handheld Game / Best Family Game: Pokémon GO – Anche in questo caso sono state accorpate quelle che per me sono due categorie ben distinte. Senza nulla togliere a moltissimi giochi mobile di tutto rispetto, ma per quanto mi riguarda, c’è ancora un netto abisso tra quello che può offrire un videogioco su console portatile e uno su smartphone, ma questa è un argomento per un’altra discussione. Quello che vorrei puntualizzare è che sebbene Pokémon GO abbia avuto un successo strepitoso e planetario, il titolo è molto lontano dal poter essere definito un “Best” quando a 5 mesi dall’uscita il titolo è ancora privo di caratteristiche vitali come il radar di avvicinamento, gli scontri e gli scambi, promessi per agosto ma mai visti, e come se non bastasse, cosa c’è di “Family” in Pokémon GO? La mia è certamente un opinione personale, molte persone che conosco, a tratti anch’io, mi sono divertito con PKGO, ma trovo assurdo che un gioco che a malapena funzioni riesca a vincere ben 2 titoli.

Best Action Game / Best Action /Adventure Game: DOOM / Dishonored 2 –  Nulla da dire ai vincitori, anzi, sono titoli che meritano sicuramente rispetto, la mia perplessità vorrei esprimerla alle categorie invece. Tutte le nomination della categoria Action, erano Shooter! Anche volendo vedere il termine Action come un caratteristica e non come un genere, e quindi inserendo anche Overwatch nelle nomination, che in teoria e in pratica dovrebbe appartenere e appartiene agli eSport; perchè allora creare una seconda categoria di premi dedicata agli Action/Adventure? Non ci sono giochi d’azione anche in quella categoria? Senza dilungarmi più del dovuto, credo che qui sia stata fatta estrema confusione. A mio avviso queste categorie hanno bisogno di più personalità e chiarezza.

Game of the year: Overwatch – Siamo infine giunti al dunque, ma ancora una volta, non voglio mettere in discussione il vincitore in se, Overwatch è un gran gioco ed io ho una grandissima stima per la Blizzard, vorrei invece mettere in discussione quello che Overwatch rappresenta. Premetto che questa come altre in questo articolo è una mia opinione, ma io trovo ci sia una distinzione netta tra un eSport e un Videogioco con la V maiuscola. Certo, tecnicamente un eSport è un videogioco, c’è sicuramente dietro un lavoro immenso e costante, vengono venduti e riprodotti nello stesso modo, tuttavia personalmente fatico a vederli come un’unica entità. Questa non vuole essere una critica agli eSport ci mancherebbe, io stesso ho trascorso infinite ore su League of Legends e su Heartstone, è meraviglioso passare del tempo con gli amici a pianificare strategie o a studiare nuovi modi per vincere una partita, è un esperienza unica… ma diversa. All’alba dei miei 30 anni ormai, posso dire di aver visto questa meravigliosa industria crescere, prosperare ed evolversi come davvero pochissime cose ed è fonte di immensa gioia per me veder tornare vecchie icone del passato come Crash Bandicoot o veder nascere nuovi generi come i MOBA e gli Hero Shooter Arena, ma purtroppo come tutte le industrie quella videoludica gira più spesso intorno ai soldi, e con la crescita di popolarità della scena competitiva, molti case produttrici hanno rivolto le loro attenzioni su questo aspetto, creando un panorama ogni giorno un po’ più nero (imho). Senza entrare troppo nei dettagli, un chiaro e diretto esempio di questa tendenza, è proprio Overwatch! Blizzard è sempre stata un esempio di qualità nell’universo videoludico, capace di farci aspettare anni e anni per l’uscita di un gioco, eppure negli ultimi due, ha sfornato tre eSports quasi a nastro, e non dimentichiamoci che Overwatch è nato dalle ceneri di Project Titan, quello che sarebbe dovuto essere a detta loro un titolo innovativo, sacrificato a mio avviso (ma per carità, avranno avuto una serie di validi motivi) a questa nuova tendenza farma-soldi (si qui mi sono decisamente sbottonato). Volgendo alla conclusione vi formulo il mio concetto finale:

La scena competitiva nei videogiochi si è guadagnata molto spazio e utenti negli anni, è innegabile, ed è giusto che cresca ancora e faccia felice il suo seguito di appassionati, ma quella che esprimo io è una paura, la paura che un trend come questo riesca a contaminare più di quello che non fà già (qualcuno ha detto Star Wars Battlefront senza campagna?) quello che per me è il Gaming vero, quello fatto di storie indimenticabili, mondi mai visti, scoperte incredibili e livelli insuperabili, quello delle cutscene che posi il pad e fai “WOW, appena finisce creo un altro salvataggio così me la rivedo”. La vittoria di quest’anno, ripeto senza ancor nulla togliere a Overwatch, è uno schiaffo a mio avviso a tutte le emozioni meravigliose che Inside, DOOM, TW3 – Blood and Wine e Uncharted 4 ci hanno regalato quest’anno e a tutti quelli che hanno messo impegno nella creazione di narrative fantastiche, che a mio avviso meritano molto più riconoscimento del mero “tu spari a me, io sparo a te” anche se creato in modo magistrale dalla Blizzard come pochi sanno fare.

Ma questa è solo una mia opinione, voi cosa ne pensate?


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