#Trumbo / Cosa fare quando amiamo troppo una cosa e ce la vogliono portare via

Fabrizio Mancini

Dalton Trumbo era un importante sceneggiatore della Hollywood degli anni ’40, finito nella lista nera per essere affiliato al Partito Comunista.

Questo è l’incipit della vicenda principale, ma il film ci parla di altro. Mentre tutto intorno si nominano Americani, Comunisti, spie e Congresso, si mette in scena una storia dal significato profondo. Trumbo parla di un uomo ribelle che ama, e quando ami qualcosa che vogliono portarti via cosa fai? Tu la ami ancora di più. Trumbo scrive sempre. Lotta per questo amore, che non è amore nel significato canonico del termine, ma amare una cosa che ci piace significa amare e rispettare noi stessi, se te la tolgono è perché vogliono cancellarti, quindi tu amandola di più lotti per la tua vita. Ecco il film riassunto in poche righe senza parlare minimamente di quello che succede.

A prendere le vesti dello sceneggiatore due volte premio Oscar al miglio soggetto è il mitico Bryan Cranston, finalmente in ruolo in cui possiamo ammirare le sue doti. Devo ammettere che ci sono state un paio di scene in cui avrei sperato uscisse improvvisamente Heinsenberg, per quanto sarebbe stato soddisfacente, fortunatamente non è successo.

Un personaggio completo ed intenso con un’interpretazione impeccabile, difatti la nomination per miglior attore protagonista ne è la dimostrazione, chissà che non sia proprio lui a sfilare la statuetta dal povero Leo, ma ne dubito.

Un film di alto livello, senza sbavature, purtroppo senza neanche troppi picchi, ma vi assicuro che amerete Trumbo almeno quanto lui ama se stesso.

L’ultima parola – la vera storia di Dalton Trumbo lo trovate da oggi al cinema


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