#Tunué / Corri Tempesta! – Recensione

Lorenzo Cardellini

La vita spesso è pura casualità. Ci sono eventi che vanno in un determinato modo per puro caso; con costanti differenti magari avrebbero preso strade diverse o forse nulla sarebbe cambiato. Molte volte è difficile opporsi a ciò che arriva: sicuramente ognuno è artefice, almeno in parte, del proprio destino, ma quando tutto quello che sognavi ti viene tolto come fai a modificare le cose? Come riesci a far si che sia la volontà a far muovere il tuo mondo e non la pura casualità o, ancor peggio, la paura che nulla possa essere differente?

 

 

SPOILER

 

 

È proprio questo che il piccolo protagonista di quest’avventura si ritrova a vivere. Jean-Philippe è un bambino nato sotto un particolare segno. La famiglia in cui cresce è composta da generazioni di allevatori ed addestratori di cavalli, nonché da fantini, come gli stessi genitori del ragazzo. Il piccolo, nato nella stessa notte ed alla stessa ora di un puledro, ha questa passione nel sangue. Sembra stare bene solo ed esclusivamente quando si trova a contatto con gli animali tanto amati. È grazie ad un cavallo se il bambino muove i primi passi, arrivando a salire in sella a cinque anni, lasciando tutti allibiti grazie ad una bravura ed un portamento praticamente innati. Ma, come già detto, la vita è spesso casuale ed altrettanto crudele; quando da qualcosa ha tassativamente bisogno di togliere dell’altro. Le cose non vanno troppo bene per la famiglia di Jean-Philippe; la vita da scuderia è estremamente faticosa e perennemente ossessionata dalla ricerca di un “crack”, il cavallo perfetto, un purosangue che avrà le potenzialità per divenire un campione. Questa ricerca sembra andare avanti da generazioni senza successo, e nel momento in cui qualche soddisfazione, come una vittoria del padre di Jean, si appresta ad arrivare una disgrazia è già pronta ad abbattersi come fosse una tempesta.

Arriviamo quindi a l’evento più tragico che possa mai colpire qualsiasi essere umano, ovvero la frantumazione sia fisica che mentale del proprio essere. Il piccolo Jean, nel tentativo di mettere al sicuro dei cavalli viene colpito da una giovane puledra e reso paraplegico. Oltre al vedere il proprio mondo crollare il bambino sembra essere costretto, per volere degli altri, ad abbandonare il proprio sogno: non diverrà mai un fantino, non avrà mai la possibilità di cavalcare. Ma è proprio qui che la narrazione di Donner assume un senso estremamente pregno. L’autore, attraverso le vicende vissute da Jean-Philippe vuole veicolare un messaggio di speranza, quella più profonda e primitiva che nel momento in cui si affrontano avversità dovrebbe essere tirata fuori, ma che finisce sempre per venire ricacciata indietro. Cerca di appellarsi alla forza di volontà dell’uomo ed allo stesso tempo compie un analisi su di esso, osservando come questo tenda a reagire di fronte alla manifestazione delle proprie paure più recondite ed al senso di smarrimento che lo attanaglia di fronte alla casuale illogicità degli eventi. Procedendo nella lettura vedremo Jean affrontare diversi stadi legati alla propria condizione, passando dal rifiuto rabbioso, alla depressione, fino ad arrivare all’accettazione ed alla denigrazione personale. Nonostante ciò, quando è solo con i suoi cavalli e con la sua puledra dagli occhi grandi la forza di volontà tende sempre ad avere la meglio. Nessun li capisce come quel piccolo ragazzo rotto.

Jean-Philippe non si arrende, riesce ad ascoltare il cuore dei suoi animali e lo fa attraverso il proprio. Li ama, li accudisce, vive con loro e decide di non darsi per vinto proprio grazie a Tempesta, la stessa giumenta che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Jean non serba rancore nei confronti dell’animale, lo fa, anzi, diventare il suo prediletto, allenandolo ed amandolo in modo unico, trasformandolo in tutto ciò che gli altri dicevano non sarebbe mai stato. Tempesta, questa purosangue dallo sguardo languido, è la translitterazione di Jean. Anch’essa, come il ragazzo, ha le potenzialità per fare grandissime cose, tutto ciò di cui ha bisogno è il giusto addestratore. Qualcuno che sappia comprendere cosa è meglio per lei, che possa dargli ciò cui ha bisogno per essere in piena forma ed eliminare tutto quello che possa rivelarsi dannoso. Jean riesce a fare ciò per il proprio, prediletto, cavallo, ma essendo questo quasi un’immagine speculare del ragazzo chi è che può fare lo stesso per lui?

Ed è qui che viene esplorato un altro elemento fondamentale di tutta la storia, ovvero l’amore dei cari nel momento del bisogno. Jean, che troppo spesso è costretto a sopportare la cortesia di chi vede in lui solo un povero storpio, è tuttavia circondato da una famiglia e degli amici amorevoli. Ha una madre dolce e premurosa, un benefattore che lo sovvenziona, degli amici che lo accudiscono, ma sopratutto un padre che lo ama profondamente, orgoglioso della sua ferrea tenacia. Donner risulta impeccabile nel far interagire tutti questi personaggi con il dramma vissuto dal protagonista, facendo percepire ad ognuno la solitudine del ragazzo in maniera diversa e personale. Ma, tra tutti, colui che riesce a guidarlo verso le giuste scelte è proprio questo padre così premuroso; un uomo distrutto da quanto accaduto al figlio, che non si da pace per la piega presa dagli eventi ed è disposto a sacrificare il suo più grande sogno pur di vedere il proprio bambino sorridere di nuovo.

Corri Tempesta! è un inno alla vita in stile pittorico. Donner e Moreau creano un lavoro in cui sono amore, amicizia, coraggio, forza di volontà e desiderio a farla da padrone, prevalendo su tutto e tutti. Gli autori ci mostrano come spesso le barriere siano presenti solamente a livello mentale e come il volere possa spazzare via qualsiasi tipo di ostacolo. Viviamo il dolore di Jean-Philippe, proviamo le sue soddisfazioni ma sopratutto le sue delusioni, lo vediamo cadere rovinosamente e rialzarsi con ancor più tenacia. Ed è da questa tenacia che tutti dovremmo imparare: quando cadiamo e non vorremo rialzarci dovremmo pensare che c’è chi l’ha fatto molte volte pur senza l’uso delle gambe o chissà cos’altro, quindi che diritto abbiamo noi di restare a terra?

Il volume è disponibile qui al prezzo di 14,00 euro.


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