#Tunué / Il gioco dell’oca di Munarini e Ferrero

Mirko Tommasino

Hai tra i venti e i trent’anni, la vita ha improvvisamente cambiato colore da quando hai smesso di studiare. Hai un lavoro che non ti piace, vivi ancora con i genitori e senti le pressioni dei tuoi che avevano tutt’altre aspettative riguardo la tua vita. Quanti giovani possono riconoscersi in queste parole? Capita a molti di trascorrere periodi poco soddisfacenti durante la propria formazione o nei primi contatti con il mondo del lavoro, portando i diretti interessati a porsi domande sulle scelte passate e presenti che si stanno compiendo.

A metà anni ’90 la vita di Jason è piatta e ripetitiva. Appassionato di fumetti, fa un lavoro poco soddisfacente e spende l’intero stipendio in nuvole parlanti. Non avendo particolare smania di trovare un lavoro più gratificante, pensa di guadagnare qualcosa rivendendo fumetti autografati dagli autori. Proprio uno di questi incontri gli ispirerà un’idea geniale che cambierà la sua vita: farsi invitare a fiere del fumetto sparse per il mondo, impersonando autori semisconosciuti.

Questa scelta lo poterà a vivere avventure molto particolari, in una surreale realtà parallela per buona parte del tempo. Le cose, però, non andranno sempre a gonfie vele. Durante questa esperienza e nel periodo successivo, compirà uno strano percorso di maturazione personale, facendo passi avanti e indietro proprio come nel gioco dell’oca. Jason capirà ben presto che la strada di ognuno non procede sempre in una direzione univoca, e che indietreggiare non è per forza sinonimo di sconfitta personale.

Il gioco dell’oca (edito da Tunué) di Stefano Munarini e Mauro Ferrero è un fumetto che parla di realizzazione personale e maturazione, facendo un esempio estremo di come la crescita di ognuno sia completamente indipendente da quella di chiunque altro.

Jason non è un cattivo ragazzo, compie delle scelte azzardate senza voler far del male a nessuno. Probabilmente nemmeno riesce a rendersi interamente conto di ciò che fa, finché le conseguenze delle sue azioni non lo travolgono interamente, trascinandolo in situazioni che mai avrebbe potuto immaginare di vivere in prima persona.

Cambierà il rapporto con i genitori, cambierà il rapporto con le poche amicizie che ha e cambierà soprattutto il rapporto con la parte più intima e nascosta di sé. Nella seconda parte del fumetto, Jason penserà molto alla sua vita fino a quel momento, mostrandosi ai genitori non più come il ragazzo svogliato e spento, ma come un piccolo bambino impaurito.

Per crescere, bisogna passare attraverso alcune esperienze estremamente spiacevoli, che ci porteranno a svestire ogni forma di armatura nei confronti del mondo esterno. Man mano che ci mostriamo nudi alle circostanze, iniziamo ad accettarci diversamente per ciò che siamo, imparando a volerci bene e a guardarci da un punto di vista diverso, più comprensivo.

Quando penserà di aver perso tutto, Jason vedrà la sua vita cambiare repentinamente grazie ad una fortuita coincidenza che segnerà l’inizio di qualcosa di nuovo e totalmente inaspettato. Scoprirà una sensibilità repressa da anni, che ormai aveva dimenticato di possedere.

Il gioco dell’oca è un fumetto che andrebbe letto ad ogni età, soprattutto in quella del protagonista. Un piccolo gioiello che insegna la bellezza del rialzarsi dopo gli errori, andando oltre la vergogna e il senso di colpa, comprendendo che ogni caduta è un passo (seppur rocambolesco) verso la propria strada.


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