#Tunué / Le due metà della luna, di Francesca Carità e Marco Rocchi – Recensione

Mirko Tommasino

Raccontare fiabe ai bambini rappresenta l’essenza stessa dell’educazione alla fantasia per i più piccoli. Senza di esse, sarebbe difficile per loro riuscire a sviluppare adeguatamente l’immaginazione. Per questo motivo, scrivere storie per bambini assume un significato più importante: è necessario prestare estrema attenzione al linguaggio, alla forma e (soprattutto) ai contenuti.

La collana Tipitondi della Tunué (di cui ho parlato diverse volte in passato) tiene alto lo standard qualitativo dei propri lavori, scegliendo storie immediate nella forma e ricercate nei contenuti. Non fa eccezione a questa regola Le due metà della luna, volume realizzato a quattro mani da Marco Rocchi e Francesca Carità.

Alba è una topolina di campagna, giunta in città per inseguire il suo sogno: diventare una sarta. Questa nuova vita, però, viene immediatamente scombussolata: Alba si troverà involontariamente coinvolta in un’antica leggenda, che la porterà a scoprire numerosi aspetti nascosti della città dove vive (dove l’arte è bandita) e gli individui peculiari che la popolano.

I due autori confezionano una storia che, pur rispettando i canoni fiabeschi, si prende delle libertà narrative nella gestione del ritmo dell’intero racconto. Nonostante Alba sia la protagonista della storia, la vicenda narrata che la ingloba ha dei meccanismi più grandi di lei e dei singoli personaggi coinvolti, facendo intuire ben presto ai giovani lettori una verità molto importante: quando l’avventura chiama, è impossibile non rispondere. A questo punto, il compito che le viene affidato diventa il vero protagonista della storia, facendo muovere i vari personaggi attorno allo stesso obiettivo (conteso da due diverse fazioni) fino alla risoluzione finale, perfettamente in linea con le fiabe classiche.

Il concetto di base, molto forte, riguarda l’importanza della creatività (e della felicità ad essa legata) nella vita quotidiana, senza sé e senza ma. L’intera vicenda racconta la distanza d’ideali tra chi è in grado di dar forma a qualcosa che prima non esisteva (creativi) e chi è maggiormente attaccato agli aspetti più tangibili e pragmatici dell’esistenza (simboleggiati all’interno del volume dalla contabilità aziendale). Uno scontro che, purtroppo, è quotidiano per chiunque cerchi di vivere della propria arte. Gli autori non prendono posizioni giudicanti nei confronti di chi rifiuta l’aspetto creativo e “leggero” della vita, pur mostrando questi ultimi in netto contrasto con i protagonisti (irresistibilmente artisti).

Il risultato sono dei personaggi non stereotipati, che un po’ escono dal confine delle “maschere” che interpretano nella storia, facendo porre ai lettori più di una domanda sul lavoro del creativo e di chi gli sta intorno (in famiglia, tra gli amici e sul lavoro), fornendo uno specchio della realtà piuttosto fedele, nonostante l’astrazione. Le tavole, nonostante siano molto fitte di vignette per il formato scelto, restano ben leggibili, anche se probabilmente alcune inquadrature risultano un po’ sacrificate dalla griglia a quattro strisce e tre colonne.

Al termine della lettura, Le due metà della luna trasmette una sensazione di equilibrio e felicità, raggiunta attraverso numerosi ostacoli. Per questo motivo, ne consigliamo la lettura sia ai più piccoli sia a chi, da adulto, vuole concedersi una lettura spensierata.

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