#UnoStudioInRosso / Darwin – Seconda stagione – Recensione

Mirko Tommasino

A distanza di cinque mesi, torna prepotentemente la lotta per la sopravvivenza con la seconda stagione di Darwin, fumetto preistorico edito da Uno studio in rosso e Verticomics, scritto da Giulio Antonio Gualtieri, disegnato da Alessio Moroni e Federico Butticè (sfondi e illustrazioni), colorato da Valeria Panzironi, con la copertina di Simone Di Meo.

La violenta storia dell’evoluzione umana riprende dov’era stata interrotta: sul cliffhanger che ha chiuso la prima stagione. Sfruttando quella svolta narrativa, Gualtieri porta su nuovi binari la storia, mutando il presupposto cardine della prima stagione con l’inserimento del linguaggio parlato.

Se il primo volume è classificabile come Silent Book, in cui ogni azione dei personaggi parla per sé ribadendo ancora una volta l’importanza del meccanismo Show don’t tell, il secondo voulme porta la comunicazione verbale nella vita degli uomini preistorici, distinguendoli dagli ominidi e complicando (non poco) la loro esistenza.

I primati si battevano e uccidevano per trovare una strada per la sopravvivenza, raccontando una storia di violenza cieca e verticale, fatta di predatori e prede con ruoli intercambiabili. Ora i predatori diventano prede, vittime dello spietato gioco evolutivo: l’homo sapiens sapiens sta per imporsi sulla natura.

Una maggiore complessità comunicativa apre a nuove possibilità narrative e rappresentative. I volti si fanno maggiormente espressivi perché capaci di nuove emozioni che si muovono oltre la sfera della paura e della minaccia, verso all’ambiguità del linguaggio complesso. L’homo sapiens sapiens combatte, se necessario, cercando la sopravvivenza con la violenza e con il sesso, pensando prima di tutto a nutrirsi e a perpetuare la specie.

Se gli esseri primitivi avevano un nome dettato dai loro versi gutturali, l’uomo evoluto è manifesto della sua specie: senza un’individualità, rappresenta in sé stesso il distacco evolutivo con i suoi predecessori, inferiori sotto qualsiasi punto di vista. Le vicende raccontate, però, non possono essere così semplici. Qualcosa deve andare storto per rendere una vicenda interessante. Per questo, il percorso verso il dominio da parte della nuova specie sarà irto di ostacoli, diversi da quelli affrontati nella prima stagione dai precedenti protagonisti, con un impatto emotivo che va oltre la mera violenza.

Le tavole più buie del primo volume cedono il posto ad una maggiore luce: l’essere umano abbandona gli utensili per passare agli strumenti, plasmando il mondo con la sua mano esperta. Fonda un suo accampamento stabile diverso dalla semplice tana, caccia, domina e corrode ogni forma di vita attorno ad esso, assecondando i suoi bisogni.

Anche le citazioni che separano ogni capitolo all’interno del volume mutano la loro impronta, raccontando sapientemente il conflitto interno della nuova vicenda e ribaltando il punto di vista del lettore, capitolo dopo capitolo.

La seconda stagione di Darwin è un’intensa storia di supremazia e dominazione, con un eroe che vive a pieno la sua pena prima di diventare chi è destinato ad essere. La violenza può cambiare pelle, ma non significato. Il volume, che presenta (oltre i sopra citati) le illustrazioni di Alessio Moroni, il lettering e l’impaginazione di Maria Letizia Mirabella e logo di Fabrizio Fermata, sarà presentato durante l’ARFestival.


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