#ValiantComics / Bloodshot: H.A.R.D. Corps – Recensione

Mirko Tommasino

Uno degli aspetti più interessanti legati alla dicotomia tra supereroi e tecnologia, è lo stretto rapporto tra i limiti del corpo umano e la possibilità di allontanarli grazie ai progressi della scienza. Quando un supereroe non è dotato di superpoteri, spesso e volentieri fa affidamento ai progressi tecnologici per implementare le sue capacità, sottoponendo il suo fisico a uno stress sovrumano, con conseguenze spesso devastanti. Oggi, questa cultura affonda parte delle sue radici nel Cyberpunk, attraverso gli innesti biomeccanici a diretto contatto con nervi, muscoli ed ossa.

Nel punto d’incontro tra questo concetto e l’idea del supersoldato, la Valiant fa nascere Bloodshot. Padre di famiglia, soldato dell’esercito americano nella squadra speciale addetta alle missioni suicide. Ha un corpo coperto da Naniti (nanobot che allontanano i limiti fisici umani, e permettono a chi li indossa di cambiare forma a piacimento). Un incidente in azione gli manda in tilt il cervello e gli fa mettere in dubbio ogni aspetto della sua vita privata, rendendosi presto conto di avere falsi ricordi. Il Progetto Spirito Nascente lo ha reso un’arma, Toyo Harada una cavia da laboratorio, da cui estrarre con la forza il segreto dei Naniti. Lo scontro tra le parti è inevitabile ed imminente.

L’intero volume esprime un concetto fondamentale, tanto semplice quanto disturbante: l’accesso e la difesa alla tecnologia prodotta viene prima di qualsiasi altra cosa, sia essa un legame tra individui o la vita degli stessi. Continua l’ambiguità caratteristica della Valiant: a seconda del diverso punto di vista, i protagonisti oltrepassano più volte la linea che separa il bene dal male.

Il Progetto Spirito Nascente è al centro della narrazione, la società conosciuta su altre testate come un elemento negativo, ora passa dalla parte dei buoni, disposta a tutto per liberare la sua creatura. Da qui, i dilemmi etici nei dialoghi tra la H.A.R.D. Corps (che ha ucciso alcuni psioti, tra cui dei ragazzini) e Bloodshot (che è stato programmato per essere un assassino) porteranno quest’ultimo a capo della squadra nella vendetta contro Harada. L’approfondimento nella conoscenza dei personaggi prosegue con l’avanzare della storia, scavando nel passato dei Corps e del loro capo (di cui verrano svelati alcuni segreti, nel capitolo zero in chiusura di volume).

Da un lato le torture inflitte a Bloodshot a scopo di ricerca, dall’altro i mezzi (decisamente non delicati) con cui Spirito Nascente ha permesso ai Corps di ottenere i poteri speciali. Bloodshot esplicita l’indole violenta e sanguinaria di Harada, mentre la squadra che gli si scaglierà contro si allena alternando i poteri a disposizione di ognuno tramite comando remoto con innesti cerebrali. La liberazione di Bloodshot avviene pagando un prezzo molto alto, confermando la preziosità dei Naniti e degli innesti cerebrali che permettono alla squadra di utilizzare superpoteri.

Sullo sfondo dell’intera vicenda, resta leggibile il tema dell’investimento dei soldi pubblici in armamenti piuttosto che in progressi medici, potrando con Bloodshot: H.A.R.D. Corps all’esasperazione le conseguenze di questa scelta. La Valiant si conferma ulteriormente in grado di mettere in tavola tematiche importanti con naturalezza, senza forzature nella narrazione dei suoi volumi e falsi buonismi: la dicotomia tra le parti è costante, e sta al lettore scegliere da che parte stare.

Citiamo dalla pagina dedicata sul sito Star Comics:

Con i testi di Christos Gage (Avengers Academy) e Joshua Dysart (Le guerre degli Harbinger) e i disegni della super star Emanuela Lupacchino (Archer & Armstrong, Starfire, Supergirl), è in arrivo un nuovo, straordinario capitolo della saga di Bloodshot, che è anche un tassello fondamentale del Valiant Universe. Questo volume contiene anche le origini di Bloodshot, narrate da Matt KIndt (Unity, Mind MGMT) e ChrisCross (Superman/Batman).

Il volume raccoglie BLOODSHOT AND H.A.R.D. CORPS #14-17 e BLOODSHOT #0.


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