#ValiantComics / L’universo condiviso Valiant

Mirko Tommasino

Che cos’è un universo narrativo condiviso?

Si tratta di una realtà espansa in cui vari personaggi interagiscono tra loro, focalizzando di volta in volta l’attenzione su uno o più protagonisti per portare avanti una storia che avrà ripercussioni su ogni individuo coinvolto. Lavorare in un’universo simile comporta pro e contro ma, tendenzialmente, enfatizza l’aspetto tridimensionale dei personaggi, in quanto caratterizzati a tutto tondo in un mondo che si evolve insieme a loro.

L’universo Valiant è un esempio molto valido di questo ragionamento, che nel corso dei decenni ha fidelizzato tantissimi lettori in America e nel resto del mondo. La casa editrice propone una serie di testate (portate in Italia da Edizioni Star Comics) che sono allo stesso tempo leggibili in modo indipendente o coralmente.

Riallacciandoci al discorso fatto riguardo la storia editoriale del Valiant Universe, la proposta per i lettori italiani prevede nove testate (tra ristampe già edite da Panini Comics Italia e nuove proposte), più l’extra The Valiant. Insieme, raccontano la vita degli eroi a partire dal reboot del 2012. Dopo le ristampe della prima fase, la Star Comics riprende a pieno ritmo la pubblicazione di materiale inedito da Marzo 2016, proponendo ad oggi quindici testate indipendenti. La presentazione della testata, presente in ogni volume, permette ai lettori non al passo con tutte le storie di godere in modo ugualmente efficace della lettura. Poche testate da seguire e un team di autori che lavorano fianco a fianco, consapevoli ognuno del lavoro dell’altro, per creare un filone narrativo coerente e ricco di dettagli, pur restando su un numero limitato di titoli (a differenza di altri competitor del settore).

Riuscire a realizzare una fotografia delll’universo allo stato attuale è difficile, perché diversamente da quanto accade per altre testate di comics americani, non trattandosi di piccoli crossover viene ritratta un contesto estremamente ampio, con sfumature che possono essere analizzate in dettaglio solo albo per albo (iniziando con The Valiant). Ogni testata, dunque, ha una sua forte struttura alle spalle, iniziamo così ad analizzarne i personaggi che le compongono.

Archer & Armstrong

Il discorso che intendo affrontre parte dal ciclo SETTA: GUERRA TOTALE (Ottobre ’13, Gennaio ’14). I protagonisti sono entrambi due personaggi molto peculiari, che intrecceranno le loro vite in più occasioni (sempre piuttosto infelici). Archer è stato allenato in isolamento dai suoi genitori (a capo della Setta) fin da piccolo all’arte dell’assassinio, attraverso molti stili di combattimento, perché possiede la dote innata di imitare qualsiasi altra abilità. Dopo aver votato la sua infanzia (fino alla maggiore età) a compiere l’obiettivo che gli è stato impartito, una volta di fronte al suo bersaglio, Armstrong (conosciuto anche come Colui che non deve essere nominato), cambiano le carte in tavola.

Armstrong (Aram, Aram-Ho-Tep, Colui che non deve essere nominato) rubò la macchina del Dono dalla terra chiamata La Lontananza, con i suoi fratelli Anni-Padda (Aram, Gilad e Ivan). Aram riceve i poteri durante un’esplosione innescata da Ivan che, attivando la macchina dopo la morte di Gilad, resta intrappolato all’interno di un flusso temporale, punizione per aver provato a rubare il Dono. Armstrong si ritroverà così ad essere un colosso immortale (e un po’ immorale) che viaggia sulla terra per diecimila anni, mentre la Setta cerca di ucciderlo, senza mai dimenticare la sua missione in qualità di vigilante dell’umanità.

L’intreccio tra i due si basa sul mutamento del personaggio di Archer che, una volta immerso nel mondo reale, lo trova estremamente diverso rispetto a quello che gli è stato descritto durante la formazione. La crisi dell’eroe lo porterà a mettere in dubbio gli insegnamenti impartiti (e le figure genitoriali da cui provengono), diventando materia malleabile per Armstrong. A questo punto vengono coinvolti altri due personaggi chiave della vicenda: Mary-Maria, sorellastra (e primo amore) di Archer e Ivan (liberato dal flusso temporale per mano dello stesso Archer), fratello di Aram. La situazione precipita per cause passionali, Armstrong e Maria finiscono a letto insieme, Archer non digerisce la cosa e si esilia attraverso un arco temporale (rubando a Ivan una preziosa mappa che permette di orientarsi nel tempo), dove cercherà risposte sulla nascita delle sue capacità straordinarie e sulla Setta che lo ha forgiato, indagando sul Progetto Spirito Nascente.

Essendo una testata che narra eventi a cavallo tra l’antichità e i tempi odierni, risulta ricca di riferimenti religiosi, storici ed intrighi di potere. Le origini della Setta stessa vanno cercate nell’ antico Egitto, passando attraverso i secoli fino ai giorni nostri. I rapporti tra Archer e la società nel suo mirino si fanno più stretti, mentre sua sorella finisce invischiata in un regolamento di conti tra clan che agiscono nell’ombra (Costruttori, Black Block, Uno per Cento e Sorelle della Perpetua Oscurità). Attraverso gli occhi di Aram (che tiene fede alla sua fama di grande bevitore) e Ivan, assistiamo anche ad alcuni degli scontri tra Armstrong e la Setta, avvenuti in varie epoche storiche, mostrando come gli interventi attraverso gli archi temporali possano influenzare il loro fluire e quanto questo possa essere labile agli occhi di uno come Ivan, restato intrappolato all’interno del tempo letteralmente per l’eternità.

Pagina dopo pagina, gli autori giocano con il tempo e le conseguenze derivanti da alcuni microcambiamenti, mutando alcuni equilibri tra i due protagonisti e i loro rapporti con la Setta e con il Progetto Spirito Nascente. Da questi eventi nasce un nuovo eroe e, in chiusura di ciclo viene introdotto il collegamento con Bloodshot e la H.A.R.D. Corps.

Bloodshot

Nel ciclo H.A.R.D. CORPS, (Agosto, Dicembre ’13), approfondiamo la conoscenza con un altro eroe dell’universo narrativo Valiant. Bloodshot è un’arma in mano al Progetto Spirito Nascente ma, allo stesso tempo, è un uomo che indaga sulla propria identità perduta. Sono stati inseriti nel suo corpo dei Nanit, nanorobot programmati per aumentare all’inverosimile le doti dell’organismo ospite, assistendolo in ogni occasione, conferendogli numerose capacità straordinarie. Il suo passato è stato costruito ed innestato in lui artificialmente dal governo, illudendolo di essere alla ricerca di alcuni bersagli con lo scopo di proteggere una famiglia immaginaria. Ovviamente questa menzogna ha vita breve e il Nostro, perdendo ogni contatto con la realtà vedendo venir meno la sua identità, finisce nelle mani di Toyo Harada (patron della Fondazione Harbinger). Dal Progetto Spirito Nascente viene mandata in suo soccorso una squadra, gli H.A.R.D. (Harbinger Active Resistance Division) Corps.

Nel volume assistiamo da un lato alle torture inflitte a Bloodshot a scopo di ricerca, mentre dall’altro scopriamo con quali mezzi (decisamente non delicati) Spirito Nascente ha permesso ai Corps di ottenere i poteri speciali. Mentre Bloodshot mette a nudo l’indole violenta e sanguinaria di Harada, la squadra si allena alternando i poteri a disposizione di ognuno tramite comando remoto, attraverso innesti cerebrali. Lo scontro tra questi ultimi e il presidente è sanguinoso. La liberazione di Bloodshot avviene pagando un prezzo molto alto, confermando la preziosità dei Naniti e degli innesti cerebrali che permettono alla squadra di utilizzare superpoteri. L’intero punto di vista focalizza l’attenzione sul Progetto Spirito Nascente, rivelando un aspetto interessante del lavoro su un universo narrativo condiviso. La società è vista in questo caso dalla parte dei buoni, nonostante abbiamo avuto modo di conoscerla su altre testate come elemento negativo. Proprio questo approfondimento rende particolarmente importanti i dilemmi etici nei dialoghi tra la H.A.R.D. Corps (che ha ucciso alcuni psioti, tra cui dei ragazzini) e Bloodshot (che, dal canto suo, è stato programmato per essere un assassino), che porteranno quest’ultimo a capo della squadra nella vendetta contro Harada. L’approfondimento nella conoscenza dei personaggi prosegue con l’avanzare della storia, scavando nel passato dei Corps e del loro capo (di cui verrano svelati alcuni segreti, nel capitolo zero in chiusura di volume).

Harbinger

In Bloodshot abbiamo accennato ad alcuni personaggi particolari, senza apprrofondirli: gli Psioti. Si tratta di individui dotati di incredibili poteri, che vengono presi di mira dal Progetto Spirito Nascente (come abbiamo potuto appurare, attraverso l’uso coercitivo di Bloodshot). Tra essi però, c’è qualcuno di inarrivabile per l’organizzazione: Toyo Harada, che abbiamo conosciuto sempre nell’albo appena analizzato. In PERFECT DAY (Agosto, Dicembre ’13) conosciamo un giovane psiota, Peter Stanchek, che suo malgrado si imbatte in Harada durante la fuga da Spirito Nascente. Successivamente, durante la fuga dalla Harbinger (che scopre, a sue spese, essere un’organizzazione ben lontana dall’aspetto familiare tanto ostentato), raduna a sé altri psioti: Faith Herbert, Charlene Dupree, John Torkelson e Kris Hataway, riuniti sotto il nome di Renegades. Anche qui, il Progetto Spirito Nascente muta la sua figura nuovamente in negativa, tornando quel motore narrativo malevolo che costringe alla fuga i ragazzi.

Reduci da Le Guerre degli Harbinger, un evento che coinvolge e fa mutare il gruppo catapultandolo in una successione di eventi paradossali che investono  direttamente i ragazzi e le relazioni tra loro. In una narrazione a cavallo tra l’onirico e il reale, questo ciclo narrativo concentra le attenzioni sull’aspetto più umano della vicenda, con porzioni di storia a tratti molto intense. Gli stili narrativi e visivi si alternano tra diverse tipologie, a seconda del personaggio protagonista e dell’emozione descritta in quel determinato momento. Il risultato è il volume (tra tutti quelli analizzati) con i risvolti psicologici più marcati in assoluto, con meno azione ma altrettanto contenuto, seppur in forma diversa.

Discorso differente per MORTE DI UN RINNEGATO. I Renegades continuano ad essere in fuga da Harada, mentre Ax (membro più recente della squadra) ha compromesso la sicurezza sua e dei suoi compagni lasciando dietro di sé una traccia durante il percorso.

Le dinamiche interne al supergruppo vengono dunque nuovamente messe in discussione dal pericolo dietro l’angolo, ma diversamente da Perfect Day, in questo volume è l’azione a far da padrona. Come in ogni fumetto dei Renegades, non passa in secondo piano il loro essere prima di tutto ragazzi, quindi la loro fisicità è un elemento costante per tutta la narrazione, diventando chiave di volta dei rapporti tra i membri del gruppo. Quando i ragazzi sono riuniti negli albi corali, la loro storia all’interno del macrouniverso è intrecciata a doppio filo con Harada, senza inserire ulteriori personaggi da altre testate.

Unity

Fino ad ora nell’universo Valiant abbiamo analizzato diverse figure malvagie, tra cui spicca (senza possibilità di redenzione) Toyo Harada, lo psiota più potente della terra. Sembra che abbia acquisito i suoi poteri dopo essere sopravvissuto alla bomba atomica su Hiroshima e desidera utilizzare questi ultimi per plasmare il mondo secondo la sua volontà. Perr questo motivo, con la Harbinger Foundation recluta giovani dalle abilità sovrumane (con modi non proprio gentili). Anche lui, però, ha qualcuno da temere: X-O Manowar. Prima di approfondire il legame tra i due personaggi (che attraversa l’universo narrativo), cerchiamo di capire chi è questo nuovo individuo.

Aric/X-O Manowar viene dallo spazio, occupa la Romania minacciando la sicurezza (e lo status quo) dell’universo Valiant, nel tentativi di impossessarsi nuovamente della terra che, più di un millennio prima, apparteneva al suo popolo.  Per stanarlo e sconfiggerlo, Harada crea il Team Unity, il supregruppo in assoluto più potente, che ha come unico ordine sconfiggere X-O Manowar.

Un tempo conosciuto come Aric di Dacia, erede al trono visigoto del V secolo, cresce sotto il dominio di Roma, X-O Manowar viene rapito da membri di una razza aliena, conosciuta come La Vigna. Dopo anni di schiavitù, Aric e i suoi si ribellano. Assaltando l’armeria (rivelatasi un tempio) prendono possesso di una reliquia sacra (l’armatura di Shanhara) che si fonde con Aric, rendendolo X-O Manowar. Torna sulla terra, scopre che sono passati milleseicento anni dal rapimento e viaggia nuovamente verso il pianeta natale de La Vigna. Qui, libera la sua gente (tenuta prigioniera da generazioni) e torna sulla terra con l’intento di prendere nuovamente possesso della Dacia (attuale Romania). Qui, ovviamente, l’accoglienza è ben diversa da quella che si aspetta.

In UCCIDERE UN RE (Novembre ’13, Febbraio ’14) ritroviamo Gilad (intrecciando dunque la storia con Archer & Armstrong, in cui è dato per morto). Harada gli fa conoscere gli psioti e fa intendere una collaborazione tra loro. Nel frattempo, la squadra (Mirror, Bomb, Ether, Captain) entra in azione per sgominare Aric, mostrando che la missione è tutt’altro che semplice. I combattimenti sono violenti, a cavallo tra la brutalità dell’antichità e le armi moderne, e gli autori della run non risparmiano nulla al lettore. Anche in questa serie di albi non manca l’introspezione dei personaggi: scaviamo ancora più a fondo nell’animo di Harada e conosciamo un punto di vista diverso dal suo su Aric. Di nuovo la complessità degli attori in gioco viene aumentata da altri tasselli, che (senza fare spoiler) attraverso l’armatura di Shanhara, utilizzata anche come espediente narrativo, che rivela retroscena interessanti nel rapporto tra i membri della squadra e altri personaggi, altererando gli equilibri dell’universo Valiant in modo permanente.

In INTRAPPOLATI DA WEBNET vediamo gli effetti sulla squadra dei nuovi equilibri raggiunti. Unity (al completo) è impiegata stavolta contro uno scienziato, il dottor Silk, che vorrebbe diffondere nel mondo una malattia virale di sua invenzione. Escludendo l’inserto finale del 2012 in cui conosciamo il primo incontro tra Ninjak e X.O, e dovendo la storia principale proseguire su ARMOR HUNTERS senza grossi effetti sull’insieme dell’universo narrativo in questo momento (dunque poco rilevante ai fini dell’articolo), possiamo procedere oltre.

X-O Manowar

Qui approfondiamo il discorso sull’alieno antico che con il suo avvento ha stravolto alcuni degli equilibri consolidati dell’universo Valiant, allargando la scala del pericolo all’orizzonte.

Con IN GUERRA CON UNITY  (Novembre ’13, Febbraio ’14) ripercorriamo il periodo dello scontro tra Aric e la squadra Unity, focalizzando ora l’attenzione dall’altra parte della barricata. Ripercorriamo rapidamente le vicende che legano Ninjak e X-O, e vediamo la storia attraverso gli occhi dell’alieno. Deciso e violento, si batte secondo gli antichi rituali di guerra, mostrando che i rapporti con gli altri personaggi dell’universo sono piuttosto burrascosi, se questi mettono in dubbio la leggittimità della sua presenza sulla terra. Come in Uccidere un Re, vediamo le conseguenze dello scontro, mostrando stavolta anche il popolo visigoto (che interagirà in modo minore nelle altre testate dell’universo). Cosa succede ad Aric di Dacia dopo il suo scontro/incontro col la squadra Unity? È rimasto sulla terra con il suo popolo, più precisamente in Nebraska, e lavora per i M.E.R.O. (agenzia di spionaggio americana, incaricata di monitorare la vita extraterrestre sulla terra). Durante le sue missioni per loro conto Aric finirà spesso nello spazio, dove verrà a conoscenza di segreti molto pericolosi.

PRELUDIO AGLI ARMOR HUNTERS (Marzo, Maggio ’14) racconta il crudo scontro tra X-O Manowar e Malgam, creatura a caccia dell’armatura indossata da Elric, e i retroscena spaziali dietro questa ricerca che porterà la minaccia intergalattica sulla terra. Non producendo (al momento) conseguenze tangibili per l’universo narrativo Valiant, non tratteremo in dettaglio questo volume, in attesa del maxi evento Armor Hunters.

L’universo Valiant si conferma estremamente complesso, profondo e in continua evoluzione. Ci si emoziona facilmente, e ci si lascia andare seguendo le varie storie, augurando sempre che le cose vadano per il meglio, data l’enorme sofferenza che grava sulle spalle di ogni protagonista. Non è una narrazione leggera (anche se con toni spesso dissacranti), non è una storia che porta sempre verso un lieto fine e, soprattutto, non è un universo che lascia le cose al caso. Ogni scelta, in ogni momento, altera degli equilibri più o meno grandi, coinvolgendo il lettore in esperienze narrative sempre coinvolgenti. Non è facile fare una distinzione netta tra bene e male, ma è facile esaminare di volta in volta chi è vittima e chi carnefice. Le interazioni tra le testate proseguono in modo ordinato, concatenando a doppia mandata più testate per volta in modo ciclico, portando costantemente avanti gli eventi in attesa di maxi stravolgimenti (come avverrà con Armor Hunters. Gli Psioti sono il cardine dell’universo, attorno cui ruotano numerose figure (più o meno losche o limpide), la storia prosegue attraverso la creazione di supergruppi (più o meno occasionali), facilitata dalla complessità del concatenamento delle testate e risulta leggibile con ordine nelle uscite italiane targate Star Comics.

Dopo aver analizzato le conseguenze narrative di ogni testata su quelle ad essa concatenate, nei prossimi articoli vi racconteremo questi albi nel dettaglio, approfondendo la conoscenza con i vari personaggi coinvolti.


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