#Verticomics / Darwin: Umano troppo umano – la recensione

Mirko Tommasino

La fantascienza moderna ci ha spinti a cercare nostri alter ego oltre l’atmosfera, mentre quella classica ha coniato antagonisti fantastici esplorando gli oceani più profondi.

Darwin (serie originale Verticomics) catapulta il lettore indietro nel tempo, facendolo schiantare frontalmente con una visione alternativa e fantastica dei primi giorni dell’uomo sulla Terra. Intrigante l’incipit del primo numero, Umano troppo umano:

Non siamo sempre stati soli. Molti, moltissimi anni fa, sulla terra camminavano diverse specie di uomini. Ma chi, fra loro, poteva dirsi veramente umano?

Vi ha incuriosito? Bene, perché all’interno del primo capitolo dell’opera non verrà proferito altro verbo. È una storia di violenzaprimordiale e tribale, tra forme grezze di esseri senzienti che combattono tra loro per la stassa causa: essere umani.

Umano troppo umano è un viaggio verticale frenetico. Non ci sono parole, i nomi che identificano i personaggi sono suoni gutturali, figli dei gridi di battaglia.

Scritto da Giulio Antonio Gualtieri, disegnato e colorato rispettivamente da Alessio Moroni e Alessandra Postagnotto, è introdotto dalla copertina di Simone Di Meo. Il logo è di Fabrizio Fermata, mentre l’impaginazione e il lettering è di Maria Letizia Mirabella. Darwin è una prodizione Verticomics / Uno Studio In Rosso, supervisionata da Michele Monteleone.


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