#Verticomics / Jupiter’s Legacy #1 di Mark Millar e Frank Quitely

Mirko Tommasino

Non ho mai amato i supereroi perfetti. Il concetto stesso di bene e male incarnati in avatar fisici (eroi ed antieroi) è, di base, una mistificazione della realtà, perché non restituisce un’allegoria credibile di ciò che viviamo ogni giorno. Jupiter’s Legacy di Mark Millar e Frank Quitely è il dipinto nascosto sotto il mosaico, la perla grezza d’onestà che riporta i supereroi alla dimensione umana.

Il crollo della borsa del ’29 ha lasciato l’America in ginocchio. Alcuni figli del sogno a stelle e strisce partono inseguendo un’utopia che li porterà su un’isola sperduta, che donerà loro delle capacità straordinarie. In questa storia conosceremo più generazioni di eroi (quelli che partirono per il viaggio, i loro figli e nipoti) calate nella quotidianità degli anni ’10 del 2000, mostrando enfatizzando gli uomini sotto la maschera.

Quest’opera, pubblicata in italia da Panini Comics e disponibile digitalmente (con una splendida impaginazione) su VERTICOMICS, può essere idealmente descritta da una parola: complessa. Gli autori valutano ogni azione, ogni aspetto della personalità, ogni possibile variabile, creando un meccanismo di scelte e azioni naturali e credibili. Non ci sono buoni, non ci sono cattivi. Ci sono idee, opinioni, posizioni e (soprattutto) scontri. Ci sono pacifisti, estremisti, ragazzi spaventati e anziani che non sono poi così saggi come credono. Sicuramente, c’è tanta umanità in un mare di maschere ed identità segrete.

La questione dell’imperativo categorico del fare del bene perché dotati di capacità speciali, viene trattata come dilemma sociale e morale, mostrando un gruppo di eroi in aperto conflitto. Difficile prendere le parti di un personaggio o dell’altro, perché sono tutti caratterizzati in modo così credibile da rendere leggittima ogni opinione. Pur non trattandosi di un’idea nuova (Watchman, Kingdom Come, Civil War e tanti altri fumetti sono esempi perfetti della Dark/Modern Age of Comics), Jupiter’s Legacy è un prodotto estremamente godibile, molto vicino alla società odierna vanitosa e frustrata, che paga a caro prezzo la fama e ‘essere figlia d’arte. Proprio qui sta la chiave di volta del racconto: presentare il dramma dell’eredità del bene. La prima generazione di eroi ha fatto le sue scelte, influenzando le azioni della seconda, che a sua volta offrità alla terza un mondo in continua evoluzione.

I supereroi vanno in crisi come il mondo che li circonda. Come la storia insegna, in questa condizione si fa strada un modello totalitarista utopico che comporterà a sua volta altri problemi e porterà il lettore a porsi più di una domanda sulla società in cui vive.

Dopo la lettura del primo volume, sorgono spontanee alcune domande: chi risorgerà dalle ceneri dei supereroi del passato? In un mondo dove il confine tra bene e male è così labile, chi riuscirà a far sentire la sua voce?


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