#vertidaily / Tinoshi di Giorgio Tino

Francesco Sinisi

La storia del fumetto (quello moderno intendo, perché secondo alcuni studiosi, McCloud in primis, la nona arte ha origini antichissime, forse preistoriche) possiamo affermare che cominci dalla diffusione popolare delle strisce. Poche vignette, pochi passaggi, per far ridere soprattutto o per far riflettere; solo dopo per raccontare storie (quelle che poi diventeranno i nostri albi seriali e i romanzi grafici che tanto ci piacciono). Dapprima relegate a “sciocchezze per bambini”, poi sublimate dalla Storia e da alcuni Autori, oggi in voga anche sui diari tra i banchi di scuola (se sia un bene o un male, lo lascio scegliere a voi).

Questa volta Verticomics ci offre un assaggio proprio di questo particolare tipo di espressione a fumetti: Tinoshi.
A metá strada tra l’haiku e l’aforisma, la nostalgia e la speranza, l’infanzia e tutto il resto (come si definisce sul sito), l’autore Giorgio Tino ci propone cinque strisce per un’ironica riflessione su alcune spinose questioni della vita di ognuno: l’amore, la casualità, l’affinità elettiva, la libertà degli affetti, il ricordo perenne.

Tra scambi di battute simpatici e divertenti, i personaggi e gli ambienti si lasciano cercare grazie ad un tratto appena abbozzato sebbene marcato, in un godibilissimo formato verticale…più sottile della carta igienica!


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