#Vertigo / Fables – Le fiabe in esilio

Luigi De Meo

Se dovesse capitarvi di passeggiare di notte per le strade di Manhattan potreste incontrare un tizio che sembra vomitato dal miglior romanzo giallo/noir: un trench vecchiotto sopra una camicia che non vede una lavatrice da qualche giorno e una spiegazzata cravatta a fare da cornice ad un viso dagli occhi cinici e disincantati. A completare il tutto un sorriso simile ad un ghigno con immancabile sigaretta, contornato da una barba vecchia di quattro giorni. Se il tizio vi rivolge la parola siate cortesi e se vi chiede di girare al largo da un certo palazzo obbeditegli. Soltanto non guardatelo negli occhi, non mostrategli i denti e non voltategli le spalle quando ve ne andate.
Siete di fronte al Lupo Cattivo, un po di prudenza non guasta!

Parliamo oggi di Fables – le fiabe in esilio, capolavoro di Scott Willingham edito dalla Vertigo Comics, che trasporta i personaggi delle fiabe, dei miti e delle leggende per le strade di New York. Le fiabe sono in fuga nel nostro mondo da più di 400 anni, da quando cioè un despota malvagio, L’Avversario, ha conquistato tutti i mondi delle fiabe. Per vivere in un mondo non loro, i buoni e i cattivi, amnistiati i reciproci crimini, hanno dovuto adattarsi e darsi una gerarchia, trovare un posto dove vivere (anzi due) e cercare quello che manca a tutti i profughi e rifugiati del mondo: una parvenza di vita normale. Abbiamo quindi Luca Wolf (LUpo CAttivo, in originale Bigby Wolf= Big Bad Wolf) che dopo una vita passata a terrorizzare porcellini e ragazzine sole nei boschi si ritrova a vestire i panni dello Sceriffo di una comunità che tutto ama fuorché gli sbirri, il Principe Azzurro che vive del suo charme alle spalle delle ingenue donne terrestri dopo tre divorzi disastrosi (nell’ordine la Bella Addormentata, Cenerentola e Biancaneve), Jack del fagiolo magico è diventato un mediocre truffatore e ladruncolo, le streghe tirano avanti vendendo magie alle favole che possono permettersele, il Principe Ranocchio spazza l’ingresso di Favolandia per non pensare all’orrore del suo regno distrutto, Biancaneve è diventata una tenace donna in carriera che ogni giorno becca urla e insulti grazie al suo posto di vicesindaco e così via.
Pur attingendo a piene mani dal folklore occidentale e mediorientale e dalla monumentale letteratura dei fratelli Grimm Willingham riesce a dare ad ogni personaggio una propria originale interpretazione, e lo fa in un modo semplice e disarmante: li rende più umani possibile. Farò un esempio con il mio personaggio preferito: Pinocchio. La Fata Turchina ha esaudito il desiderio di Geppetto:“Che questo burattino diventi un bambino vero.” ma lo ha fatto in maniera letterale. E adesso, dopo 4 secoli, nel corpo di un bambino di 9 anni c’è un uomo fatto e cresciuto, che vuole fare l’amore con una donna, giocare a carte tutta la notte con gli amici, sbronzarsi. Tutte cose che non puoi fare quando sei alto un metro e dieci e porti i calzoni corti.
Ai personaggi si aggiunge un atmosfera molto particolare e “pesante”. Il e vissero per sempre felici e contenti non vale più per loro. Hanno una vita normale ma è solo una mistificazione, un fragile castello di bugie. Perché? Perché sono nascosti, braccati, costretti a vivere in mezzo a esseri che pur conoscendo la loro storia e le loro gesta reagirebbero in maniera violenta se li scoprissero, perché sono diversi. La stessa atmosfera che, moltiplicata per dieci, forse si respira in un campo profughi siriano. Il Woodland Luxury Apartment è sia un elegante palazzo di appartamenti a Manhattan sia un dorato esilio. E per le fiabe non umane è ancora peggio: se non possono pagarsi una magia dalle streghe devono vivere segregati nella Fattoria in aperta campagna, lontani e nascosti da tutto e tutti. E con il divieto assoluto di uscire.

Serve una grande bravura per dare corpo a tutto questo sullo sfondo di story-arc sempre di genere diverso (giallo, thriller, spionaggio, guerra solo per fare qualche esempio). Willingham possiede questa bravura e la possiedono anche Matt Buckingham e il suo team di disegnatori, tutto di gran livello, tra questi: Bryan Talbot, Lan Medina e Linda Medley. Lo stile del fumetto è semplice e pulito ma anche molto particolareggiato e il suo punto di forza è la grande comunicatività. Le emozioni dei personaggi passano dalla carta al lettore in un attimo. Le copertine sono piccoli capolavori di arte pop realizzati da James Jean e João Ruas, grazie ad un uso sapiente delle tonalità pastello e di linee morbide.

 

La serie, conclusasi negli USA con il numero 150, in Italia ha avuto una storia editoriale piuttosto ingarbugliata. I primi due albi, che non seguono la numerazione statunitense ma quella degli Story-arc, furono pubblicati dalla Magic Press, subito sostituita dalla Planeta DeAgostini che ha pubblicato gli albi fino al numero 16 e infine alla Lion Comics. Sia la Planeta che la Lion hanno pubblicato inoltre gli spinoff principali della serie: Fairest, Jack of Fables e Cenerentola.

Willingham ha curato anche la versione ludica di Fables. In The Wolf Among Us della Telltale Games interpreteremo Luca Wolf che indaga su una torbida storia di omicidi, bugie, intimidazioni e vendetta. Il tutto ambientato prima degli eventi del fumetto. Utile giocare il titolo non solo perchè è un piccolo capolavoro ma anche per scoprire alcuni retroscena appena accennati negli albi sulla storia recente di Favolandia.

 

Benvenuti ai Woodland Luxury Apartment. L’ufficio del Vicesindaco Biancaneve è di sopra, quello dello Sceriffo Wolf in fondo, il Sindaco è nel suo attico ma non vi riceverà, le streghe al Tredicesimo piano. Siamo costretti ad informare i visitatori femminili che bussare alla porta del signor Barbablu è a loro rischio e pericolo.


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