#Vertigo / Lucifer: La recensione

Daniele D'urso

Cos’è il male? Probabilmente, per dare una risposta almeno in parte esaustiva a questa semplice domanda, non bastano una cinquantina di capoversi. Così, scegliendo un’espressione sbrigativa che possa rendere al meglio l’idea, da sempre il male è visto come ciò che si contrappone al bene.

Sin dalla sua primordiale nascita, al pari con la natura umana ha sempre avuto una personificazione. Durante le epoche quest’incarnazione ha assunto vari aspetti e forme, dall’iconografia pagana a quella cristiana, assecondata dalla totalità delle religioni antropomorfe il male non ha mai smesso di avere un volto. Il Diavolo, Lucifero, Satana, L’Angelo Caduto, il Principe delle Tenebre, il Portatore di Luce, il Signore degli Inferi, l’Accusatore, il Seduttore, il Tentatore sono solo alcuni dei nomi con cui è stato conosciuto durante il corso della storia.

Nell’immaginario collettivo quest’iconografia rimase invariata fino al 1667, quando lo scrittore John Milton modificò la visione biblica ed ormai obsoleta con il poema epico Paradise Lost, che rivoluzionò completamente la visione del demonio dandone una nuova forma non più solamente di opposizione a quella divina, ma di uno spirito ribelle in contrasto con le regole restrittive imposte da un entità superiore. Lucifero appare per la prima volta come una persona con dei tratti e delle emozioni tipicamente umane, sconfessando secoli di visioni di malvagità fine a se stessa.

Da questo esempio, che ha condizionato enormemente tutte le versioni moderne, nel 1989 nella serie principale di Sandman, Neil Gaiman con l’ausilio di Sam Keith fa debuttare per la prima volta Lucifer Morningstar, che riscontra subito un enorme successo. Il personaggio piace immediatamente al pubblico e questa nuova versione del diavolo si adatta facilmente all’universo della DC comics dov’è inserito al fianco di altre divinità e supereroi.

Lucifer (modellato sulla figura di David Bowie) ci viene presentato come l’angelo caduto, signore dell’inferno già da 10 miliardi di anni a seguito della ribellione contro il padre, tre secoli dopo la creazione. Si diletta a manipolare i vari demoni l’uno contro l’altro, e fornisce un posto nei suoi possedimenti ai mortali, dove vengono tormentati per l’eternità, vivendo con il perenne intento di portare la guerra in cielo. Tuttavia, durante il suo dominio, inizia ad annoiarsi dell’esistenza. Stanco dei vari stereotipi che i mortali hanno sul diavolo decide di abbandonare l’inferno e di trasferirsi sulla terra.

Cosi nel giugno del 2000 inizia la pubblicazione Vertigo della serie regolare Lucifer che vede come protagonista il signore degli inferi. Divisa in settantacinque capitoli (più un prologo dal nome Nirvana scritti da Mike Carey), ritroviamo il diavolo gestore a Los Angeles un piano bar, il Lux con la sua devota alleata Mazikeen, discendente dei demoni Lilith. Tutta l’opera ruota intorno al tema del libero arbitrio e alla figura di Lucifer, stanco del suo precedente ruolo, in perenne rotta con il governo celeste.  La volontà e la rivoluzione individuale che sfida la tirannia del potere, la decisione divina lo ritrae come un predestinato che non può far nulla per cambiare il proprio destino e il corso degli eventi. Cosi, l’ormai ex sovrano, odia la presenza di Dio e la schernisce, come si rifiuta una tirannia di regole ingiuste che limitano l’individualità.

In Italia la pubblicazione di questa serie è affidata alla RW Lion, divisa in undici albi dalle centocinquanta pagine l’uno, circa. Un fumetto consigliato a tutti gli amanti del genere e, soprattutto, a tutti coloro che vogliono approfondire non solamente la lotta e la contrapposizione tra il bene e il male in ambito metafisico, ma anche attraverso concetti e idee tangibili che possono spaziare dalla politica alla filosofia e perfino ovviamente alla religione

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