#VertigoComics / Punk Rock Jesus: Sia fatta la sua volontà

Redazione Geek Area

Udite! Udite! Il Signore è sceso in terra per illuminarci il cammino…o forse sarebbe il caso di dire risceso.

Scritta e disegnata da Sean Murphy, pubblicata in sei numeri tra Settembre 2012 e Gennaio 2013, Punk Rock Jesus è infatti la storia di Chris, clone nientemeno che di Gesù Cristo. Creato dall’emittente televisiva OPHIS, utilizzando il DNA ricavato dalla Sacra Sindone, la vita di Chris diventa un vero e proprio reality show. Ogni sua azione, vagito, sviluppo e parola, viene ripresa 24 ore su 24. Un Truman Show a tutti gli effetti.

Come prevedibile il ragazzo inizierà a sviluppare un bisogno di indipendenza e libertà che lo porterà a fondare un suo gruppo punk e a diffondere il suo verbo a colpi di chitarra.

La graphic novel tratta delle tematiche decisamente scottanti e senza dubbio molto attuali: la strumentalizzazione della religione, il potere mediatico e l’alterazione della realtà che ne deriva, il materialismo estremo.

Da secoli il mondo è costellato di guerre e faide tra popoli disposti a morire in nome del proprio dio, generando innumerevoli atrocità ed inutili sofferenze, e la propaganda mediatica insieme alla disinformazione, di certo non ha contribuito a un miglioramento. Chi ha letto, o leggerà, questa storia non potrà non riflettere sui recenti avvenimenti che hanno visto protagonisti determinati Paesi, e soprattutto non inorridire di fronte a un simile panorama ideologico.

Punk Rock Jesus vuole dunque mostrare come il reality, uno strumento tanto banale quanto pericoloso,  possa facilmente far vacillare la fede. La notizia della clonazione di Gesù, infatti, genera subito una reazione estrema da parte dei fondamentalisti religiosi, i quali sono un drammatico spaccato della nostra realtà. Per tutta la vicenda si assiste necessariamente a dibattiti continui tra chi è devoto alle teorie creazioniste e chi, invece, è fedele all’evoluzionismo.

Sin dalla sua nascita, l’educazione di Chris viene studiata a tavolino semplicemente per dare agli spettatori quello che vogliono.

Il profitto è visto come unica forza motrice dell’esperimento e le continue attenzioni che il protagonista riceve di certo non sono volte a un suo fabbisogno psichico e morale. Chris è il prodotto dello sfrenato materialismo ed eccessivo consumismo che ha portato il pubblico a essere vittima passiva del bombardamento mediatico.

Le persone vogliono essere distratte, è sempre stato così, altrimenti non esisterrebbe la televisione. Sono molto più interessate a seguire la vita di qualcun altro che la propria, probabilmente perchè affrontare la realtà richiederebbe troppo impegno. Tutti sono incollati davanti al loro schermo, talmente ossessionati dalla novità e dal fatto di poter entrare prepotentemente nella vita di una persona, da perdere completamente la cognizione sia del mondo reale che della loro stessa umanità. Il valore della vita stessa dei personaggi all’interno dello show diviene insignificante e facilmente sacrificabile. Gli spettatori divengono degli automi squallidi al servizio del televoto. Si fanno dunque giudici spietati della vita di Chris, giocando a fare loro stessi Dio. Del resto sputare sentenze gratuite senza alcun ritegno è una cosa che ci ha sempre affascinato. L’ignoranza rende tutti quanti immediati esperti in qualsiasi materia. La menzogna dunque diviene molto più importante della verità, portando gli eroi positivi della storia verso una miserabile fine.

Ma cosa c’entra il punk in tutto questo? Il punk è la via di fuga, da tutto e da tutti.

Chris, infatti, fonda una sua band, i Flak Jackets, con la quale decide di ribellarsi al sistema, a tutti i politici e ai fanatici religiosi che hanno giocato con lui fino a quel momento. I testi antireligiosi, provocatori e ribelli delle sue canzoni, trovano la loro espressione in un genere musicale spesso definito grezzo, rozzo e scandalistico. Etichettata dal pubblico come una band di giovani teppisti, i Flak Jackets inizieranno un vero e proprio tour che li porterà fino a Gerusalemme, la Città Santa.

Chris riuscirà a elevarsi al di sopra della massa ed essere il Messia che molti invocano? Cosa sarà a prevalere, realtà o finzione? É possibile individuare nella fede una via di redenzione? Lo scoprirete solo leggendo questa sensazionale graphic novel, disponibile per RW Lion anche in eduzione deluxe.

Probabilmente ciò che più inquieta di questa lettura è che un avvenimento di questa portata sarebbe decisamente plausibile ai giorni nostri. Pensandoci bene probabilmente mancherebbe solo un reality di stampo religioso da mettere in lista. La portata di un esperimento del genere sarebbe colossale, tra obiezioni, manifestazioni, dibattiti. Gli ascolti andrebbero alle stelle. Ma cosa ne resterebbe di noi? Siamo già facilmente rapiti da show sufficientemente demenziali che ci astraggono dal mondo circostante, ci piace vedere la gente che viene insultata, che litiga o che getta scandalo, è più forte di noi.

Punk Rock Jesus è, a mio avviso, una lettura necessaria a tutti, credenti e non, ai fini di una panoramica di quello che ci sta accadendo, vuoi per vie indirette o dirette, sia a livello storico che personale. É un faro in un mare di bigottismo, xenofobia e incompetenza. Ogni personaggio ha una sua storia e una sua motivazione che lo spinge a essere accanto a Chris. Le dinamiche che si instaurano tra essi rendono il volume ricco di spunti e argomenti da analizzare, compito difficile considerandone la delicatezza.

Sean Gordon Murphy da ancora una volta prova della sua bravura, oltre a trovarsi evidentemente a proprio agio a disegnare una storia da lui stesso scritta. La drammaticità della storia è inoltre enfatizzata da un potente bianco e nero. Nei contenuti speciali del volume deluxe, lo stesso autore commenta

Cerco di andarci leggero in modo da non lasciare residui. Questo mi aiuta a dare maggiore vitalità al tratto.

 

Immagini tratte da “Punk Rock Jesus” #1; #5; #6 di Sean Murphy, 2012-13.


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