#VideogameMovies / Film e videogiochi, un matrimonio impossibile?

Gabriele Mastrogiovanni

La filmografia è sicuramente una delle forme d’arte più complete ed affascinanti che esistano, di sicuro al giorno d’oggi la più famosa e la più diffusa. È la settima arte per la sua nascita in ordine cronologico, ma in se racchiude praticamente tutte le precedenti.  Nondimeno, anche se non verrà mai riconosciuta come tale, di sicuro non nel mio arco vitale, mi piace pensare che il videogioco sia invece l’ottava.

Come per il cinema, anche i videogiochi sono dovuti passare dalle “uscite dalle fabbriche” prima di arrivare ai livelli attuali, è vero, ma evolvendosi col passare degli anni, è diventato molto più semplice e palese che questo media abbia potenzialità analoghe ad altre forme di arte, se non addirittura superiori. Un film può riuscire a coinvolgerci a tal punto da immedesimarci in un personaggio, un gioco può darcene direttamente il controllo, e quindi riuscire a coinvolgerci nell’esperienza ad un livello ancora più profondo. Tuttavia non credo che i videogiochi siano necessariamente migliori dei film, anzi, sono due forme d’arte diverse, che lasciano esprimere i propri artisti in modo diverso, quindi vanno paralleli, ma non sempre. A volte questi due media si incontrano, e per esperienza mi tocca dire: “purtroppo”.

Negli anni abbiamo visto trasposizioni di entrambi, da una parte e dall’altra, e questo non ha praticamente mai generato nulla di (particolarmente) buono. Ma perché? Abbiamo visto negli anni decine ormai di film tratti da videogiochi e decine di giochi basati su film, come è possibile che non se ne salvi quasi nessuno?

I motivi sono molteplici, la pappardella che ci rifilano i produttori cinematografici è che: “i film sui videogiochi non funzionano perché nel film non si ha il controllo” e altre cavolate. Ma diciamoci la verità, il film di Super Mario Bros del ’93, era davvero così terribile solo perché non potevamo prendere il controllo di Bob “Mario Mario” Hoskins per gettare nella lava Dennis “Bowser”Hopper (dio perdonali, perché non sapevano cosa facevano).

Quello fu solo uno dei primi tentativi mal riusciti di trasporre i videogiochi su pellicola. Come dimenticare lo Street Fighter di Jean Claude Van Damme per esempio, tra le mani avevano il picchiaduro più famoso di sempre e un attore di film d’azione sulla cresta dell’onda grazie alle sue turbospaccate nel ruolo di Guile! Cosa poteva andare storto? A quanto pare tutto maledizione (tranne Zangief, Zangief era fantastico). Mentre Mortal Kombat, beh non ha fatto molto meglio, ma credo si possa dire che almeno ci abbia provato.

Terminata la “fase picchiaduro”, in una strana parabola ascendente, i due film di Tomb Raider con Angelina Jolie e (il primo) Resident Evil, rispetto a quanto visto finora, non sembravano nemmeno tanto male. Ma nessuno poteva davvero immaginare l’avvento di Uwe Boll. Da pugile a regista, e potrei quasi fermarmi qui ma dovreste sapere che quest’uomo è responsabile dei peggiori film di questa categoria. Alone in the Dark, The House of the Dead, BloodRayne, Postal, sono solo alcuni dei titoli che Boll ha distrutto. Tutto perché la produzione in Germania di film era particolarmente incentivata dallo stato, e lui vide nei videogame movies un investimento semplice e redditizio, e considerato che sono 14 anni che lo fa a discapito di una media di 19 al metascore di tutti i suoi film, beh, deve averci visto bene.

Infine bisogna citare i più recenti, quelli che forse avevano una marcia in più, quelli che avevano il budget e tutte le carte in regola per spezzare questa maledizione. Sto parlando di Warcraft e Assassin’s Creed. Entrambi con del materiale originale da cui attingere a piene mani e senza problemi, sono riusciti comunque a fallire nella loro trasposizione. Warcraft è stato capace di ricreare un feeling visivo molto coerente con il videogioco, e Assassin’s Creed ha centrato abbastanza bene l’azione in generale, ma questo non li ha salvati da una trama mal gestita e da una scrittura povera.

Per parecchio tempo ho anche pensato che i film sui videogiochi andrebbero dati solo ed esclusivamente in mano ai loro creatori, visto che già creano ore e ore di cutscene in cgi per i propri titoli, magari un film di un’oretta e mezza potrebbe essere alla loro portata. Almeno si avrebbe la sicurezza di un adattamento fedele. Ma abbiamo visto che nemmeno questo ha salvato Ratchet and Clank e Final Fantasy Kingsglaive.

Ci sono poi alcuni film che non andrebbero nemmeno fatti, come si può pretendere di fare un film su Super Mario, nei primi anni ’90 soprattutto? Come si può fare un film su Need for Speed? È un gioco di corse clandestine, non ha bisogno di una trama particolare, figuriamoci di un film. Per non parlare della trilogia di Tetris che hanno annunciato, qui si sfiora il ridicolo.

È poi incredibile come anche le serie animate o i film in CGI tratti dai videogiochi non sembrano essere immuni. Ma ora bisogna chiedersi il perché, come mai tutti sembrano fallire miseramente, o comunque, a non centrare il bersaglio per quanto largo esso sia. È davvero perché le trame e i settings dei videogiochi sono creati per un altro media? O perché non c’è davvero tempo di condensare una trama di ore e ore in un film di un paio? O magari il budget, è colpa del budget?

La verità a mio parere è una sola: “questi film non sono fatti per raccontare una bella storia, sono fatti per portare i fan al cinema”. E sapete che c’è, lo capisco. Posso capire la volontà di monetizzare qualcosa di famoso, al momento non vediamo altro che studi cinematografici che cercano di creare il loro universo nello stile Marvel Studios. È ovvio che qualcuno dietro una scrivania ad un certo punto dica “Ehi, facciamo un film su questa cosa che va tra i giovani”. Ripeto, lo capisco, ma non lo condivido.

Prima di tutto, sentire un regista dire: “Non ho mai giocato al gioco in questione”, e capita quasi sempre, per me è al limite dello scandaloso, come si può pretendere di riuscire ad adattare bene qualcosa se non si conosce la fonte? È come andare ad un esame senza aver studiato nulla, come si può pretendere la promozione? Riuscireste ad immaginare un Peter Jackson che non abbia letto Tolkien? Ma fosse solo questo! Sono abbastanza certo che se le trame di questi film funzionassero, saremmo anche in grado di passarci su. Ma la verità è che il 90% di questi sono un’accozzaglia di fuffa condita con fan service e scene d’azione.

Molti a questo punto potrebbero dire: “Beh molti giochi sono spesso solo azione, come si può pretendere di farne un film con una trama decente?”, ed in parte sarebbe vero. Ma abbiamo recentemente visto che persino alcuni picchiaduro, che per definizione dovrebbero essere i vg meno narrativi in assoluto, hanno tirato fuori alcune storie niente male, come la serie Injustice o anche il Mortal Kombat del ’09. Ma produttori e registi hanno fallito addirittura a trasporre Max Payne, la cui trama è praticamente già narrata in forma di graphic novel durante il gioco, bastava davvero copiare solo quella, come hanno fatto a sbagliare anche Max Payne dico io?

Non c’è la passione dietro questi film, non c’è l’impegno nel voler creare qualcosa di veramente decente per i fan e non. Quello che vedono sono solo opportunità facili di guadagno sfruttando un nome famoso. È un grande peccato, da parte mia, e sicuramente di molti altri che conoscono tante saghe videoludiche dalle trame interessanti e ben costruite, vedere queste rappresentazioni sterili e distorte di ciò che abbiamo apprezzato. Il cinema tuttavia è anche intrattenimento, a volte basterebbe semplicemente far funzionare qualcosa e far divertire. Eppure sembra che non importa quanto sulla carta queste trasposizioni possano funzionare, qualcosa è sempre andato storto, e forse continuerà sempre così.

Ma a questo punto mi viene anche da pensare. E se non avessero ancora imparato a farli? Prendiamo ad esempio i cinecomic, non tutti i suoi primi esponenti brillavano per qualità. Noi non più giovanissimi magari siamo cresciuti con il Superman di Christopher Reeve e il Batman di Michael Keaton in televisione, tuttora cult, ma se provassimo a vedere quali altri film dei supereroi sono usciti dagli anni ’80 in su, beh, non c’è molto di cui andare fieri. Ne abbiamo viste di schifezze, tra Supergirl che faceva sbocciare i fiori e veniva gettata a terra dai terremoti (sai volare figlia mia bella), Capitan America che rubava le macchine, Superman che ricostruiva la muraglia cinese con lo sguardo, lo Steel di Shaquile O’Niel e la Barb Wire di Pamela Anderson, il Punisher di Ludgren, il Nick Fury di Hasselhoff, il Batman di Clooney (Bat Nipples?). E non sono nemmeno arrivato agli anni 2000!

Il punto è che ci hanno messo un bel po’ ad ingranare, e ancora oggi non è sempre rose e fiori. Forse bisogna solo avere pazienza, qualcosa si è pur mossa, e negli anni (Uwe Boll a parte) c’è stata una leggera tendenza a migliorare, su alcuni aspetti almeno. Forse arriverà il giorno in cui un videogioco amato verrà reso con giustizia, e per il bene e il rispetto che provo per entrambi i media, me lo auguro sinceramente. Per ora non ci resta che augurarci che l’Uncharted con Tom Holland ne esca dignitosamente…e che la trilogia di Tetris venga abbandonata.

 

 


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