#Westworld / 01×04 – Dissonance Theory

Redazione Geek Area

Guardare Westworld è come, in un certo senso, ripercorrere gli step evolutivi dell’uomo. Le anomalie all’interno del parco, come convenuto durante le precedenti analisi, iniziano ad avere sempre più affinità con gli uomini che, in passato, hanno cambiato le sorti della nostra storia.

Proprio come per l’evoluzione, mentre il resto della popolazione continua a camminare a quattro zampe, alcuni iniziano a provare la posizione eretta, aprendo la loro vita a nuovi universi di possibilità fino ad allora precluse.

La quarta puntata, Dissonance Theory, più di ogni altra fino ad oggi, focalizza l’attenzione sui primi cambiamenti (appunto, dissonanze) che assillano la mente quando ci si inizia a porre domande diverse su argomenti consueti. Tutti gli abitanti del parco sono convinti di percorrere la loro strada, un sentiero personale che li condurrà in un posto che, in fondo, a loro non interessa conoscere (gustosa l’analogia metanarrativa tra le mucche e il macello). Le attrazioni, in quanto androidi, non hanno fame di conoscenza, al contrario delle anomalie.

Queste ultime, nonostante la natura robotica della loro esistenza, non si accontentano più della strada che è stata scritta per loro. Continuano ad andare a caccia di risposte, perché la loro routine ha smesso di essere perfetta. Ricordi che loro interpretano come visioni, frammenti di un passato che non è mai esistito fino ad oggi che bussano prepotenti alla porta delle loro vite abitudinarie, creando di nuovo) dissonanze nei ricordi.

Chi compie davvero le scelte all’interno del parco? Tutto è giocato su un semplice fraintendimento: gli abitanti si illudono di avere il libero arbitrio, di essere padroni del loro destino anche se non lo comprendono. La metafora religiosa è fortissima, e improvvisamente è difficile non identificare gli esseri umani con gli abitanti del parco. Come loro, le nostre vite scorrono sul dubbio del libero arbitrio, oscillando tra la consapevolezza della paternità delle nostre azioni e il terrore di assumercene le conseguenze.

Dagli albori della civiltà quando l’uomo non ha saputo spiegare i fenomeni incomprensibili ha provato a riportarli ad una scala comprensibile attraverso la stessa spiegazione: è opera degli dèi. In Westworld c’è una forte consapevolezza religiosa all’interno dei suoi abitanti. In un dialogo con i finanziatori, il creatore esplicita (finalmente) il ruolo divino di chi impasta la carne metallica all’interno del parco, sottolineando una forte gerarchia (come sottolineato nella scorsa analisi) tra divinità e ospiti, ponendo i secondi in una posizione di forte inferiorità.

Uomini che viaggiano tra i mondi, mandati dall’inferno per sorvegliare il nostro.

Ecco, dietro questa battuta c’è un’intera simbologia da analizzare. Alcuni abitanti hanno generato (o forse è stata installatadentro di loro) la consapevolezza di non essere soli, che accada altro oltre la loro esistenza. Trattandosi di indiani (che danno meno nell’occhio rispetto alle storie legate alla vita di città), è facilmente spiegabile con la fretta da parte degli operatori del parco di inserire nuovamente la carne da cannone all’interno della storia, non curandosi eccessivamente di cancellareinteramente la loro memoria tra un trattamento e l’altro, lasciando dei residui incontrollabili. Esiste un inferno, perché una volta portati a riparare gli individui sono consapevoli di ciò che osservano, e non è sicuramente un’esperienza piacevole. Se ne laprco subiscono soprusi di ogni genere, all’interno dei laboratori vanno incontro ad una sorte ben peggiore. Perché questi esseri con la tuta sono mandati a sorvegliare il mondo? La risposta sta nella sfumatura di significato dell’ultima battuta dell’episodio: avere consapevolezza che esiste un passato di cui non se ne pagano le conseguenze, rende le attrazioni libere di agire, dunque di ignorare gli schemi e le gerarchie. Anomaile che, a contatto con i visitatori, riescono a colpire e coinvolgere questi ultimi sempre con maggiore efficacia, proprio perché aumenta il grado della loro complessità, avvicinandosi sempre più a comportamenti filo-umani, che ingannerebbero chiunque.

Non potranno ferire gli esseri umani con le armi, ma ve la sentite davvero di escludere che possano accadere altri incidenti come quello di cui è stato vittima Arnold?


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