#Wilder / Australia #6 (finale) – Recensione

Mirko Tommasino

La chiusura di una stagione in una narrazione seriale mette un punto, terminando un ciclo narrativo in mezzo a tanti altri. Chiudere la prima stagione di una serie (televisiva o fumettistica che sia), ha un compito importante: trasmettere a chi fruisce il prodotto quali sono i presupposti che resteranno costanti nella stagione successiva e quali verranno stravolti.

In Australia (edito da Wilder), Leonardo Favia mette dei presupposti sul tavolo, stravolgendoli quasi interamente nel sesto espisodio (Sacrifici) che chiude la prima stagione. In un presente in cui siamo abituati a colpi di scena da ultima pagina o da ultimo minuto di telefilm, Favia prende il giusto respiro per raccontare come si rivoluzionano le carte in tavola: ogni premessa inserita ad inizio stagione viene presa e (a suo modo) rigirata su sé stessa. Un evento scatenante cambia il flusso degli eventi, compromettendo tutto il lavoro fatto fin qui dai protagonisti, rendendo la loro missione ancora più un aut aut, proponendo con eleganza il tema del sacrificio.

L’accoppiata Lorenzo Magalotti/Francesco Segala gioca con le tavole, cambiando stile narrativo nelle ultime “pagine” dell’episodio, aprendo a nuove possibilità con colorazioni e tratti mutevoli rispetto a quanto abbiamo visto nel resto della stagione.

Cosa resta al termine della lettura? Un mondo vasto, da esplorare ancora e ancora, con la sensazione di aver visto solo la punta dell’iceberg di quanto ideato da Favia. Rileggere tutta la storia senza le interruzioni settimanali trasmette maggiormente il senso di verticalità della lettura, di velocità delle azioni e conseguenze delle stesse.

La curiosità per la seconda stagione è davvero tanta.


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