#Wilder / Black Rock #2: Il dono del Pellegrino – Recensione

Filippo Garofalo

Dopo un mese rieccoci con Black Rock, uno dei nuovi webcomic emergenti targati Wilder! Dopo un pilot decisamente molto apprezzato ed intrigante (trovate la recensione qui), il team creativo SicchioVanni, con l’aiuto dei colori di Segala e del lettering di Mirabella, ci regala un secondo capitolo ancora più intriso di mistero e oscurità. Se infatti, per il primo capitolo, avevamo parlato di toni cupi e tenebrosi, qui si finisce nel crudo e nel terrore. Ormai, siamo stati risucchiati, tavola dopo tavola, dall’inquietudine che permea nella serie e vogliamo arrivare fino in fondo, a costo di dovercela vedere con Loro.

Avevamo lasciato il Guardiano impegnato col suo lavoro al confine, finchè un forestiero ridotto parecchio male non si avvicina chiedendo aiuto. Le informazioni che ci vengono date in merito sono pochissime al momento. Il suo nome è Vincent,  ha commesso un atto terribile e gli stanno dando la caccia… ah già è ufficialmente un Costruttore del villaggio ora. Il compito gli è stato assegnato dal Capo. Chi sia, quale volto abbia e se sia una figura terrena è ancora da scoprire. Vive su una collina, in una casa un po’ malandata, fredda e apparentemente vuota… aspetta cosa? Già… il mistero si infittisce. Di certo possiamo dire che il Capo ha una voce talmente profonda da rimanere impressa nella mente… forse anche troppo.

Qualche altro dettaglio ci viene fornito sul funzionamento della comunità, riguardo il controllo delle nascite e sulla figura dell’Allevatore. Quest’ultimo svolge il suo ruolo, garantendo cibo a tutto il villaggio. Viene tenuto sott’occhio dal Guardiano e dal Vecchio in quanto troppo vicino al confine, questo potrebbe creargli delle visite inaspettate e risultare in spiacevoli inconvenienti. Peccato non poter più usare il condizionale però, perchè la visita c’è stata e l’inconveniente è successo, pure bello grosso! Perciò, il capitolo non può che terminare con un sano e potente…

 

Se siete stati lettori attenti, fare due più due tra il prologo del primo capitolo e il secondo sarà molto semplice, altrimenti correte a riprendere il primo episodio qui.

Sicchio è in grado, in poche pagine, di farci provare la fatica e l’angoscia del Guardiano, l’inquietudine di Vincent nel trovarsi in un luogo che non comprende del tutto e di farci respire l’aria di incertezza e misticismo che caratterizza l’abitazione del Capo. Si diverte ad alternare dubbi a chiarimenti, gioca a tenere sulle spine il lettore, come se una catastrofe imminente stesse per abbattersi. Rende Black Rock una bomba pronta ad esplodere.

I disegni di Vanni migliorano, dando una maggiore espressività ad alcuni personaggi vecchi e nuovi. L’artista familiarizza sempre più con la storia, guadagnando un tratto più sicuro. Perciò, andando avanti con gli episodi, la qualità non potrà che elevarsi ancora di più.

I colori di Segala continuano a svolgere il loro dovere. In questo capitolo, soprattutto, il gioco dei chiaro/scuri è fondamentale per la rappresentazione della casa del Capo e della collina dove è ubicata. Una tonalità sufficiente a mettere i brividi.

Ci vediamo tra un mese con il prossimo episodio di Black Rock, nel frattempo potete gustarvi il secondo qui. Date retta al Pellegrino, non abbiatene paura… no?

 

So long Bubs!

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