#Wilder / Black Rock #3: L’uomo che piange – Recensione

Filippo Garofalo

E sono 3! Rieccoci qui (è già passato un mese!) per parlare del terzo capitolo del webcomic intitolato Black Rock, targato Wilder! Siete pronti? Io no, perchè quello che ho letto non solo mi ha inquietato come al solito, ma mi ha anche fatto sentire molto giudicato… che abbia qualcosa da nascondere?

Mettiamo, dunque, in pausa la storia nel presente ed immergiamoci nel passato con un flashback che occupa praticamente tutto il capitolo. Si parla di Lester, di cosa abbia fatto, dei suoi peccati. Lester chi? Non chiedetelo a me, leggetelo qui piuttosto! Se si pensava di aver raggiunto il livello massimo di tenebroso nei capitoli precedenti, non avete ancora visto niente. Appare ormai chiaro che siamo soltanto all’inizio della storia, non sono ancora arrivati Loro. Che arrivino nel mid-season finale con il quinto capitolo? Speculazioni a parte, non temete, fatevi avanti nella lettura. Al termine di questo episodio, probabilmente avrete più domande che certezze.

 

Dannato Sicchio! Non c’è nulla da fare, ormai si diverte a regalarci personaggi inquietanti e del tutto fuori dalla norma. Gioca con i nostri sentimenti da lettore che vorrebbe tutto e subito. Ma non si fa così, lui lo sa bene e ce lo sbatte anche in faccia con una certa ostentatezza, chiarendoci alcuni punti ma aprendo nuove finestre subito dopo. Non si sa mai cosa aspettarsi. L’imprevedibilità di Black Rock è decisamente un punto a favore.

A rincarare la dose questo mese ci sono anche le due new entry: Pierluigi Minotti ai disegni, e Mattia di Meo ai colori.  Lo stile dalla sintesi gustosamente sporca di Minotti riesce molto nella caratterizzazione del lato western della serie, mentre i colori di di Meo donano un grande effetto all’elemento sovrannaturale e al cambiamento delle sensazioni di Lester, l’uomo che piange. I due guest artist funzionano? Assolutamente si, e a questo punto si vorrebbe vedere di più su quel che hanno da dirci. Due stili diversi rispetto a quelli di Vanni e Segala, che non mancano nel prologo ed epilogo.

Citando Groucho Marx

Dietro ogni uomo di successo c’è una donna

Peccato che l’attore e comico statunitense non avesse fatto i conti con Maria Letizia Mirabella, curatrice del lettering di tutte le serie Wilder e, a quanto sembra, colei il cui compito è ben più faticoso di molti altri: dover mettere in riga stavolta non tre, ma ben cinque uomini! Fai del tuo peggio, hai il nostro appoggio.

Noi ci vediamo il mese prossimo con Black Rock #4! Fate i bravi, non vorrei rischiaste di sentire più freddo del solito…

 

 

So long Bubs! 

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