#Wilder / Il Cuore della Città #3: Un rifugio contro la notte – Recensione

Filippo Garofalo

Siamo giunti al termine. La fine di un viaggio durato tre episodi. Solo? Eh si, perchè per quanto possa essere una serie molto breve, i temi trattati, la profondità con cui vengono affrontati sono tali da aspettarci un webcomic ben più lungo. Condensare tutto in tre episodi non è cosa da poco, ma il team Savino – Rincione ci riesce alla perfezione, facendoci immergere nel percorso quasi spirituale del protagonista (che potrebbe essere quello di ognuno di noi), alla ricerca del proprio Io, abbandonato e dimenticato. Un cammino di redenzione che inizia nelle tenebre e raggiunge la catarsi nell’ultimo capitolo, riemergendo nella luce con nuovi sogni e speranze.

Il nostro protagonista nel primo episodio, era smarrito, svuotato, privo di uno scopo. Lo ritroviamo qui, più deciso che mai a volersi riscoprire. Desidera riottenere quei ricordi, sensazioni, che lo avevano accompagnato negli anni precedenti, facendolo sentire vivo. Il cuore della città non è altro che l’insieme dei nostri momenti più gioiosi o tristi, sede della nostra oscurità ma anche della luce. Non è altri che la completezza del nostro essere. Savino ci ricorda che passo fondamentale per condurre una vita sana è quello di accettarsi, fin dall’inizio. Non è vita altrimenti. Si continua a vivere di rimorsi, di avrei potuto e forse, scavandosi la fossa da soli, rimuginando su un tempo oramai andato. Il protagonista aspira alla pace, ma il percorso non è così semplice. La trasformazione che avviene in questo capitolo è il frutto di un processo travagliato. Dal subdolo Sindacato si è passati alla spaventosa rappresentazione della Donna degli Insetti, per poi osservare le rappresentazioni mostruosamente allegoriche della Città. La discesa finale verso il cuore simboleggia come bisogni scavare a fondo per ritrovarsi, discostandosi da superficialismi. Se prima avevamo un pesce fuor d’acqua, ora il protagonista è ben conscio di quello che lo circonda. Si solleva, contro tutto e tutti, prendendo in mano la sua vita.

Savino e Rincione danno il massimo nell’ultimo capitolo della loro serie. Savino continua magistralmente con la sua apprezzatissima narrazione filosofica e introspettiva. Percepiamo ogni sensazione, ogni mutamento di umore del personaggio, la sua ansia e frenesia nel voler arrivare al nocciolo della questione. Il monologo finale sfiora il poetico, facendo provare al lettore la sensazione che l’autore l’abbia fatto la storia completamente sua. Savino utilizza frasi brevi, d’impatto per rendere l’immediatezza del messaggio e dell’emozione provata. Conclude la sua avventura donando al protagonista, e a noi, una nuova luce nel cuore…

… e negli occhi, con una luminosità che esplode nelle ultime tavole di RIncione, donando calore e sicurezza, contrastando perfettamente con i colori freddi e tenebrosi delle pagine precedenti. Il percorso è concluso, il protagonista ha infine raggiunto l’ethos della sua nuova vita. Le tavole affrescate da Rincione sono un piacere per lo sguardo e accompagnano meticolosamente le parole di Savino. In alcune occasioni le parole non servono. I colori e i disegni parlano da sè. Personalmente ho trovato degna di nota la rappresentazione melmosa e dal tratto grottescamente scomposto del cuore della città. Se dovessi pensare al classico mostro nell’armadio probabilmente me lo immaginerei proprio così.

Savino e Rincione, voi ci avrete anche regalato Il Cuore della città, ma con un webcomic così forte e di breve durata, avete spezzato il nostro, di cuore. Noi non possiamo che augurarvi un grande in bocca al lupo per i vostri progetti futuri sperando di rivedervi ancora insieme!

 

 

So long Bubs!

 

 


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