#Wilder / Elliot #2: Pubblico Dominio – Recensione

Francesco Sinisi

L’unico difetto di Jacopo Paliaga? Non stupisce più. Perché? Perché stupisce ad ogni sua nuova produzione. La sua narrazione è sempre di alto livello, mai una caduta; nonostante la linearità e la chiarezza di ogni suo racconto, il giovane autore riserva sempre entusiasmanti colpi di scena e non smette di riservare novità di grande qualità. Come ci aveva abituati con i due volumi di Aqualung o con il suo primo romanzo grafico Come quando eravamo piccoli, così sta facendo anche per Elliot, pubblicato on-line una volta al mese dall’etichetta indipendente Wilder (interessante progetto di fumetti gratuiti che coinvolge diversi purosangue ed emergenti della nostrana nona arte).

In Benvenuto al mondo, primo capitolo di questa avventura supereroistica made in Italy, avevamo conosciuto il ragazzino inglese dotato di super poteri, desideroso di svelarsi al mondo, da sano adolescente qual è, a dispetto dei tentativi di tenerlo nascosto dei genitori, novello Rosso Malpelo. Avevamo appena intravisto un cattivissimo antagonista in abito bianco, una possibile comprimaria e una losca figura femminile che spiava Elliot tra i palazzi londinesi. Nel secondo apprezzabilissimo capitolo, alcune carte si svelano e portano in scena un inquietante quesito, aggiungendo alla trama una luce anche più “politica”: svelate al mondo le incredibili capacità di Elliot, quanto in basso sono disposti a spingersi i poteri forti pur di sfruttare l’immagine pubblica di un ragazzino solo (sebbene non propriamente indifeso)? Chi ne approfitterà? Quanto hanno già progettato per questo nuovissimo supereroe? Chi ne avrà la responsabilità?

Se gli energici disegni di Ludovica Ceregatti, i neri profondi delle sue chine e le sorprendenti prospettive di cui è capace l’artista offrono potenza all’eccellente narrazione di Jacopo Paliaga, una menzione speciale va fatta a mio avviso alla particolare colorazione di quest’opera, a cura della bravissima Adele Matera: i cieli rossi e gli incarnati azzurrognoli (che nella mia mente malata richiamano i colori della Union Jack) non rispettano la verosimiglianza dei disegni di Ludovica, ma ne esaltano gli effetti, risaltando il contrasto freddo/caldo a seconda delle emozioni che ogni vignetta vuole e riesce bene a trasmettere, con un risultato di forte impatto visivo.

Anche in questo secondo capitolo, insomma, Elliot si rivela un lavoro validissimo, completo, abilmente piantato nei solchi della tradizione supereroistica ma fresco e nuovo, pronto a regalare ancora incredibili emozioni e immancabili colpi di scena. Non ci resta che aspettare ancora un altro mese… maledizione!


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