#Wilder / Elliot #6: Bianco e Nero

Francesco Sinisi

E ci siamo: capitolo finale per un’altra delle entusiasmanti serie targate Wilder, l’etichetta di fumetti più selvaggia che ci sia!

Vi risparmierò i soliti elogi al terzetto Paliaga/Ceregatti/Matera, che conclude la prima stagione di Elliot con l’abituale alta qualità con la quale ci ha viziati, e mi soffermerò su alcuni spunti interessanti che questo numero mi ha offerto.

1. L’internet ha enormi poteri. E porta in se stesso grandi responsabilità. Come a chiudere il cerchio, il sesto capitolo si apre con il richiamo delle immagini, che avevano aperto la serie, di quel famoso video che ha dato l’avvio all’avventura del fulvo supereroe: l’importanza dei nuovi media nella vita dei singoli e delle comunità è ribadita prepotentemente anche in questo finale di stagione.

2. Non è tutto bianco o nero. Non sempre la distruzione è un male e la creazione un bene. A volte la prima è addirittura necessaria. Questa non è certamente un’invenzione nuova, ma raccontarla così bene sicuramente è merito di questa serie.

3. Alla fine quello che salva è sempre l’Amore. Ci si ritrova nell’altro, ci si sceglie, si acquisisce un senso e una forza. È nel confonto con l’altro che si conquista la capacità di divenire davvero chi si sceglie di essere. In questo sesto capitolo la relazione con Abigail si riconferma centrale nel plot e trova finalmente una sua forma, e vi assicuro che non è per nulla scontata.

4. Botte da orbi ad alta velocità, momenti di profonda commozione, e comica leggerezza. Quanto ha ormai da imparare il fumetto supereroistico oltreoceano dal nostro?! Quanto tempo ancora dovremo aspettare per avere nei credits delle grandi major l’invasione di nomi dei nostri bravissimi autori come ormai da tempo succede per i disegnatori?! Io continuo ad aspettare uno Spider-man scritto così…

 


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