#Yamazaki18yearsApocrypha / La voce dei protagonisti

Daniel Spanò

Mancano poco più di due settimane alla presentazione del volume #Yamazaki18YearsApocrypha durante il prossimo Lucca comics & games e noi di Geek Area abbiamo intercettato gli autori del volume, nonchè studenti del Master in Fumetto della Scuola internazionale di Comics e gli abbiamo posto alcune domande sulla loro esperienza:

Il Progetto Apocrypha da la possibilità ai giovani di buttarsi nel mondo del lavoro, cimentandosi con un’universo narrativo già rodato, com’è farne parte?

Carola BorelliQuello su Apocrypha per me è stato il primo lavoro nel campo del fumetto e devo dire che come prima esperienza non potevo chiedere di meglio. E’ stata un’esperienza elettrizzante, che mi ha permesso di imparare questo lavoro e i suoi segreti direttamente da dei professionisti. Inoltre ho avuto la possibilità di lavorare con un gruppo di persone piene di talento e confrontarmi con loro mi ha spinto a dare sempre il meglio di me.

Chiara Colasanti: È stata senza dubbio un’esperienza  positiva e interessante. Entrare a far parte di un progetto già esistente implica il doversi calare all’interno di atmosfere e di regole ben precise e decise da altri. Però, almeno nel caso di Yamazaki, la struttura stessa del suo multiverso ha permesso moltissima libertà: destreggiarsi tra i suoi meccanismi ed entrare nel giusto mood  non è stato affatto difficile.

Matteo Illuminati: Il progetto Apocrypha è un’ opportunità unica,farne parte è stata una delle migliori esperienze formative non solo dal punto di vista lavorativo ma anche umano e mi sento di consigliarlo a tutti quei ragazzi che vogliono fare del fumetto la loro professione.

Marika Cresta: È un’emozione forte, perché ti senti parte di una cosa che fino a quel momento conoscevi ed apprezzavi, ma che sentivi “esterna” a te, adesso invece posso dire di sentire l’universo su cui ho lavorato anche un po’ mio! Inoltre questo progetto mi ha aiutata molto a prendere consapevolezza del processo reale che si cela dietro alla produzione di un fumetto! È un’esperienza che tutti gli esordienti dovrebbero fare!

Niccolò IelapiEsaltante e snervante allo stesso tempo. L’idea di lavorare a qualcosa di così reale è stimolante ma il pensiero di non poter commettere il minio errore mi ha fatto sentire perennemente sul filo del rasoio.

Veronica FralleoniÈ stata una bella esperienza, sicuramente molto intensa. Apocrypha dà la possibilità, oltre che ad affacciarsi al mondo del lavoro, di mettersi alla prova; è uno specchio che ti mette davanti anche ai tuoi limiti. Sicuramente un’esperienza molto utile per chi vuole diventare un fumettista.L’universo narrativo di Yamazaki è un universo stimolante, dove tutto può succedere; farne parte è stato divertente, una bella esperienza.

Angelo Vecciarelli: Far parte del progetto Apocrypha è una grande opportunità poiché è un ottimo trampolino di lancio per buttarsi nel mondo del lavoro. A differenza di chi deve cimentarsi in questo lavoro “partendo da zero”, per chi fa parte di questo progetto avere il supporto di professionisti aiuta ad affrontare le paure e le difficoltà che alla prima esperienza lavorativa si possono incontrare.

Come è stato confrontarsi con i professionisti del Kaiju Club?

Carola BorelliE’ stata un’esperienza davvero formativa. Sin da subito hanno risposto a ogni mia curiosità e a ogni dubbio, anche il più banale. Sono sempre stati tutti molto gentili e disponibili, aiutandomi e consigliandomi quali potessero essere le scelte migliori da fare e facendomi notare anche quali erano i miei errori. E’ stata sicuramente un’esperienza appassionante sotto molti punti di vista, e ho cercato di trarne il più possibile e posso dire che questo continuo confronto mi è stato molto utile per crescere e maturare non solo artisticamente. 

Chiara Colasanti: Essere supervisionati da professionisti del loro livello spinge a impegnarsi al massimo, sia dal punto di vista del disegno che della professionalità. Sono abituati a ritmi parecchio incalzanti, perciò non ci hanno fatto sconti e ci hanno seguiti con molto rigore. Da loro, oltre che tanti trucchi del mestiere, ho cercato di apprendere la disciplina: in questo mestiere, sapersi autoregolare è veramente fondamentale. 

Matteo IlluminatiLavorare fianco a fianco con loro è stato fantastico, dire quali siano stati i consigli piu’ preziosi tratti da questo lavoro é veramente un’impresa impossibile data la quantità di cose che si imparano giorno dopo giorno collaborando con loro.

Marika CrestaDiciamo che con loro sono finiti i tempi in cui chi ti seguiva ti “coccolava” un po’ e non ti faceva pesare troppo gli errori che facevi! Da professionisti quali sono, i membri del Kaiju Club ci hanno appunto aiutato ad uscire dalla modalità “studenti” assumendo a tutti gli effetti il ruolo di Editor nei nostri confronti, e quindi facendoci scontrare con quelle che sono le modalità reali di supervisione di un fumetto. David specialmente non è uno che “te la manda a dire”! In realtà all’inizio eravamo tutti un po’ spaesati (e forse anche intimoriti) ma col senno di poi, vedendo la qualità del lavoro realizzato, non posso che essere grata al Kaiju Club per averci spronato così tanto (anche se ciò è significato rifare tavole intere più e più volte!!).

Niccolò IelapiDirei rassicurante. Avendo a che fare con un universo già definito, la documentazione visiva è stata molto importante. E avere come primo punto di riferimento materiale prodotto da artisti di un certo livello dava una certa sicurezza.

Veronica FralleoniIstruttivo, molto. Un’occasione per crescere professionalmente. 

Angelo VecciarelliAvere la possibilità di collaborare con dei professionisti è stata una grande opportunità. I  loro consigli sono stati fondamentali per la realizzazione di questo numero, rendere migliore il risultato finale e crescere professionalmente.

È stato difficile rapportarsi a un multiverso basato sull’improbabilità come è quello di Yamazaki?

Carola BorelliAll’inizio non posso dire che sia stato facile, la mia conoscenza dell’multiverso di Yamazaki derivava dalla lettura dei due volumi usciti. Fondamentale per me è stata la possibilità di incontrare Diego Cajelli. La sua lezione delle regole che muovono gli universi di Yamazaki mi ha permesso di capire a pieno il multiverso e la geniale complessità del suo funzionamento. Dopo aver acquisito queste conoscenze, è stato tutto più facile ed è stato anche più facile capire fin dove potevo spingermi e quali idee potevano funzionare all’interno della mia storia e quali invece era meglio scartare.

Chiara Colasanti: Al contrario, è stato parecchio divertente: giocando con la possibilità che accadano le cose più improbabili, si può dare libero sfogo alla propria mente senza paura di esagerare. Ognuno di noi ha potuto metterci tanto del suo, pescando dal proprio immaginario e mischiando tra di loro cose che, in altri contesti, difficilmente si sarebbero potute conciliare.

Matteo Illuminati: No,anzi per un fumettista credo sia una sorta di paradiso,ti permette di sbizzarrirti sia da un punto di vista narrativo che grafico,insomma spero che leggendolo vi divertiate almeno la metà di quanto abbiamo fatto io e i miei colleghi disegnandolo.

Marika Cresta: Un po’ si, specialmente all’inizio. Nel multiverso di Yamazaki davvero tutto può succedere, inoltre la mia storia prevede una forte componente onirica che rende il tutto ancora più assurdo! Perciò inizialmente sono sincera, non sapevo dove mettermi le mani!! E a tal proposito è stato davvero utile il workshop organizzato dai nostri supervisori in cui Diego Cajelli ci ha rivelato le varie teorie che sorreggono il multiverso Yamazaki. Una volta esserci entrata mentalmente è stato tutto un po’ più semplice, e la storia che ho disegnato me la sono goduta!  La mia sceneggiatrice mi ha permesso di cimentarmi con parecchie ambientazioni e situazioni diverse: un’esperienza del tutto nuova per me, e alla fine di tutto posso dire di essermi davvero divertita a disegnarla!

Niccolò Ielapi: Non particolarmente. Di sicuro la sua natura imprevedibile non da la possibilità di annoiarsi.

Veronica Frelleoni: A dire il vero, è stata la cosa che mi è piaciuta di più!

Angelo VecciarelliL’improbabilità di questo universo è la cosa che fin dall’inizio mi ha affascinato di più;  ha scatenato in me un enorme curiosità tanto che rapportarsi con questa “stramba” realtà è stato un modo per mettermi in gioco. Nonostante sia stato difficile combinare personaggi così distanti fra loro e far modo che il tutto funzionasse, mi è piaciuto molto!

Noi non possiamo che ringraziare i ragazzi della Scuola Internazionale di Comics e ricordarvi che vi aspettano alla fine del mese al Lucca Comics & Games, dove La ManFont ed Il Gentlemen Kaiju Club presenteranno il volume #Yamazaki18YearsApocrypha!


Comments are closed.