#Yamazaki18yearsApocrypha / L’incidente Bannister, l’origine del multiverso

Daniel Spanò

“Il motore ad improbabilità infinita è uno stupendo nuovo metodo per oltrepassare le infinite distanze interstellari in un semplice nessunissimo di secondo, senza tutto quel noioso gironzorellare per l’iperspazio.”

Così Douglas Adams descriveva il “motore ad improbabilità infinita” in Guida Galattica per Autostoppisti: Ora immaginate un multiverso narrativo mosso completamente dall’improbabilità, ecco che avrete quella che è l’ambientazione delle storie di Yamazaki 18 years.

Creato dopo “L’incidente Bannister” l’universo narrativo di Yamazaki è un calderone di citazioni, le cui ambientazioni posso cambiare in un battito di ciglia.

L’aspetto davvero interessante, come ci ha confermato David Messina durante la nostra chiacchierata, è che tutta la teoria che muove il multiverso si basa su vere teorie quantistiche approfondite da Diego Cajelli

“Il campo di forza non riuscì a contenere il fascio di particelle quantiche…per un quarto di millisecondo un lampo non relativistico si propagò ad una velocità ottanta volte superiore a quelle della luce(…)quel lampo di luce quantica ha colpito un buco nero distante milione di anni luce dal nostro pianeta. Lo ha illuminato per un quarto di millisecondo. Ed è stato più che sufficiente…da quel momento cambiò tutto. E per tutto, intendo che cambiò ogni cosa, letteralmente…la fisica classica e la meccanica ordinaria non erano più adatte per descrivere le nuove regole su cui si basava ora il nostro universo…la materia, la nostra percezione della realtà e la realtà stessa vennero riscritte completamente…la teoria della relatività venne scardinata nelle sue basi. Il calcolo delle probabilità divenne un concetto superato. L’incidente Bannister aveva creato un contatto stabile e duraturo tra la nostra dimensione e quella del nostro immaginario collettivo”

Quanto avete letto è ciò che è accaduto in principio, ciò che ha creato l’universo di Yamazaki.

Questo stratagemma, permette non solo agli autori di variare senza problemi ambientazione, passando da un paesaggio desertico ad uno scenario pulp post-apocalittico, oltre alle varie comparse di personaggi che nell’immaginario collettivo sarebbero completamente fuori contesto tra loro (Hitler, Babbo Natale e it il pagliaccio su tutti) ma apre anche alla possibilità di lavorare su storie alternative, creando letteralmente un “Mondo Open Source”, prestandosi perfettamente al progetto “Apocrypha”

La domanda a questo punto sorge spontanea: cosa vedremo in Yamazaki 18 years apocrypha?


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