#Yamazaki18yearsApocrypha / Yamazaki 18 Years Apocrypha – La Recensione

Daniel Spanò

Quando lavori su un universo narrativo creato da altri, hai sempre una sorta di timore reverenziale, sia nei confronti dei lettori, abituati ad un certo standard, sia nei confronti dei “padri” di questo universo.

Le premesse di Yamazaki 18 years Apocrypha non erano semplici affatto: questi giovani e promettenti autori dovevano confrontarsi con dei Maestri della nona arte, mettendo le mani su quella che è la loro creatura preferita.

Nella lettura di quest’albo ho rivisto lo spirito di Yamazaki, l’idea originale del Gentlemen Kaiju club di divertimento: i vari team creativi sono riusciti a giostrare alla perfezione con un universo che lascia la possibilità di giocare con l’improbabilità, ma che può facilmente diventare un’arma a doppio taglio, un rischio che i giovani studenti del master di fumetto hanno schivato con una certa maestria.

Queste storie, oltre ad essere particolarmente interessanti, non perdono occasione di divertire il lettore, rendendo la lettura ancora più scorrevole: 7 storie, centoventidue pagine, in cui l’attenzione non è mai calata.

Un plauso va ai disegnatori che sono riusciti a tenere altissimo il livello delle tavole, non sminuendo affatto il retaggio che quest’albo si porta dietro.

Un esempio lampante dello spirito con cui questi giovani artisti hanno affrontato questo lavoro, lo possiamo ritrovare nel cameo di David Messina (scusa David, non ho resistito!).

In conclusione Yamazaki 18 years Apocrypha è il fantastico risultato di un lavoro minuzioso dove tutte le parti, studenti ed insegnanti, hanno svolto in maniera impeccabile il proprio compito, rendendo giustizia ad un universo tra i più originali e complessi di cui abbia mai letto. Chapeau!


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