#BaoPublishing / Black Hammer Vol. 2 – La recensione

Una volta erano eroi, ma l’era degli eroi è passata da tempo. Banditi dall’esistenza, i vecchi campioni di Spiral City ora conducono una vita semplice in una città di campagna, fuori dal tempo. Loro cercano invano di ritrovare la strada di casa, ma i problemi riescono sempre a trovare gli eroi, ovunque essi siano!”

Questa la presentazione del primo numero di Black Hammer, opera di Jeff Lemire, disegnata da Dean Ormston e targata Dark Horse Comics.

Se non avete ancora letto il primo volume, uscito in Italia nel marzo del 2017 per Bao Publishing, vi state solo perdendo uno dei fumetti più interessanti degli ultimi anni.

Il 18 gennaio scorso Bao ha dato alla luce il volume due, che raccoglie i numeri dal 6 al 13, saltando curiosamente il 12 che troveremo, con ogni probabilità, nel terzo volume.

L’autore canadese definisce questo suo lavoro una “lettera d’amore ai fumetti di supereroi”. Dal logo stile Justice League anni 70-80 in copertina, a una serie innumerevole di citazioni kirbyane, quasi cammei, il riferimento ai fumetti DC Comics e Marvel è esplicito, ricercato; più che di un omaggio, si tratta di una rilettura matura, adulta che, filtrata dall’esperienza dell’autore, restituisce l’epica dei supereroi sotto una luce nuova.
Black Hammer sta ai fumetti dei supereroi come i supereroi stanno alla realtà. Il risultato di questa proporzione, quasi a formare un ideale cerchio che si chiude, è che ad essere raccontati non sono i supereroi ma la realtà stessa.

I protagonisti sono Abraham Slam, detto Abe, molto Capitan America e un po’ Wildcat; Barbalien (Martian Manhunter); Golden Gail (chiaro omaggio a Shazam e alla famiglia Marvel della DC Comics); la strega Madame Dragonfly (che richiama i fumetti horror della EC degli anni 40 e 50); il misterioso colonnello Weird (Adam Strange) e il suo robot Talky-Walky.


Convocati su Nuovo Mondo (Asgard/Nuova Genesi) insieme al campione Black Hammer (che ricorda inevitabilmente Thor ma che riceve i poteri un po’ come Hal Jordan), erano stati investiti da Starlok (Odino/Altopadre) del compito di fermare il terribile Anti-dio, un ibrido tra Galactus e Darkseid.
A Spiral City, durante lo scontro, Black Hammer aveva scagliato il colpo decisivo causando un’immane esplosione. Gli eroi si sono quindi ritrovati a Rockwood, in quella che sembra una fattoria della provincia americana da cui però non riescono misteriosamente ad allontanarsi. Costretti a nascondere la loro vera natura, si sforzano, senza molto successo, di condurre una vita normale. In più Black Hammer è sparito e in questo volume veniamo a conoscenza del come e del perché.

Il vero punto di svolta rispetto al primo volume è l’arrivo di Lucy, figlia di Joseph Weber/Black Hammer.
La ragazza, una giovane giornalista, rintraccia la provenienza di una sonda inviata da Talky-Walky e giunge alla misteriosa “bolla” spazio-temporale nella quale, da ormai dieci anni, sono rinchiusi i supereroi.
Il suo arrivo a Rockwood sarà determinante per svelare il mistero che li vede malinconici prigionieri di una sorta di purgatorio in cui ognuno pare dover scontare una personale pena.


Se nel primo volume prevaleva la dimensione rurale, più descrittiva e intimistica, qui comincia a emergere invece l’elemento “super”. Un po’ tutti cominciano a farsi delle domande e la rassegnazione comincia a fare spazio alla possibilità ma anche al dubbio.
Gli attori in scena sono davvero tutti “buoni”? O c’è qualcuno che nasconde qualcosa? E se sì, perché?

La passione e la tessitura di Lemire, insieme al lettering di Todd Klein, hanno dato vita a una storia robusta, dalla scrittura sublime e delicata. La profondità dei contenuti e la piacevolezza della lettura fanno di Black Hammer uno dei più interessanti prodotti a fumetti made in USA. Non è un azzardo collocarlo al fianco di lavori come quelli di Alan Moore, Watchmen su tutti, per quanto riguarda la decostruzione della figura del supereroe, o meglio, la sua declinazione in chiave diversa rispetto al canone mainstream.

A differenza di Watchmen pare non esservi traccia di riferimenti a scenari politici contingenti; nessuna pretesa di impartire lezioni morali, ma in scena vi sono piuttosto questioni esistenziali, sentimenti e stati d’animo di portata universale. Il supereroe è interpretato secondo la chiave della solitudine e della diversità, dell’incapacità di comunicare con il mondo esterno, cosiddetto “normale”. Ognuno di essi, anche quello privo di superpoteri come Abe, è fondamentalmente un diverso.

Sotto questo aspetto è decisivo il contributo dei disegni di Dean Ormston, artista desiderato fortemente dall’autore che lo avrebbe voluto anche su Essex County; un disegnatore perfetto per un’opera che va raccontata non con tavole muscolari ed esplosive, ma con la sensibilità di chi, oltre al corpo, sa disegnare l’anima.
Il numero 9 è realizzato invece da David Rubín che fa un ottimo lavoro con le sue linee oniriche e lisergiche, perfettamente adatte a un personaggio come il colonnello Weird che vive al confine tra la dimensione di fantasma e quella di essere umano.
I colori di Dave Stewart, alternando tonalità cupe ad altre più vivaci, si armonizzano perfettamente con il respiro della narrazione e i diversi momenti da essa raccontati. A Rockwood il cielo è sempre grigio e cupo e i colori tristi e spenti; a Spiral City o a Nuovo Mondo i toni sono accesi e sgargianti.

Black Hammer penetra piacevolmente sotto la pelle, senza “effetti speciali e colori ultra-vivaci”, ma con la sensibilità e la morbidezza di una narrazione intelligente e affascinante. I dialoghi sono probabilmente il punto forte dell’opera e le tavole sono dense di parlato, ma anche di volti, espressioni, silenzi, sempre eloquenti, senza mai cali di tensione. Un flusso quieto di emozioni che scorre lineare e costante verso il lettore catturandolo, senza interruzioni, per tutta la durata della storia, dalla prima all’ultima tavola.

Dei volumi da avere, da leggere, rileggere e conservare, insieme a quelli che verranno con ancora tante altre cose da dire. Una storia che non può mancare nella libreria di ogni vero amante dei fumetti e che finirà inevitabilmente per ritagliarsi uno spazio nel cuore di ognuno.

 

[amazon_link asins=’8865439793,886543824X,B06XYSQDLH’ template=’ProductCarousel’ store=’geekare-21′ marketplace=’IT’ link_id=’773017ee-0ce3-11e8-af90-db641a578e75′]

Comments are closed.