#BaoPublishing / Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier

Berlino 2.0 di Alberto Madrigal, ai disegni, e Mathilde Ramadier, ai testi, è una voce fuori dal coro.

Una guida su ciò che non bisogna fare e ciò che è andato male ad altri. Della serie: lettore, non ripetere gli errori della protagonista. Questo è il tema alla base dell’opera. Si parla in modo schietto e si smonta quella Germania Eldorado del lavoro e dei diritti del lavoratore, cantata ovunque in Europa.
Ed è la stessa Europa a uscirne ridimensionata.

Ma andiamo per gradi: la nostra protagonista è una parigina ventitreenne, che lascia la propria città, per trasferirsi a Berlino.
La sua intenzione è quella di lavorare nel campo artistico-culturale, mentre scrive la tesi e cerca di ottenere un dottorato in filosofia. La realtà con cui si scontra la stordisce e la rattrista, perché nessun lavoro soddisfa le sue aspettative. Gli stage sono tutti sottopagati e la ragazza testa sulla propria pelle la dura pratica dei minijob: contratti regolamentari della durata massima di due mesi, la cui paga può attestarsi anche sui quattrocento euro mensili, senza alcuna previdenza sociale. In questa situazione sguazzano i datori di lavoro, che su questo modello costruiscono esperienze lavorative al limite della schiavitù. La protagonista rifiuta la prima offerta che le arriva, ma si vede costretta ad accettare la seconda.

A fare da colonna sonora a questo viaggio autentico nell’Europa delle “opportunità” è la musica techno. Berlino è il tempio sacro di questo genere musicale e la protagonista si muove fra un club e l’altro con agilità. La musica diventa la sola ancora di salvezza che permette di staccare completamente dalla routine lavorativa soffocante e prendere una boccata d’aria.

Se si volesse andare a cercare il pelo nell’uovo di quest’opera, potremmo individuarlo nella mancanza di un’emotività della protagonista. La vediamo muoversi tra uno stage e l’altro, senza mai viverne veramente il sentire più profondo. Questa però, alla luce della storia, potrebbe essere stata benissimo una scelta dell’autrice. Una donna che si spersonalizza e irrigidisce, per adeguarsi alla città che la ospita e batterla.
La ragazza arriverà a considerarsi dunque una berlinese, con i pro e i contro di questa nuova veste.
Berlino 2.0 è quindi un’opera che va letta da coloro i quali idolatrano ciecamente l’Europa, perché in quest’opera si è avuto il coraggio di dare al lettore una pillola amarissima, senza indorarla nemmeno un po’.

AutoriAlberto MadrigalMathilde Ramadier

Genere: Presa di coscienza sociale

Pagine: 96

ISBN: 978-88-6543-974-6

Formato e rilegatura: Brossurato 17 x 23

Data di pubblicazione02/11/17


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