#BaoPublishing / Stelle o Sparo di Nova

Questa recensione deve partire da un assunto ben preciso: Stelle o Sparo di Nova, edito da Bao Publishing, non è una graphic novel, ma un romanzo di formazione illustrato.
E poco importa che i romanzi di formazione siano lunghi una vita e che accompagnino il protagonista dal principio alla fine.
Qui la “formazione” dura quanto un breve viaggio, che è tutto tranne che convenzionale.
La protagonista, Nova stessa, decide di staccare dalla routine quotidiana e di volare in un posto sperduto della Grecia, in compagnia di un’amica italiana che però in Italia non vive più.
Le due si mischiano agli autoctoni, con l’intenzione di fare le turiste alternative e si arricchiscono pian piano dei loro ritmi blandi e delle loro storie semplici.
Il paesino e i suoi abitanti sono però tutt’altro che banali.
C’è un vecchio che ride e basta, certo, con lo stesso peso di una comparsa cinematografica, ma c’è anche Cosmo, il protagonista passivo di questa storia.
Cosmo è un orfano di dieci anni, che vive in solitudine nel faro del paesino. Non si fa avvicinare da nessuno e ha così paura del buio, da costruire un centinaio di bizzarre lampade, tutte tenute accese di notte per farlo sentire al sicuro.
Per caso Nova si imbatte in lui nel paesino e ne rimane affascinata, convincendolo a guardare con lei il cielo stellato.
La ragazza riesce addirittura a creare con lui nuovi giocattoli, incollando fra di loro gli scarti di altri più vecchi e ridà così un brandello di infanzia a un bambino cresciuto troppo in fretta.
Le particolarità di un paesino all’apparenza anonimo non sono però finite qui.
Nova ed Ed, la sua amica, si imbattono infatti nella versione digitale della Caverna di Platone.
Il paragone regge perché siamo in Grecia e in un’effettiva caverna, ma al posto di iperurani vari, troviamo un biologo marino. Questo ha inserito nell’antro naturale e incontaminato un proiettore e una consolle per videogame e passa così la giornata, non uscendo mai fuori dal nido bislacco e sicuro che si è creato.

Stelle o Sparo è quindi una storia di insicurezze, a partire dalla riflessione iniziale sulla vita all’estero di Ed e la sua superficie apparentemente dorata. Quando invece saltano fuori delle sicurezze sono o troppo noiose (la vita del paesino immobile) o troppo bizzarre (la caverna dei videogames).
Nova è una portatrice sana di malessere, che si cristallizza nei momenti in cui la ragazza può confrontarsi con altre realtà o ancor meglio impegnarsi per migliorarle.
In questo l’autrice è una perfetta rappresentante della propria generazione e dei mostri che divorano quest’ultima da dentro.
Ci fornisce addirittura un rudimentale palliativo: fare altro e distrarsi, mentre si aspetta e si spera di trovare la cura definitiva.

 

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