Batman: Cavaliere Bianco – La recensione

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Attenzione: contiene alcuni spoiler.

Batman: Cavaliere Bianco Rw Lion Edizione Deluxe

Cover by Sean Gordon Murphy

È uscita nel luglio scorso, per RW Lion, l’edizione Deluxe di Batman: Cavaliere Bianco, volume che raccoglie gli 8 numeri della miniserie scritta e disegnata da Sean Gordon Murphy sotto il marchio DC Black Label.

Murphy ci propone un Elseworld, un “What if” innestato sulla continuity canonica vista in negativo, in cui il Cavaliere da oscuro diventa bianco e i ruoli dei due protagonisti sono invertiti.
Dopo uno spettacolare inseguimento e una violenta lotta, Batman fa ingurgitare a Joker delle misteriose pillole che lo fanno rinsavire e fanno riemergere la personalità “sana” di Jack Napier (omaggio al Joker di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton).
Privo di trucco, almeno in apparenza, Jack si batte per le classi disagiate di Gotham ed è assolutamente determinato a dimostrare che Batman è il vero problema della città, che i suoi metodi sono sbagliati e che è lui il catalizzatore e la ragione attorno a cui proliferano e si sviluppano tutti i mali e i malviventi di Gotham.
Batman, d’altra parte, esordisce nella serie da dietro le sbarre, a preannunciare il fatto che Napier riuscirà nel suo intento.

Carte scoperte.

Operazione riuscita? In parte. Tutto è fin troppo chiaro sin dall’inizio. Aver scoperto subito le carte potrebbe essere un punto debole, una mossa a discapito della suspense, di quell’elemento che sostenga la tensione dall’inizio alla fine.

Facce della stessa medaglia?

Murphy opera un compromesso, un avvicinamento tra i due personaggi in cui ognuno è un po’ meno se stesso e un po’ più simile all’altro. Resta però ostaggio della retorica delle due facce della stessa medaglia, un cliché che lo intrappola costringendolo a qualche forzatura. Alla fine ognuno dei due antagonisti è un po’ meno se stesso e un po’ più simile all’altro. Visti in negativo, i due sono più difficili da distinguere. Questo Joker non è, per ovvi motivi, quello che abbiamo sempre conosciuto il che, purtroppo, induce Murphy a snaturare anche Batman. Questo Batman è, quasi fino all’ultimo, avventato, superficiale. Joker riesce addirittura ad avere la meglio in uno scontro fisico. Gli alleati storici e la stessa opinione pubblica perdono troppo rapidamente la fiducia in lui. Gli altri villains risultano compressi, appiattiti nel ruolo di effimere comparse.

La sceneggiatura è un po’ farraginosa ma i dialoghi, seppure a volte ridondanti, conferiscono, insieme a un reparto grafico straordinario, spessore psicologico e credibilità ai personaggi.
Quando Joker è mattatore della scena, l’impatto visivo è teatrale. Nelle scene d’azione, nelle splash e quando è Batman al centro del palcoscenico, la resa visiva è invece di tipo cinematografico. Degno di nota, in tal senso, l’omaggio all’ampio parco di storiche bat-mobili.
I colori di Matt Hollingsworth, dai toni bassi, complemento discreto e funzionale, si armonizzano, alternandosi a un sapiente uso delle ombre, al mood delle diverse situazioni, passando dai toni freddi del grigio, cupi e sfumati, a quelli più caldi ma sempre moderati dell’ocra/arancio/marrone.

Joker superstar

Pur avendo dei difetti, Batman: Cavaliere Bianco è un’opera importante, accolta positivamente dal pubblico e premiata con un sequel: Curse of the White Knight. Miniserie anch’essa di 8 numeri è attualmente in corso di pubblicazione negli USA. È una scelta editoriale che conferma un ruolo sempre più centrale del Joker, linea già vincente e ora corroborata dal successo del film di Todd Phillips.
Fino a che punto questa tendenza sposterà la bussola dell’universo di Batman e sconvolgerà gli equilibri fin qui conosciuti? La linea di demarcazione tra buoni e cattivi pare sempre meno importante e in questo senso Cavaliere Bianco potrebbe essere un laboratorio, una sandbox in cui sperimentare e percorrere nuove vie.

Identità segrete?

Fino a che punto Sean Murphy si spingerà nello stravolgere l’esistenza di Bruce Wayne? In White Knight sono già in molti a scoprire che è Batman e lui stesso dichiara, a fine volume, di volerlo rivelare a tutti.
È di questi giorni la notizia che Superman, sul #18 del mese prossimo, rivelerà al mondo di essere Clark Kent. Il che affrancherebbe l’Uomo d’Acciaio dall’inspiegabile escamotage degli occhiali e del leggero cambio di pettinatura per nascondersi tra la gente. Per Superman l’identità segreta è più un problema che una soluzione, più pietra d’inciampo e motivo d’imbarazzo, che reale necessità.
Per Batman la questione è molto più delicata: sarebbe difficile immaginare un Cavaliere Oscuro che di oscuro non abbia più nulla, a partire dall’identità.
Non ci resta che attendere il seguito della saga per avere risposta a questa e altre domande. Per sapere se Murphy deciderà di moderare il raggio d’azione o piuttosto continuerà ad addentrarsi nel territorio “Elseworld”, dove tutto è concesso.

BATMAN: CAVALIERE BIANCO di Sean Gordon Murphy
Editore: RW-Lion/ DC Comics
Edizione Deluxe DC Black Label Prestige
Formato: cm 18,5×28, 236 pagine
Colore, cartonato
Prezzo di copertina: € 34,50

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