#Chernobyl / É giusto piegare una verità storica per una buona causa?

chernobyl
Fabrizio Mancini

Quello che è successo a Chernobyl lo sappiamo tutti, un po’ come conoscere i Beatles.

Non esiste qualcuno che non sappia chi siano, come non esiste qualcuno che non sappia del disastro di Chernobyl.

HBO, come sempre è una garanzia di qualità, mette insieme un bel cast con al centro la figura di Jared Harris (che avrete già visto nei panni di Moriarty nel Sherlock Holmes con Robert Downey Jr. e nella valida The Terror, disponibile su Prime), supportato da quei colossi di Stellan Skarsgård ed Emily Watson. Su quest’ultima ci sarebbe un po’ da ridire sul personaggio, ma vorrei concentrarmi su altro.

Chernobyl parla della grande importanza di dare ascolto alle persone competenti, senza distinzione di studio o mansione.

Se avviene un’incidente in una centrale nucleare dovreste ascoltare cosa hanno da dire chimici e fisici nucleari, non un uomo che faceva scarpe.

Se invece dovete scavare una galleria ascoltate il parere di un minatore.  chernobyl

Se una figura medica vi sconsiglia di toccare un paziente contaminato, forse è il caso di ascoltarla, anche se non vedete il problema, anche se il malato è il vostro amore. Difatti l’amore gioca brutti scherzi, non è raro che possa rendere stupidi e ciechi anche davanti al pericolo di morte.

La mala fiducia riposta in questi pareri professionali che mettono in chiaro una dura realtà, che mettono paura, contraddistingue da sempre l’uomo che cerca di rigettare le proprie paura nel dimenticatoio pur di non affrontarle.

Ovviamente siamo tutti umani e tutti possono sbagliare, anche tra figure autorevoli, ma la competenza è fondamentale per capire una verità, che sia più o meno nascosta da una bugia.

Tutto questo però viene reso essenziale e diretto, di facilissimo assorbimento e “tradotto”, passatemi il termine, per una visione esterna, più occidentale. Il finale intenso, emozionante e duro, parla direttamente allo spettatore, quasi senza più un filtro narrativo.  Un messaggio chiaro e deciso, come se volessero differenziarlo ancora di più dalle le mezze verità che impregnano la serie.

Ogni scena è caricata da questo senso di protezione della verità tramite una bugia che però non riesce a trattenere questa verità così grande e terribile.

L’URSS può fingere fino a un certo punto che la questione non sia così grave, ma la verità esce fuori, come le radiazioni che giungono fino in Germania.

chernobylA un tema importante si aggiunge una delle più vecchie leggi non scritte dell’intrattenimento: la spettacolarizzazione di una tragedia attira curiosità sin dai tempi del teatro greco.

Un successo assicurato da temi e mezzi adatti per cercare di far attecchire quel messaggio tanto importante.

L’unico scoglio “etico” è l’accuratezza della verità, che in questo caso diventa importante anche per una questione di pura coerenza.

Parlare di importanza della verità quando la verità che mostra non è totalmente corretta.

Se vi fate un giro sul web troverete molti articoli che confrontano la realtà storica con quella della serie.
Allora che deve fare un narratore? È giusto piegare questa verità reale per una più significativa e narrativamente comoda? La risposta è ovviamente .

Qui non si tratta della totale esattezza storica, per quanto importante essa sia, ma del messaggio che viene mandato. Le tragedie greche (anche le commedie) avevo lo scopo di purificare l’anima facendo empatizzare gli spettatori con determinati personaggi. Per loro l’arte serviva a questo.

Non soffermatevi mai alle esatte parole che questi personaggi pronunciano, ma vedetele insieme alle loro azioni.chernobyl Per certi versi è Boris Shcherbina il personaggio con l’arco più interessante. Un uomo duro, abituato a credere solo in se stesso e al partito pratico e diffidente, di fronte alla necessità rimette in gioco tutto, la sua stessa vita, per un bene più grande, da ascolto a chi gli sta a fianco fino a cambiare le sue idee. È un personaggio facile con cui empatizzare.

Chernobyl è la serie più importante da questo punto di vista. Viviamo in un’epoca di mistificazione, di spettacolarizzazione che enfatizza problemi, spesso irrisori, nascondendone altri.

Chernobyl non serve a dirci che il disastro è stata colpa di incompetenti e errori di progettazione degli impianti russi.

Questo lo potevate trovare anche aprendo wikipedia.

Chernobyl serve ricordarci che la verità a troppo importante. Serve a fidarsi di figure autorevoli e competenti. Non importa se per mandare questo messaggio si deve mostrare qualcosa che non è del tutto vero, se avrà effetto su di voi, spingendovi a cercare sempre la verità, quella piccola incoerenza sarà stato il giusto prezzo da pagare. 


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