#Cinepanettoni / Una riflessione su Super Vacanze di Natale

Cinepanettoni.

Fa male, vero?

Se avete un palato raffinato e un rispetto per la cinematografia di livello, probabilmente sì.
Ma probabilmente no. Perché che lo si voglia o no i cinepanettoni, o film di Natale, se vogliamo dare loro un tono leggermente più sofisticato, fanno parte della cultura italiana degli ultimi trentaquattro anni. Non importa che voi li guardiate tutt’ora o li abbiate guardati in passato e poi abbiate smesso.
Se qualcuno esclama un altezzoso “Delicatissima/o!” o un sofferente “Me la ciula! Me la ciula!”, vi scappa un sorriso.
E questo perché i cinepanettoni hanno vinto.
Infatti se non li vedete voi, perché li snobbate, là fuori è pieno di persone che li aspettano per un anno intero.
Com’è possibile?
È presto detto: nessun produttore avrebbe fatto uscire film con cadenza annuale, appartenenti allo stesso “canone”, dal 1983 a oggi, se si fossero rivelati un fiasco.
E la premiata ditta Boldi-De Sica ha inanellato una serie di “Natale a X” (dove X è una località esotica che varia ogni anno), che ha fatto registrare sempre numeri rispettabilissimi al box office.

Poi fra i due c’è stato apparentemente un litigio e i cinepanettoni annui sono diventati due.
Una croce per i detrattori del genere. Una delizia per chi li ama e che da quel momento ha avuto addirittura un’offerta doppia al cinema, con l’imbarazzo della scelta.Il 2017 però verrà ricordato nella storia per l’anno in cui il cinepanettone si è fatto trino.
E no, Boldi e De Sica non hanno imparato alcuna tecnica di sdoppiamento, dopo anni di onorata carriera.
E nessun giovane attore ha deciso di percorrere le loro orme, donandoci un cinepanettone in salsa postmoderna.
No, il terzo cinepanettone nelle sale quest’anno è “Super vacanze di Natale”, un semplice montaggio delle migliori scene di tutti i cinepanettoni della storia: il cinepanettone forma perfetta, volendo citare Dragon Ball e Cell.
E chi ha scelto queste “migliori scene”?
Paolo Ruffini.


Ok, non è Kubrick.
Ma forse anche Kubrick non avrebbe fatto un buon lavoro, visto che è l’idea a essere leggermente audace.
Alzi la mano chi non ha mai visto un “meglio di” dei cinepanettoni su YouTube, specie quelli più vecchi, con le gag che più sono parte del nostro immaginario. Sono a migliaia e sono prodotti di buona fattura, disponibili per tutti su una piattaforma accessibilissima e gratuita.
Quindi perché dovremmo andare al cinema, per vederne uno di Paolo Ruffini?
E la domanda non è faziosa o vuole muovere la qualsivoglia critica contro l’attore/regista toscano.
Gli stessi De Sica e Boldi hanno manifestato una forte perplessità in merito al progetto, che a quanto pare non sta andando granché nei cinema.
Sui social si legge di spettacoli annullati, perché non era stato venduto un singolo biglietto.

C’è ancora speranza, dunque.

E non perché la gente disprezzi il lavoro di Paolo Ruffini.

Perché la gente disprezza essere presa in giro.

 

 

 


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