#Saldapress / Intervista a Declan Shalvey, artista di “Injection”!

Declan Shalvey intervista
Fabrizio Nocerino

Declan Shalvey 1Allo stand SaldaPress, la fila per firma & sketch di Declan Shalvey si allunga inesorabilmente. É il quarto giorno di Lucca Comics & Games, autori e standisti sono sempre piú stanchi ma tengono duro. I fan, quelli no, non si stancano mai, nemmeno con giornate intere di turismo a fumetti nelle gambe a farsi sentire.

La fila é lunga perché Shalvey é chino sul bancone, pennino tra le dita, mani sporche d’inchiostro. Gli sketch si inseguono, ma Shalvey dedica il giusto tempo ad ognuno e vengono fuori Batman, Venom, Deadpool, Wolverine, i protagonisti di Injection, la serie sci-fi / fantasy / thriller che SaldaPress ha pubblicato ora in volume deluxe cartonato, un balenottero che raccoglie i primi tre archi narrativi della serie. L’artista ha indosso una camicia blu scuro che mostra tutto il suo amore per Star Trek e una t-shirt dedicata ad Head Lopper, la serie sword & sorcery dell’amico Andrew Maclean.

É arrivato il mio turno per lo sketch e sorrido, conscio del fatto che potrei ricevere un “no” grosso quanto il Padiglione Napoleone. Ho una richiesta strana, dico, ma Declan ascolta sereno: “Could you draw me Warren Ellis?”
Shalvey ride con la testa tra le braccia, nascosto. “Sure, why not!”, un po’ intimorito.

Venti minuti dopo, ho l’unico Warren Ellis al mondo disegnato da Declan Shalvey ed é bellissimo. Shalvey ci tiene a sottolineare che ho firmato la sua condanna a morte. Gli chiedo di sopravvivere almeno fino alla fine della signing session, per la nostra intervista.


Declan Shalvey InjectionAllora, Declan Shalvey, ti sta piacendo Lucca?

Oh, tantissimo. Certo, è il mio quarto giorno e si inizia a sentire un po’ di stanchezza, ma fino ad ora la definirei una fantastica esperienza, c’è tantissima gente, riesci a goderti la fiera, i fumetti… E la città è splendida, davvero bellissima.

Che differenze trovi tra Lucca e una fiera statunitense, come ad esempio San Diego o New York?

Noto che la cultura pop, in generale, ha un ruolo rilevante anche qui, ho notato la zona DC & Warner in piazza, così come quella dedicata a Marvel’s Spider-Man, il videogame.  Beh, San Diego è così, ma estesa ovunque, diventa soffocante per quanto è vasta. Certo, ci sono fumetti, ma è più un evento che abbraccia tutta la cultura pop. New York è decisamente più incentrata sui fumetti ma, si sa, Marvel è molto più dei soli fumetti. Ci sono situazioni in cui mi trovo a firmare al loro tavolo mentre intorno a me ci sono attori di film e serie TV e stazioni di prova per videogiochi. Lucca sa di vera e propria fiera dedicata al fumetto e mi sta piacendo molto per questo motivo.

Parliamo ora di Injection, una storia che si puó definire una bestia strana, un po’ action, un po’ thriller, un po’ fantasy. La storia in sé contiene elementi sci-fi e di folklore magico, uniti dall’atmosfera investigativa. Quale fu il tuo approccio a questo mix di correnti narrative quando tu, Warren Ellis e Jordie Bellaire iniziaste a lavorare alla serie?

La cosa particolare fu che Warren non mi propose il soggetto o la trama di Injection, mi disse direttamente che voleva scrivere qualcosa appositamente per me. A quel tempo stavo pensando di fare un progetto creator-owned per un altro editor, ma la collaborazione tra me, lui e Jordie andò talmente bene su Moon Knight che continuare insieme sembrava la scelta più giusta e adatta per tutti.

Warren mi chiese di fargli una “lista della spesa”, nella quale scrissi tutte le cose che amo tra cinema, serie TV e fumetti ed allegai anche alcune delle pagine che più mi erano piaciute dai miei lavori precedenti, tavole da Northlanders e Conan, lavori completamente diversi dalle mie produzioni con supereroi. Successivamente, Warren lavorò alla struttura del nostro lavoro e ci trovammo d’accordo sulla formula di cinque graphic novel da 100 pagine l’uno. A quel punto [Warren Ellis] sapeva cosa mi piaceva di più, dal crime alla fantascienza, e Injection risulta così una commistione e manipolazione di diversi generi narrativi.

Il primo arco narrativo è un thriller sci-fi, il secondo un investigativo, il terzo è decisamente ispirato a Doctor Who, il quarto sarà sullo stile di James Bond

Declan Shalvey injection 2

Proprio su questa commistione di generi e influenze, ricordo vividamente che, nella sua newsletter, Warren Ellis specificó come ogni arco narrativo fosse ispirato ad un pezzo di media e narrativa british. Hai giá citato James Bond e Doctor Who e, tra le altre ispirazioni, possiamo trovare Sherlock Holmes, Bernard Quatermass e Carnacki.
Queste influenze e l’atmosfera artistica che hai impresso ad Injection lo distinguono da molte altre storie per le sensazioni tipicamente british, non solo nei temi ma anche nel taglio con il quale viene raccontata. Tu sei Irlandese, quindi ti chiedo, quanta Irlanda c’é in Injection?

Senza dubbio è una storia che vive “da questo lato dell’Atlantico”, ovvio, è ambientata nelle isole Britanniche. Per quanto riguarda la presenza dell’Irlanda nella serie, devo dire che è come se disegnassi un crossover… La campagna di Dublino è molto simile a quella Inglese. Nonostante le molte differenze tra Inghilterra e Irlanda, c’è un background di lunghissima data che unisce questi due elementi, fatto di storia, tradizioni e folklore. Qualcuno ha definito Injection un Planetary britannico e devo dire che apprezzo molto il paragone.

Planetary é il mio fumetto preferito, sono decisamente d’accordo con questa descrizione!

Oh, é anche il mio preferito! Quando Warren mi chiese cosa volessi fare, dentro di me sentivo il bisogno di dirgli che volevo fare Planetary, ma sarebbe stato poco carino e offensivo dire “Ehi, possiamo fare qualcosa che hai giá fatto?” [ride] In ogni caso, sono molto soddisfatto del nostro lavoro, Injection é, credo, l’opera piú vicina a Planetary che Warren abbia mai scritto.

Restiamo su Injection ma addentriamoci nello specifico: qual é la tua parte preferita da disegnare, l’aspetto puramente sci-fi e tecnologico o quello piú fantasy e bizzarro? So che ami Star Trek, quindi posso farmi un’idea…

[ride] É vero, amo Star Trek, ma preferisco disegnare la natura. La tecnologia “pulita” mi annoia, oltre ad essere molto difficile da disegnare. Per questo motivo preferisco disegnare tecnologia grezza, tenuta insieme da fili e nastro adesivo, per niente uniforme, proprio come i macchinari di Brigid Roth in Injection. Ma amo disegnare paesaggi naturali e credo Warren lo sappia, mi piacciono le inquadrature d’ambientazione, cose sporche, brutte, sul punto di crollare. Ci sono un sacco di location squallide in Injection e mi piacciono proprio per quello, per le pietre a terra, vecchi palazzi. Disegnare questo tipo di cose mi dá l’opportunitá di giocare con la loro consistenza, i tipi diversi di superficie.

Voglio spostarmi dal “Declan Shalvey artista” e concentrarmi sul “Declan Shalvey scrittore”, perché di recente hai cominciato a scrivere di piú e con buon successo, direi. Hai scritto la tua graphic novel Savage Town ed hai lavorato con Marvel su storie come Deadpool vs. Old Man Logan  e le storie brevi di Nick Fury durante Civil War II. Quali sono le tue ispirazioni come scrittore?

Declan Shalvey Savage TownNon ho la sua immaginazione, ma non sorprendo nessuno dicendo che Warren Ellis é una grande ispirazione per me. Lavorare con lui nel corso degli anni mi ha insegnato davvero tanto, soprattutto nei tempi e nel ritmo di una storia. Se guardi la sceneggiatura di Injection, che trovi negli extra del volume SaldaPress, puoi vedere come sia molto essenziale e non eccessivamente descrittiva e il mio stile di scrittura si é modellato su queste linee. Oltre Warren, i miei scrittori preferiti sono Garth Ennis e Ed Brubaker, ció mi ha donato un approccio molto “concreto” alle storie che scrivo. Cerco inoltre di farmi un’idea dell’artista con il quale andró a lavorare, un’altra cosa che Warren mi ha insegnato dato che é in grado di capire i punti di forza di un artista e di permettergli di esprimersi al meglio.

Ho lavorato cosí con Mike Henderson su Deadpool vs. Old Man Logan: all’inizio avrei voluto chiedergli cosa gli piacesse disegnare, ma mi aspettavo una risposta piuttosto ovvia. Quindi, gli ho chiesto invece cosa fosse stufo di disegnare. Mike aveva appena concluso Nailbiter e mi disse quanto si era stancato di disegnare dialoghi su dialoghi e voleva spingersi al limite, fare qualcosa di folle, cosí gli ho dato corda e ci siamo sbizzarriti.
É successa una cosa molto simile con Philip Barlett durante la realizzazione di Savage Town: Philip é un disegnatore piú lento e meno frenetico, molto bravo nel disegnare la vita di tutti i giorni e ho cercato di inserire piú momenti di quotidianeitá possibile nella storia per farlo risaltare. É una relazione che porta benefici ad entrambi, io faccio bella figura quanto piú il mio artista si diverte con il materiale che scrivo.
Ho anche scritto per me stesso, sempre in Marvel, oltre a Nick Fury anche con un What If? per Venom e il Punitore…certo, ci impiego piú tempo nello scrivere e disegnare ma mi diverte molto e spero di farlo piú spesso in futuro.

Declan Shalvey cover 1Torniamo a parlare di disegno perché sei famoso anche come cover artist e i fan ti hanno visto sperimentare con diversi stili e concept sulle tue copertine. Dall’azione bombastica ed esplosiva a illustrazioni piú sperimentali come le cover per The Punisher, dove giocavi a “nascondere” il teschio del Punitore all’interno del disegno.
Qual é la prima mossa di Declan Shalvey quando gli viene affidata la realizzazione di una nuova copertina?

Ho appena finito una serie di copertine per la digitale Luke Cage e l’idea dell’editor era quella di disegnare qualcosa di piú stilizzato e che ricrei atmosfere Hitchcockiane e sono felice che Marvel mi abbia chiesto di lavorarci perché adoro lavorare con un’idea fissa in mente. Avevo la mia visione per queste copertine e ho voluto, ad ogni costo, allontanarmi dalla classica copertina con Luke Cage che sfonda un muro di mattoni con il pugno. É diventata stancante e ripetitiva, si é vista ovunque.

In Deadpool vs. Old Man Logan volevo mettere in chiaro che si trattasse di uno scontro tra i due e volevo piazzarli in copertina, ma fare qualcosa di diverso dagli altri volumi della serie Deadpool Vs., cosí ho optato per lo sfondo bianco e lo stile del titolo completamente diverso. Ora sto realizzando le cover per Dead Man Logan e sto giocando con il layout e la composizione della “copertina standard”, tagliando un lato della cover per inserirci il titolo in verticale, un lavoro non molto diverso da Moon Knight. A volte le limitazioni che abbiamo ci costringono ad inventare qualcosa di nuovo e su Dead Man Logan, cosí come su The Punisher, sono io stesso a darmi quelle limitazioni, ad esempio sto usando solo toni di marrone per ricreare un effetto seppia e dare al tutto un’atmosfera da Western.

Declan Shalvey Dead Man LoganPreferisco lavorare sulle copertine di una serie piuttosto che una copertina variant ogni tanto. Le variant sono come le fan art, “disegna quello che vuoi con personaggio X”, le copertine per una serie invece ti obbligano a ragionare sul fumetto. Devi ragionare sulla storia, sul numero e come fare a trasportare la storia in copertina, per poi ripetere il procedimento ed innovare il concept il prossimo mese.

Cosa riserva il futuro per Declan Shalvey?

Beh, sto lavorando a Return Of Wolverine per Marvel ed ho un progetto segreto per una grossa compagnia di supereroi ma devo rimanere il piú vago possibile. Posso dirti che eravamo giá al lavoro sul concept e abbiamo dovuto congelare il tutto visto che Marvel aveva bisogno di me su Wolverine. Una volta conclusi questi due progetti, riprenderó Injection, del quale ho ancora dieci numeri da disegnare. Sto scrivendo una seconda graphic novel, un sequel spirituale di Savage Town, un crime drama tutto Irlandese per Image Comics; mi piace tenere il cervello allenato, c’é qualche idea che non so se Marvel approverá ma, in ogni caso, voglio continuare a scrivere.


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