#DisneyXD / Ducktales – WO HOO!

Redazione Geek Area

Per la Disney Pictures si può parlare di un Pre-Ducktales e un Post-Ducktales. Prima delle storie dei paperi tutti i personaggi creati da Walter Disney erano “compressi” nei fumetti e nei brevi sketch animati, da inserire prima di un lungometraggio animato o in una raccolta in VHS. Dopo Ducktales la casa di Topolino scopre la serialità sul piccolo schermo e capisce di aver allevato l’ennesima gallina dalle uova d’oro. Darkwing Duck, Cip&Ciop agenti speciali, Ecco Pippo, The Quackpack, House of Mickey e Talespin sono tutti figli ed eredi di quella fortunata serie uscita tra il 1987 e il 1990 con protagonisti Paperone e i suoi nipoti (in Italia arriverà un anno dopo la chiusura, nel 1991).

Pur non avendo lo stesso carico di responsabilità, le aspettative su questa nuova serie di Ducktales erano comunque molto alte e, almeno dopo aver visto il pilot (di ben 42 minuti, della durata doppia rispetto ad un normale episodio), possiamo dire che dopo trent’anni di attesa i paperi sono tornati in grande stile.

Quando venne annunciata la serie, parlando con il nostro caporedattore Mirko espressi la mia curiosità, e perplessità insieme, nel vedere su schermo come venissero strutturati personaggi che noi conosciamo ormai solo grazie alle pagine del nostrano Topolino.

Una risposta che si può condensare con due parole, veri e propri binari su cui si muoverà la storia: tradizione e innovazione.

Tradizione perché pur essendo del tutto slegata dalla serie originale (parliamo di un reboot) l’attenzione al passato è molto forte. Se non bastano le continue citazioni alle serie passate (due esempi: vengono nominate Spoonerville e St. Canard e la lampada del genio del lungometraggio Zio Paperone alla ricerca della Lampada Perduta è conservata nel garage di McDuck Manor) la dramatis personae dei protagonisti ricalca e omaggia i grandi classici della letteratura Disney. Qui, Quo e Qua, pur con un vestiario e un linguaggio moderno, sembrano presi di peso dalle loro storie d’esordio (parliamo del 1937): tre disastri naturali in magliette dai colori primari del tutto refrattari all’autorità dei “grandi”, Zio Paperone (nonostante l’aggiornamento visivo) sembra uscito dalle pagine di Don Rosa e Carl Barks, passando in un attimo dal vecchio burbero e sanguigno che cammina appoggiandosi al bastone all’avventuriero agile e astuto come una tigre quando è il momento di agire (il più duro dei duri e il più furbo dei furbi! come ben sa chi ha letto la Saga di Paperon dè Paperoni). Paperino, infine, è ancora e sempre il collerico, pasticcione, irascibile papero sfortunato che l’ha reso iconico.

Dov’è l’innovazione? Nel rendere attuali queste caratteristiche ma sopratutto nei rapporti tra i personaggi e nel loro background.

Qualcosa è successo nella famiglia dei paperi, qualcosa di grosso (in parte svelato dal cliffangher finale della puntata che non vi svelo) che ha portato ad una rottura tra Paperino e Paperone. Un litigio che ha portato i due ad abbandonare la loro vita di avventure e tesori scomparsi e interrompere i rapporti per 10 anni. Non solo, se da una parte Paperino è passato da essere “Il più grande avventuriero del mondo” (e durante la puntata avrà modo di dimostrarlo più volte)  ad uno zio iperprotettivo e remissivo con i nipoti, dall’altra un imbronciato Paperone si è rinchiuso nel suo deposito, circondato da caricaturali contabili-avvoltoi, negandosi anche il piacere di un bagno nelle amate monete. Da questo punto di partenza si vedono le personalità di zio e nipote scontrarsi durante la puntata, facendola da padrone. Paperino ha una maturità e un esperienza non inferiore a quella di Paperone, tanto da dubitare di lui e porsi sul suo stesso piano. Paperone, d’altro canto, dimostra una fragilità inedita, incarnata dalla paura di deludere (di nuovo?) il nipote quando questi gli affida Qui, Quo e Qua.

Il lavoro affidato a questo Pilot: introdurre lo spettatore alla nuova veste dei protagonisti, viene compiuto in maniera eccellente ma per farlo l’avventura viene quasi messa da parte. La prima uscita della riunita famiglia dei paperi li porta nel luogo mitico per eccellenza (Atlantide) e li pone contro l’antagonista per eccellenza (Cuordipietra Famedoro). Ma la città subacquea rimane sullo sfondo, senza mai entrare davvero nella storia e Cuordipietra (cattivo, caricaturale e imponente come sempre) forse meritava un minutaggio maggiore per lo spessore che da sempre ha nel cuore dei fan.

Resta da capire ora come si svilupperà la serie, soprattutto a fronte dell’elemento nuovo introdotto dagli autori nelle ultime battute del Pilot: la macrostoria che coinvolge il passato e un membro particolare della famiglia, che si dipanerà per tutta la serie.


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