#DylanDogSerieTV / Vi salutiamo e grazie per tutti i fumetti

Fabrizio Mancini

Arriva un po’ in ritardo l’adattamento a serie tv di Dylan Dog con tanto di discesa in campo della Bonelli stessa? , decisamente.
É stato un bene aspettare? Assolutamente. Perché se c’è un momento per farlo è proprio questo.
Alzino la mano tutti i lettori di Dylan Dog che almeno una volta hanno sognato di vedere quel tanto amato Rupert Everett interpretare il ruolo dell’indagatore. Quel momento non è mai arrivato, e sicuro è ormai fuori portata, vista l’età, ma la notizia è magnifica. Allo stesso tempo ecco perché non piacerà ai lettori più tradizionali.
Si contano sulla mano gli adattamenti letterari (romanzo o fumetto che siano), che hanno soddisfatto i fruitori e amanti dell’opera originale. C’è sempre lo stesso motivo alla base di tutto questo malcontento: l’aspettativa.
Il lettore medio, che ignora ogni processo di costruzione narrativa legata al media di appartenenza, presume che quando si prende un’opera e la si adatti per lo schermo, basti prendere quella storia, darla a degli attori e metterci una telecamera davanti.
Semplifico, ma queste persone esistono. Non mi annovero tra professionisti che possano esprimere un giudizio autorevole, ma questo è comunque il mio campo di studio, e qualcosa l’ho imparata e vorrei mediare, per quanto possibile con coloro che urleranno alla rivolta quando la serie in questione andrà in onda. Le possibilità che vengano prese vecchie storie e riadattate è pressoché nulla. La costruzione di una serie funziona più facilmente quando la stagione si concentra sullo stesso evento e non con puntate antologiche (nemmeno Black Mirror sfugge da questo dogma ), la concentrazione del pubblico è ben maggiore e permette di approfondire la storia nel minimo dettaglio. Ciò non toglie la possibilità, scarsa, di fare appunto delle puntate autoconclusive esattamente come il fumetto. Esiste persino una via di mezzo, che forse si adatta bene all’idea di una serie tv su Dylan Dog, mantenendo storie uniche per puntata con un filo conduttore, più o meno evidente, che collega la stagione. Ma anche questo rischia di perdere l’attenzione dello spettatore, perché, se ci fate caso, serie del genere o hanno vita breve (esempio Lie to me), oppure sono relegate come serie minori da mettere su qualche canale quando proprio non c’è niente (esempio CSI e simili), oppure bisogna avere un pubblico che non ha nulla di meglio, che il prodotto sia valido o meno ( Don Matteo o il Commissario Montalbano). È un approccio vecchio e stantio, e sono veramente poche quelle che mantengono il successo ( Doctor Who forse ne è l’esempio calzante ).

Ma per chi è il prodotto tv di Dylan Dog? Ancora una volta il lettore medio può venirci in soccorso.
Ma prima un ragionamento spicciolo: segui i soldi.
Attenzione: non sto puntando il dito contro un editore solo perché vuole fare più soldi, è stupido pensare che non sia così, ma ancora più stupido pensare che lo faccia in malafede, è un lavoro come tanti. L’intrattenimento si fa per soldi, oppure gli stupidi sarebbero loro a non volerci guadagnare. Certo, ancora meglio se i soldi giustificano un prodotto valido. Meglio ancora se chi è coinvolto nella produzione è un fan e conoscitore del personaggio e non un semplice professionista impiegato, perché comunque conta e anche molto, anche per fare soldi e si può adattare a molti campi.

Chiaro questo concetto, ora faccio il giro largo e torno al lettore medio.
Secondo voi, quando la Disney ha comprato la Marvel o la Lucas pensando di fare bei progetti cinematografici e televisivi, li ha fatti per la cricca dei vecchi fan, quelli rompiscatole e fiscali, regalando loro una nuova emozionante avventura, o per il nuovo pubblico, creando un prodotto più accessibile, con un orizzonte di pubblico estremamente più vasto e aumentare i propri introiti?
Sei un lettore Marvel accanito e pignolo? I film non sono per te. Sei uno StarWarsiano convinto e fedele? La nuova trilogia (esclusi gli spin off), non sono per te.
Sei un lettore di Dylan Dog fanatico, che alla minima cosa sbagliata si rivolta contro autori e editore? Sappiate che esistono e se stanno leggendo, questa serie non sarà per voi.

Perché se compri una nuova canna da pesca, superfiga con la lenza in platino e il mulinello firmato da Sasha Grey, non la usi per lo stagno dietro casa con i soliti pesci.

La Bonelli ha fatto una grande mossa, coraggiosa e rischiosa. Ora siamo tutti (o quasi) felici e contenti, poi usciranno i nomi degli attori e allora lì “ah non ce lo vedo”, “ah sembra perfetto”. Poi la foto dal set, il teaser e i trailer, sempre con gli stessi commenti, più o meno giustificabili.

Mettetevi il cuore in pace, non solo perché così rischiate di perdervi ciò che di buono potreste trovare, ma perché comunque non avete ragione e quindi non importa a nessuno.


Comments are closed.

Caricando...